Antonino Cannavacciuolo ci rivela in una speciale intervista segreti e filosofia dietro al talento di uno dei più importanti chef stellati italiani.

E’ iniziata il 17 dicembre 2015, la quinta edizione di MasterChef Italia, un appuntamento imperdibile per gli amanti della cucina e dell’intrattenimento di qualità. Il talent show culinario più autorevole e avvincente, diventato un cult irrinunciabile, ha consolidato la sua fama ottenendo risultati entusiasmanti ed è ormai uno degli appuntamenti più attesi della tv italiana.

La novità di questa edizione, che ci tiene con il fiato sospeso ogni giovedì alle ore 21.10 su Sky Uno HD, è rappresentata dalla new entry Antonino Cannavacciuolo che va ad aggiungersi alla consolidata squadra di star Bruno Barbieri, Carlo Cracco e Joe Bastianich.

Due stelle Michelin, tre cappelli della Guida dell’Espresso, tre forchette del Gambero Rosso, Antonino Cannavacciuolo è in primis il patron indiscusso di Villa Crespi, uno dei Relais & Chateaux tra i più famosi in Italia e da ottobre ha iniziato la conduzione di un nuovo locale “Cannavacciuolo Café & Bistrot” a Novara.

TD: Una vita dedicata all’alta cucina e all’ospitalità di eccellenza. Quanta dedizione per trasformare le proprie passioni in realtà?

Antonino Cannavacciuolo : “Tanta dedizione. Tanto impegno e tantissima costanza. Io ho sempre lavorato un giorno dopo l’altro seguendo i miei istinti ed impegnandomi al massimo…per me trasformare le passioni in realtà significa stare in cucina e realizzare le mie creazioni”.

Chi entra per la prima volta a Villa Crespi rimane ammaliato e senza fiato dinanzi alla sua bellezza architettonica. Sulle rive del lago d’Orta, la villa ha rappresentato fin dalla sua costruzione nel 1879 la realizzazione di un sogno e un atto di amore dell’allora proprietario alla moglie Pia. Lo stesso atto di amore che in cucina Lei regala agli ospiti della dimora che oggi è divenuta un Relais & Chateaux.

Qual è la sua filosofia in cucina?

“La mia filosofia di cucina è istinto: per me, la cucina, non è altro che la rappresentazione di emozioni o ricordi che porto nel cuore fin dalla mia infanzia”.

I suoi menù sono una esperienza che avvolge tutti i cinque sensi, una perfetta armonia tra realtà e tradizioni che provengono da regioni differenti. I profumi ed i colori del mare incontrano i sapori delle colline piemontesi. Se si chiudono gli occhi arrivano echi e ricordi di infanzia.

Insomma i suoi piatti sanno far innamorare. Qual è il suo segreto?

“Il mio segreto è quello di essere me stesso e di abbinare ai ricordi della tradizione materie prime di altissima qualità. Credo che il rispetto e l’adeguato utilizzo dei prodotti che la natura regala, siano il segreto per la realizzazione di portate che esprimano amore e sincerità”.

Parlando di estetica ed impiattamento delle portate, le sue sono vere e proprie opere d’arte. C’è un artista nel panorama dell’arte moderna o contemporanea a cui è più legato?

“Credo che la riuscita di una buona portata possa definirsi tale, quando anche l’occhio viene appagato alla vista delle materie prime presenti nel piatto. Amo l’arte, e amo le rappresentazioni ed il piacere visivo che i piatti regalano, anche se non seguo un artista più di un altro…”

In evidenza:Nelle foto lo Chef Antonino Cannavacciuolo. Per lo scatto posato photo credit Alessandro Pizzi, abiti Kiabi.

Dopo il lockdown per l’emergenza sanitaria del Covid19 Chef Antonino Cannavacciuolo ha riaperto in Italia tutta la sua ristorazione e ospitalità. Leggi qui tutti i dettagli.