Negli ultimi anni Mayfair è salito alla ribalta come il quartiere più elegante e chic di Londra, illuminato dalle preziose boutique dei luxury brands internazionali e popolato da numerosi locali alla moda. Tra questi lo sketch si riconferma per il 2016 uno dei best place to be della capitale britannica. Il numero 9 di Conduit Street, dove si erge il palazzo che lo ospita, fin dalla sua costruzione nel 1779 per opera di James Wyatt è sempre stato in relazione con l’universo della creatività vissuta a 360 gradi. Prima di diventare l’atelier londinese di Christian Dior fu infatti la sede del Royal Institute of British Architects.

Inaugurato nel 2002 come luogo che celebrasse il perfetto connubio tra cibo, arte e musica, ancora oggi lo sketch continua a contribuire al patrimonio dello stabile come meta di sperimentazione nel design, nell’arte e nella architettura. Una meta unica, innovativa che rispecchia appieno il talento visionario dei suoi fondatori. Da un lato il famoso chef francese Pierre Gagnaire, il cui nome è ormai diventato sinonimo di un arte culinaria avventurosa e anticonformista, e che qui al Lecture Room & Library dello sketch ha ottenuto l’assegnazione di ben due stelle Michelin. Dall’altro Mr Mourad Mazouz, conosciuto come la mente creativa ed imprenditoriale del Momo Restaurant di Londra aperto nel 1997, dell’Almaz by Momo a Dubai inaugurato nel 2006, e per le innumerevoli partecipazioni a progetti di arte e life style come il Double Club, un ristorante-bar pop up congolese realizzato con la Fondazione Prada e il famoso artista Carsten Holler.

La forte passione per il mondo dell’arte contemporanea di Mazouz non poteva che coinvolgere anche lo sketch. Il locale londinese ha così ospitato nel corso degli ultimi anni più di 50 esibizioni di grandi artisti del panorama dell’arte contemporanea come Carsten Nicolai, John Baldessari, Jonas Mekas, Mary Ellen Bute, Charles & Ray Eames e Michael Nyman e più recentemente Martin Creed. Attualmente il ristorante Gallery ospita i lavori di David Shrigley, 239 opere d’arte sono esposte alle pareti della brasserie, formando la più vasta presentazione dei lavori dell’artista ad oggi. Rassicurante e monocromatico invece l’arredamento che fa da scenario alla mostra, concepito dalla designer India Mahdavi.

Oltre al The Gallery, sketch si suddivide in differenti locali, the Lecture Room & Library, the Parlour, the Glade, the East Bar. Ognuna con la propria essenza e un allure differente, che trasporta immediatamente gli ospiti verso un atmosfera magica e coinvolgente.

Come all’interno del The Glade, un bar il cui ambiente rievoca una foresta incantata tipica delle fairy tales. Gli artisti Carolyn Quartermaine e Didier Mahieu hanno tratto ispirazione dalle fantasie stampate sulla carta da lettere degli anni ’20, e le hanno riproposte dipingendo centinaia di metri di carta che con la tecnica del découpage rivestono ora i muri del The Glade. Altrettanto simbolico è l’arredamento, in rattan anni ’50, scelto nel sud della Francia che regala un allure romantica ed onirica.

Insomma lo sketch rimane uno delle più belle mete per regalarsi un eccezionale afternoon tea o deliziarsi con un menù di altissima cucina, con quel tocco in più di stile e savoir faire che solo nella eclettica Londra si può trovare.