Incontro Cinzia Pagni nel suo studio, nel suo regno traboccante di creatività ed originalità, un modo innovativo di raccontare l’architettura attraverso un linguaggio architettonico insolito.

Rimango sempre piacevolmente affascinata dalla carica lavorativa che proviene da alcune persone e, Cinzia Pagni, rapisce letteralmente la mia attenzione raccontandomi la sua filosofia, la sua storia, la sua straordinaria progettualità.

Lo spazio contemporaneo architettonico, spiega la Pagni, detiene, in questo preciso momento storico, una sua soggettivizzazione, una propria dimensione individuale.

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L’interlocutore diventa, in questo nuovo scenario, un soggetto esigente che pretende una progettazione polivalente dove qualità, significato, comunicazione, potenzialità di cambiamento, transitorietà, emozione diventano i nuovi parametri.
In tal modo il progettista attinge nuovi imput da altri settori, dall’exhibit design alla scenografia, dalla moda alla grafica.
Regna sovrana l’interdisciplinarità e la contaminazione che ne deriva. In questa società, in continua evoluzione, anche il tempo reale è una realtà del quotidiano in continuo movimento.

Il progetto architettonico deve arricchirsi, imperativo categorico, di un’intrinseca dimensione evocativa e sensoriale.

Espressione di un linguaggio frutto di un insieme di tendenze e di nuove priorità, di nuove aspettative da parte degli utenti, ai quali i progettisti rispondono in modo del tutto personale.
Nel nuovo linguaggio progettuale ha acquisito un’importanza rilevante l’aspetto sensoriale degli oggetti, realizzato attraverso il sapiente utilizzo del colore, degli odori e delle superfici tattili. Questo nuovo modo di relazione tra il prodotto e chi lo utilizza ha come conseguenza immediata la creazione di ambienti meno austeri realizzati mixando diverse componenti progettuali di tipo plurisensoriale. La progettazione si sposta, così, in un modo di comunicare che possiede infinite possibilità di applicazioni pratiche dove è l’oggetto stesso a fornire direttamente l’informazione.

Il concetto di qualità sottolinea l’importanza del colore e della luce nella progettazione d’interni che crea, a sua volta, comunicazione, decorazione e benessere.
Al progetto è richiesto una funzione percettivamente multidimensionale ed una valenza eticamente positiva che risponda ad un concetto contemporaneo di qualità.

Come afferma la Pagni, “Per me l’aspetto psicologico del cliente è fondamentale, amo interpretare la persona che abiterà in questo luogo, che non sarà un semplice utente ma una persona con la propria storia, i propri sogni e bisogni”.
Questa componente della progettazione, proprio di Cinzia Pagni, restituisce degli ambienti e degli arredi che creano un benessere ambientale di elevata qualità, dove il progettista deve tener conto soprattutto della componente pratico realizzativa come fattore determinante per la buona riuscita del lavoro.

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Un nuovo linguaggio architettonico che, come sottolinea la Pagni, “deve arricchirsi della dimensione evocativa sensoriale, mentre i prodotti che vengono amati dal pubblico sono quelli che privilegiano le valenze non materiali rispetto a quelli materiali.”