Nel cuore di Venezia, a pochi passi da Piazza San Marco, in una piccola piazza, dal nome Campo S. Maria Del Giglio, si trova un atelier che richiama gli sguardi di turisti ed intenditori per la bellezza dei colori e dell’estetica che illumina le vetrine. Non tutti sanno però, che quell’insegna in cui è impresso “Bevilacqua Tessuti” custodisce ben tre secoli di storia della tessitura e, come un piccolo tesoro, la storia di una famiglia.

Risalgono infatti al 1700 gli originali telai lignei che la famiglia Bevilacqua utilizza ai giorni nostri e che continuano a produrre gli stessi velluti soprarizzi in bassa altezza che furono vanto della Repubblica Serenissima. Null’altro che la sola forza delle braccia e gambe delle tessitrici muove queste meraviglie di antica meccanica, poiché l’unica concessione alla contemporaneità è data all’illuminazione elettrica. In origine era la luce delle candele a rendere possibile il lavoro negli scuri inverni veneziani.

Da allora la produzione di broccati, damaschi e soprattutto velluti non si è più fermata e soprattutto è rimasta invariata in termini di eccellenza ed esclusività, ottenendo riconoscimenti e successi a livello internazionale. I tessuti Bevilacqua compaiono nelle sale dei luoghi più prestigiosi al mondo, della Casa Bianca negli Stati Uniti, al Quirinale di Roma, al Cremlino a Mosca, solo per citarne alcuni, oltre a palazzi e dimore private.

E’ dal 1875, anno della fondazione della impresa Antica Tessitura Bevilacqua, che prende corpo l’archivio storico, sia quello documentale che quello tessile, composto a tutt’oggi da più di 3500 disegni che assieme alla manifattura sono sottoposti dal 2004 nientemeno che alla tutela del UNESCO. “Come agli inizi, tutto il processo viene ancora realizzato dalla nostra famiglia, fin dalla prima ideazione del disegno, traendo ispirazione principalmente dall’archivio storico che racconta la storia del costume e del tessuto, dalle origini fino ai giorni nostri, spaziando dal bizantino al Decò, oltre che a più attuali velluti maculati quali leopardo, tigre, pitone” mi ha spiegato Emanuele Bevilacqua, uno degli eredi della famiglia che mi ha ospitato nell’atelier di Campo S. Maria Del Giglio la scorsa settimana a Venezia. “Si passa quindi alla messa in carta, alla scelta di tinture e filati fino alla fase di tessitura e se richiesto di confezionamento di componenti d’arredo quali fasce, stendardi, cuscini e quant’altro. La nostra fama è legata in buona parte ai velluti operati ed in particolare ai soprarizzi, anche se continuiamo a produrre eccellenti damaschi in 100% seta oltre a broccati e lampassi.”

Negli ultimi anni anche le grandi firme della moda, affascinate dall’alta artigianalità e dalla maestria della manifattura Bevilacqua, hanno scelto collaborazioni con l’impresa veneziana. Ne sono nate splendide realizzazioni a cominciare con Roberta di Camerino negli anni ’50 per arrivare a Gucci, Prada e Dolce & Gabbana. Nel 2004, creatività, manualità e perseveranza nella produzione dei tessuti della tradizione veneziana sono state riconosciute e premiate con una mostra dedicata a Palazzo Ducale.

L’Antica Tessitura Bevilacqua continua, nonostante il passare del tempo, a mantenere alti i grandi valori della tradizione italiana e quella bottega in Campo S. Maria del Giglio, con le mercanzie ancora esposte sulle finestre e sull’antico portone ligneo, ne è il simbolo.