Riflettori accesi a Verona dall’11 marzo per l’anteprima mondiale della mostra “Maria Callas. The Exhibition” che sarà ospitata a Palazzo Forti, sede dell’Amo, l’Arena Museo Opera, fino al 18 settembre 2016. Da Verona, città in cui la Divina debuttò all’Arena il 2 agosto 1947 con La Gioconda di Amilcare Ponchielli, la mostra partirà alla volta di un tour internazionale, da Atene a New York, da Parigi a Città del Messico.

Promossa dal Comune di Verona e dalla Fondazione Arena di Verona, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia Group con il fondamentale contributo del Gruppo AGSM main sponsor dell’iniziativa, ed è curata da Massimiliano Capella.

Non solo un grande tributo alla sua carriera artistica, ma il racconto delle mille sfumature di una donna e della sua vita, fatta di grandi gioie ma anche di intensi dolori. Una mostra che è un viaggio nelle emozioni dove il visitatore potrà rivivere tutti i momenti più importanti delle breve esistenza di Maria Callas, accompagnato dalla sua voce di usignolo, da filmati d’epoca, interviste, foto, alla scoperta di preziosi documenti, abiti e gioielli del tutto inediti, provenienti da archivi nazionali e internazionali e dallo stesso archivio personale della diva.

“Con questa mostra che rende omaggio al più grande soprano di tutti i tempi, strettamente legato a Verona, AMO si conferma luogo d’elezione nel panorama culturale cittadino offrendo al grande pubblico, giovanissimo, appassionato o curioso, un programma di mostre, iniziative, attività, rassegne, proposte educative, durante tutto l’anno. – ha dichiarato Francesco Girondini, Sovrintendente Fondazione Arena di Verona e Direttore AMO Arena Museo Opera Gli anni veronesi della Callas, il suo matrimonio e il suo rapporto con l’Arena di Verona sono ampiamente trattati in mostra, rievocando il ricordo che molti cittadini hanno ancora vivo della Divina.”

Una storia appassionante, quella della Divina, che il percorso a Palazzo Forti ripercorre a partire dall’infanzia americana a cui segue il ritorno in Grecia con la madre ed il primo debutto ad Atene il 2 aprile 1939 al Teatro Olimpia con un’esecuzione di Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. Sarà poi la volta del grande palcoscenico di Verona nel 1947 a celebrare i successi ed il suo primo amore Giovanni Battista Meneghini e da allora, l’Italia intera la consacrerà come cantante di primissimo piano. Venezia, Firenze, Roma fino a giungere al primo vero trionfo scaligero, rappresentato dall’inaugurazione della stagione lirica 1951/1952, con I Vespri siciliani di Giuseppe Verdi, diretti dal maestro Victor De Sabata. La mostra è qualcosa di più di una pura celebrazione artistica della cantante lirica, ma si addentra nell’universo più intimo di Anna Maria Cecilia Sophia Kalogeropoulous, raccontando il profondo connubio di amicizia con i registi Luchino Visconti e Franco Zeffirelli e l’evoluzione estetica che coincise con la trasformazione artistica. Divenuta simbolo di stile e di eleganza, grazie alla sarta milanese Biki, Maria Callas seppe unire alla sua incredibile voce anche una capacità interpretativa senza pari, affascinando talenti come Yves Saint-Laurent e Christian Dior che negli anni fecero a gara per vederle indossare le loro creazioni. Da Londra a New York, a San Francisco e Los Angel, ma soprattutto all’amata Parigi, dove la stampa, la definì nel 1958 “Il più grande spettacolo al Mondo”, Maria continuò a portare il suo canto e la sua estrema sensibilità sul palcoscenico della grande lirica. Su quello della vita, Maria visse d’arte e di amore, quello più appassionato, struggente ed eterno fu per l’armatore Aristotele Onassis, a cui non poté legarsi mai completamente e che ebbe nel cuore, fin all’ultimo respiro, quel 16 settembre 1977, nel suo appartamento a Parigi. Quell’amore beffardo ed imprendibile, tanto ribelle che non conosce legge e desiderio, ma che come un battito d’ali torna quando meno te lo aspetti e fugge via appena credi di sorprenderlo.

“L’amour est un oiseau rebelle
Que nul ne peut apprivoiser,
Et c’est bien en vain qu’on l’appelle,
S’il lui convient de refuser.”
L’amour, l’amour, l’amour, l’amour!”

L’amore che la Callas cantava in una delle arie più famose della Carmen di Georges Bizet, più di ogni altra opera forse, ci ricorderà in eterno la voce, la passione, gli occhi e la personalità di una Diva e una di donna sensazionale.