Questo che viviamo, dovrebbe essere il tempo dell’inclusione, dove ciascuna barriera, gabbia o muro, distrutto, abbattuto, verso un’apertura di sé all’altro. Ma quotidianamente, uomini senza volto, in cerca di frammenti della propria esistenza, vengono catalogati lungo i confini invalicabili di preconcetti e illusioni.

La mostra “Inclusion” tra Arte e Moda, aperta fino al 1 agosto 2019 al Palazzo delle Arti di Napoli, costituisce un battesimo, un ripristino della necessità di inclusione contro l’esclusione, veicolando questo importante messaggio a tutti i suoi visitatori. Un dialogo fitto e sincrono tra le idee in movimento degli studenti dell’Accademia della Moda IUAD di Napoli, e la poetica dell’eclettico artista inglese Daniel Lismore, che ha trasformato la propria vita, il proprio corpo, la propria anima, in un’opera d’arte riassunta nel monito Be yourself, everyone else is already taken.

Gesualdo Lanza
Credits Gesualdo Lanza

Il valore dell’universalità

In un momento in cui l’odio fa da padrone la società del nostro tempo, è giusto condividere e promuovere le singole sfaccettature delle diversità culturali che abitano questo pianeta e che ritroviamo presenti nell’avvincente percorso espositivo del PAN. Quaranta autoritratti, ciascuno dei quali rappresenta un frammento dell’intricata vita di Daniel, spaziano oltre i confini geografici. Ogni manichino si trova sospeso in uno stato di grazia in cui l’opulenza e la vena barocca incontrano la Pop Art. Passato e presente si mescolano in un tracciato di vita autonomo e consapevole.

Credits Photo by Colin Douglas Gray, ft. in “Daniel Lismore: Be yourself, everyone else is already taken”, Rizzoli international Editions
Credits Photo by Colin Douglas Gray, ft. in “Daniel Lismore: Be yourself, everyone else is already taken”, Rizzoli international Editions

Inclusione tra arte e moda

Nel progetto espositivo di Daniel Lismore, curato da Nunzia Garoffolo, si intrecciano e dialogano tra loro i lavori degli studenti dell’Accademia, con quelli dell’artista inglese, per la prima volta in Italia con una sua Personale. Inclusion, tra Arte e Moda costituisce un avvincente percorso espositivo, enfatizzato da installazioni olfattive impreziosite da fragranze create dall’ artista stesso. I suoi autoritratti, concepiti come vere e proprie sculture tridimensionali a dimensione reale, sono la concretizzazione della Gesamkunstwerk wagneriana, ossia l’opera d’ arte totale in cui più canali di comunicazione dialogano tra di loro. Anche l’udito viene sollecitato dalle composizioni musicali realizzate appositamente per l’artista.

Credits Photo by Colin Douglas Gray, ft. in “Daniel Lismore: Be yourself, everyone else is already taken”, Rizzoli international Editions
Credits Photo by Colin Douglas Gray, ft. in “Daniel Lismore: Be yourself, everyone else is already taken”, Rizzoli international Editions
 

Tra realtà e apparenza

Come un esercito di Guerrieri di Terracotta, le sculture formano una armata caratterizzata da spesse armature preziose composte da abiti che mettono in luce le mille sfaccettature dell’artista. Attraverso i suoi barocchi assemblaggi che uniscono pezzi di alta moda di Alexander Mc Queen, Vivienne Westwood, Versace, Armani, per citarne qualcuno, ma anche oggetti vintage e preziose stoffe, tracciano una visionaria antropologia che parla del sé, dell’inconscio, di identità, incoraggiando la riflessione sull’ individuo, inteso come singolo, e al tempo stesso sull’umanità nella sua vitale e colorata multiformità.

Credits Photo by Colin Douglas Gray, ft. in “Daniel Lismore: Be yourself, everyone else is already taken”, Rizzoli international Editions
Credits Photo by Colin Douglas Gray, ft. in “Daniel Lismore: Be yourself, everyone else is already taken”, Rizzoli international Editions

I can see you, but you can’t see me

Gli abiti, intesi come armatura, nascondono senza rivelare la personalità dell’artista celata da maschere o veli che funzionalmente, avvolgono il nostro sé, ricomponendo il dualismo umano e abbracciando la propria persona e la vita con coraggio, allegria e verticalità. Tutto ciò è il frutto di una ricerca personale e di multiple esperienze di vita dell’artista. Il travestimento – ovvero l’andare oltre il vestirsi – diventa metafora e monito dell’agire, ossia spingersi oltre l’elemento materico del sé e della vita stessa per cogliere l’immateriale, i valori dell’umanità nella sua pienezza, vanificando la dicotomia tra realtà e apparenza. Perché la consapevolezza per Lismore, diventa cultura, arricchimento e apertura di sé all’altro.

Credits Photo by Colin Douglas Gray, ft. in “Daniel Lismore: Be yourself, everyone else is already taken”, Rizzoli international Editions
Credits Photo by Colin Douglas Gray, ft. in “Daniel Lismore: Be yourself, everyone else is already taken”, Rizzoli international Editions