Oggi vi voglio raccontare l’incantevole storia del capostipite del design francese, Jean Michel Frank il cui obiettivo primario è stato quello di eliminare superflue sovrastrutture da ambienti e complementi d’arredo.

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I colori preferiti da Jean Michel Frank? Ma naturalmente il bianco e il beige insieme al legno, materiale prediletto.

Lo  stile di Jean Michel Frank era talmente essenziale da essere definito “il lusso della mente”, una vera celebrazione del vuoto in un’epoca in cui predominavano suggestioni barocche e regnava il Rococò.  Jean Cocteau lo descrisse come “un giovane affascinante, un peccato che i ladri gli abbiano preso tutto.”

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Negli anni Trenta Jean Michel Frank, il visionario designer per eccellenza, proponeva alla sofisticata e preziosa élite francese una radicale rivoluzione estetica basata su un concetto di assoluta armonia e su un’eleganza minimalista.

Fu proprio lui a giocare un ruolo basilare nella nascita di un nuovo stile, ricordato come il “momento Frank”.

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Il bianco era, indubbiamente, il suo colore preferito. La sua filosofia era basica e lineare. “Credo che possa essere provato un principio meno severo: il mix di stili diversi”: così scriveva Frank nel 1935, esattamente, tre anni dopo che lui ed il suo socio in affari Adolphe Chanaux aprirono un’esclusiva boutique al numero 140 di Rue Faubourg St. Honoré.
“Le nobili cornici che ci sono giunte dal passato possono ricevere le creazioni di oggi. La casa che costruiamo ora può ospitare la bellezza degli oggetti antichi”, scriveva il designer minimalista, i cui interni divennero famosi per contenere “seimila sfumature di beige”.

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Nato a Parigi da una famiglia ebrea, Jean Michel Frank è l’antesignano di una moda che prediligeva, come imperativo categorico, i non colori.

Questa filosofia domina e si evince da tutti i suoi bellissimi lavori, come ad esempio, nel design creato da lui, appositamente, per l’Hotel Particulier di Marie Laure e Charles de Noailles al numero 11 di Place des Etats-Unis, a Parigi, tra il 1926 ed il 1927.

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In questo suggestivo albergo predominano i toni del bianco e del nero, lampade al quarzo e porte in bronzo.
Lo stile severo e pragmatico di Frank, immortalato negli scatti di Man Ray, gli valsero dure critiche e i suoi ambienti creativi furono, ingiustamente, etichettati da detrattori come “le stanze in cui non abita nessuno”.

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Tra i migliori clienti di Jean Michel Frank possiamo invece citare il milionario Templeton Crocker.

La sua vita fu difficile e segnata da non pochi dolori: ebreo sfuggito a Parigi, si rifugiò nella moderna New York ma, resosi conto che l’epoca in cui aveva dominato era ormai giunta al termine, scelse la via del suicidio.
Il suo nome è rimasto, tuttavia, sinonimo di stile ed innovazione.

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