L’Hotel Nord-Pinus Tanger, Riad prestigioso tipico del Marocco, è posto nel punto più alto della città di Tangeri, un luogo strategico da dove poter assaporare tutte le magnifiche bellezze che avvolgono questa terra dalla indiscussa impronta cosmopolita.

Veduta sulla costa al tramonto – Ingresso all’hotel

Posto su via Riad Sultan, il complesso alberghiero è addossato ai bastioni dell’antico forte portoghese, a sua volta strutturato sull’antico impianto romano di Tige. Questa sua particolare posizione predominante apre uno straordinario scorcio che taglia su Tarifa e la costa spagnola, sulla città e il suo  porto, coinvolgendo lo spettatore in uno scenario mozzafiato che parla di mari incontrastati e di terre antiche adagiate oltre i confini del Mediterraneo.

L’Hotel è una vera oasi di pace immersa in una città sempre in festa, capace continuamente di reinventarsi; si tratta di un privilegiato belvedere su Tangeri e sui musei della Kasbah e di Ibn Battuta. Nel corso dei millenni questa città è stata oggetto di un susseguirsi di conquiste e successive liberazioni, tanto che la sua storia ne ha fatto un luogo privilegiato per i traffici di opere artigianali e scambi di oggetti preziosi appartenenti alle varie culture.

Angoli relax e terrazze alte affacciate sul Mediterraneo e stretto di Gibilterra

Prima città berbera, poi fenicia, fu successivamente colonizzata dai Portoghesi e dagli Spagnoli, per poi essere annessa all’Impero Britannico prima e alla Francia poi, fino a quando nel 1957 il Marocco ottenne la sua indipendenza. Questa sua variegata e complessa storia di possedimenti, è il motivo per il quale molti storici, artisti e letterati, a più riprese arrivati nella città, pregiata non solo per le preziosità giunte qui dall’Oriente ma anche, e soprattutto, per la possibilità di confrontarsi con culture, credenze e idee differenti che possono lasciare un segno profondo per chi ha il piacere di riscoprirle.

 L’Hotel Nord-Pinus Tanger propone un’offerta di solo quattro suite, una camera doppia e una piccola casa contigua per coloro che amano la totale riservatezza, i cui nomi sono evocativi e altamente enigmatici: Vengo, Nilaya, La stanza dello Spagnolo, Le Chameau s’en fout, Ocean View e la Casa di Jean-Luc. Si tratta di stanze curate nei minimi dettagli, in cui il cuoio, le tappezzerie antiche, i letti di bronzo, i marmi e ceramiche colorate tipiche delle manifatture arabe, oltre ai profumi di cedro e il retrogusto salino del mare, generano un bacino di comfort e grande raffinatezza, facendo emergere un’offerta unica e totalmente inusuale, che mira a restituire un ricordo indelebile nella mente dei suoi visitatori.

Suite e camere dell’hotel

Resta di grande impatto il ricco mercato locale, in cui contadini e pescatori, con i loro caratteristici grembiuli colorati decorano e rallegrano le vie cittadine. Sono questi prodotti, a chilometro zero, i protagonisti della cucina del ristorante dell’hotel, una proposta di piatti della tradizione tinginese, interpreti degli stessi mix culturali qui resi manifesti.

Le terrazze aperte sui tetti sono il reale paradiso del relax e il vero fiore all’occhiello dell’hotel, spazi rialzati per restare isolati in totale riservatezza, in cui ci si può immergere nella ricercata pace ammirando la città illuminata alla sera, il bellissimo “Giardino del Sultano, o il suggestivo scorcio dello “Stretto di Gibilterra”, scrutando queste terre di confine tanto vicine che sembrano potersi toccare allungando la mano verso l’orizzonte incontrastato. Il sapore di esclusività e riservatezza si percepisce anche nella spiaggia privata della struttura alberghiera, un’area dai sapori rudi e incontaminati che permette di godere di angoli naturali di indiscussa bellezza.

Angoli naturali e la spiaggia riservata all’hotel

Molti sono stati gli artisti e attori attratti dall’incantevole splendore di questi luoghi – Brian Jones, Paul Bowles, Barbara Hutton, solo per citarne alcuni – sempre pronti a riferire sull’incredibile sogno vissuto soggiornando in questi luoghi che sanno raccontare, in modo eccellente, la bellezza di essere stato, ed essere ancora, un porto di scambi e un paese in cui la parola d’ordine non può che essere cultura.