Nei giorni del Salone del Mobile 2017, negli spazi espositivi dell’Università Statale di Milano, un piccolo oggetto dal cuore tecnologico spiega perfettamente il tema Material e Immaterial: Ego Black All.

Ego Black All è un piccolo dispositivo a forma di guscio che organizza e custodisce offline i nostri ricordi e le nostre informazioni personali, che così saranno al sicuro per sempre.

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Ego Black All

Viviamo in un modo sempre più digitale, dove la nostra vita privata ha bisogno di protezione per evitare che i nostri dati sensibili siano alla mercè di tutti.

E proprio il settore del design è chiamato a studiare soluzioni efficaci che possano risolvere questo problema.

Marco Rossi e Roberto Piasco, nel Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano, presentano Ego Black All, un piccolo uovo nero che dentro contiene la nostra vita.

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Ego Black All all’Università degli Studi di Milano

Ogni persona è unica, così come unici sono i nostri ricordi.

L’installazione che ci presenta Ego Black All vuole rappresentare proprio quel senso di protezione per il quale il dispositivo si caratterizza: una gigantesca gabbia metallica, a forma di uovo, contiene al suo interno l’oggetto creato da Marco Rossi, cofondatore del brand, e Roberto Piasco, designer. Un piccolo oggetto materiale, che al suo interno contiene la nostra memoria, che è immateriale.

I due aspetti complementari rivivono così in una creazione di design apparentemente semplice, ma che in realtà è molto più complessa e consente a ognuno di noi di conservare per sempre e in tutta sicurezza i nostri ricordi, senza aver bisogno di collegarsi a internet, ma lavorando esclusivamente offline collegandosi a un’app dedicata.

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Ego comunica tramite un’app

Ego Black All è un vero e proprio scrigno che conserva ciò che noi riteniamo sia così importante tanto da avere bisogno di protezione.

Ha una base di appoggio proporzionata che si ispira ai canoni della sezione aurea, che funziona da ricarica e backup dei dati. Il dispositivo dà anche la possibilità di creare un Ego Book, un libro stampato che contiene memorie che sentiamo il desiderio di condividere con le persone a noi più care, magari come testimonianza di chi siamo da lasciare alle future generazioni.

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Ego sulla sua base

Se il compito del design è quello di risolvere piccoli e grandi problemi quotidiani, Ego Black All risponde a una grande problematica moderna: il bisogno di protezione e di poter conservare chi siamo, senza che questi dati siano disponibili a tutti, si traduce in un oggetto materiale in grado di contenere dati che non sono tangibili, ma che non per questo sono meno importanti. Anzi, sono tutta la nostra vita.

Abbiamo incontrato i creatori di Ego Black All, per farci spiegare un po’ da dove nasce questa idea e come è stato interpretato il concetto di Material e Immaterial.

Ci parli della commissione della rivista Interni per il Salone del Mobile 2017:

La nostra interpretazione di Material Immaterial è prima di tutto evitare il virtuale, per noi il virtuale è falso quindi abbiamo pensato di combinare il materiale dell’uovo con l’immateriale dell’informazione.

L’uovo è il contenitore scelto dalla natura per trasferire le informazioni e questo noi abbiamo fatto, le abbiamo dato una forma tangibile, quasi sensuale e piacevole da toccare.

Si connette con i nostri device però non è virtuale, prima di tutto è offline, e secondariamente quello che ci interessa è poter trasformare i nostri ricordi, le nostre memorie in un libro, quindi una parte della nostra app ci consente di creare il libro.

Ti faccio una domanda, hai delle fotografie, dei libri di quando eri piccola? Negli ultimi cinque anni quanti ne hai fatti? Grazie alla nostra applicazione li puoi fare facilmente, basta cliccare un tasto e ci arriva un file, e ti arriva il libro a casa.

L’uomo ha scelto il libro come strumento per trasferire l’informazione e la natura ha scelto l’uovo quindi abbiamo combinato le due cose, l’uovo per custodire ed il libro per tramandare.”

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Ego conserva tutti i nostri ricordi più preziosi

Mondo digitale e mondo del progetto puro del design: due mondi condivisi o opposti?

“Il mondo digitale è una forzatura, noi abbiamo semplicemente deciso di trasformare tutto quello che è la nostra identità in una lunga sequenza di 0 e di 1, questo è digitale, digitale vuol dire non analogico, vuol dire un insieme numerico di BIT.

Anche questa è una realtà che a noi particolarmente non piace quindi noi cerchiamo di utilizzare gli strumenti digitali dai quali non possiamo prescindere, però diamo al nostro utente la possibilità di trasformarla, di proteggerli in mano e secondariamente di stamparli.”

Durante la conferenza stampa ha affermato che non esiste il mondo virtuale: cosa vuol dire questa sua importante affermazione?

Il mondo virtuale non esiste, il mondo è o materiale perché lo tocchi con i cinque sensi, o astratto che è quello che facciamo noi sognando, facendo progetti, la musica tutte queste sono cose intangibili.

Virtuale vuol dire non vero per definizione.

Che capacità di memoria e informazione ha il dispositivo?

“Ci stanno da 2 a 400 libri, non so quanti di noi possano scrivere 400 libri, comunque sono 32gb, 64gb o 128gb.

Il concetto è che se ne possono avere di più per i vari settori?

“Volendo sì, si possono avere più uova, il nostro motto è “sei uova in ogni frigo.”

Il Black Hole è l’oggetto della natura dove l’informazione non esce per definizione, le informazioni sono sempre trasmesse da un fotone, il black hole ovvero il buco nero è quello che non fa uscire informazioni, nemmeno la luce esce da un buco nero.

Il nostro black hole è l’oggetto più nero mai creato, non riflette alcuna luce, è il nero perfetto. È legato all’idea di protezione dell’informazione.

Qual è lo stato di salute del sistema design oggi?

“A mio giudizio il design è in ottima salute: le sfide sono molte e sempre più eccitanti, per poter realizzare progetti innovativi mai visti prima. Bisogna saper osare, trovare campi nuovi dove applicare la creatività e dove dare risposte concrete a esigenze reali, non solo materiali, ma immateriali, come Ego Black All dimostra. Il compito del design e dei designer, oggi, è proprio questo: creare oggetti materiali, che si possono toccare, partendo dalla più alta capacità umana, che è l’astrazione.

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Ego Black All

Ego Black Hole è il perfetto esempio di come Material e Immaterial possono convivere in oggetti dal design elegante nati per rendere realtà i desideri delle persone: un piccolo uovo nero è la dimostrazione esemplare di una dicotomia sempre più protagonista in un mondo dove reale e digitale sono le due facce della stessa medaglia.

Foto Courtesy Ufficio Stampa