VENINI a “The Venice Glass Week”

The Venice Glass Week, per il terzo anno consecutivo ha animato la città di Venezia coinvolgendo molte delle principali istituzioni; un festival internazionale dedicato all’arte del vetro, con particolare attenzione a quello di Murano.

L’obiettivo principale è, come sempre, rivitalizzare e sostenere una delle più importanti attività artistiche e creative della città lagunare che vanta una tradizione di oltre mille anni con cui si è resa famosa in tutto il mondo. Immancabile appuntamento per VENINI, ambasciatore del made in Italy e della cultura vetraria d’eccellenza.

Thomas Stearns alla Venini LE STANZE DEL VETRO
Thomas Stearns alla Venini LE STANZE DEL VETRO_courtesy LE STANZE DEL VETRO
Vaso per le lacrime del Doge e Facciata di Venezia in vetro a canne, 1961-62, collezione Olnick Spanu, New York. Collezione Rob Beyer – Photo Credit: LE STANZE DEL VETRO

Le sculture asimmetriche di Thomas Stearns per VENINI

In occasione è stata presentata la mostra “Thomas Stearns alla VENINI” organizzata da LE STANZE DEL VETRO e curata da Marino Barovier, visitabile negli spazi dell’Isola di San Giorgio Maggiore fino a gennaio 2020.
Per la prima volta è qui esposta l’intera produzione dell’artista americano, sottolineandone l’importanza della collaborazione con VENINI.

L’artista frequentò la storica vetreria nei primi anni Sessanta; nacquero così delle piccole serie di vetri dallo spiccato carattere scultoreo. Forme asimmetriche e organiche, insoliti accostamenti cromatici nonché sperimentazioni sulle tecniche tradizionali: sono questi gli elementi che appartengono alla ricerca di Thomas Stearns per VENINI. Così nella produzione muranese sono state realizzate opere che nel tempo sono diventate vere e proprie icone della cultura vetraria.

Lavorazione nella fornace VENINI di Confetti di Benjamin Moore – Photo Credit VENIN
Lavorazione nella fornace VENINI di Confetti di Benjamin Moore – Photo Credit VENINI

Art Glass 2019: forme sinuose, materia e colore

L’Art Glass 2019 di VENINI celebra il ritorno in vetreria di molti artisti americani che hanno collaborato con successo in passato.

I vasi Confetti di Benjamin Moore spiccano per le loro forme semplici in una combinazione di elementi: un tronco conico sottile contrasta con la boccia che esprime la tensione impressa al vetro nell’atto della soffiatura. Una collezione raffinata in color pagliesco o nel moderno Talpa.

Piccole gocce quadrangolari di vetro cristallizzato in una straordinaria armonia casuale punteggiano la superficie dei vasi.

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Vasi Soft di Dan Dailey – Photo Credit VENINI
 

Dan Dailey torna a Venezia con Soft, vasi che indagano la dimensione calda e morbida del vetro prima della cristallizzazione; si pensa ad esso come ad un materiale duro poiché è la prima cosa che notano i nostri occhi.
In realtà prima di consolidarsi è morbido, caldo. Questa malleabilità è sottolineata da piccole sfere sulla superficie dei vasi che, appena posizionate, premono sul vetro rivelando una leggera flessione della superficie. In edizione limitata queste due creazioni sono di colore verde erba con sferette nere o talpa con dettagli corallo.

Quelli presentati sono, come sempre, tutti prodotti dall’alta definizione tecnica che mettono in evidenza le numerose potenzialità del vetro così come riescono a fare le opere di Emmanuel Babled, I Paladini. Le esperte mani dei maestri vetrai, insieme alle composizioni cromatiche mai monotone grazie alla sconfinata palette di VENINI, rendono questi oggetti di design essenziali e cristallizzati in una dimensione eterea.

VENINI_I PALADINI_Emmanuel Babled
VENINI_I PALADINI_Emmanuel Babled
Vasi I Paladini di Emmanuel Babled – Photo Credit VENINI

Colore e drappi in vetro

Dal passato arriva anche la collezione Fazzoletti, datata 1948 e firmata Fulvio Bianconi e Paolo Venini. Da oltre settant’anni, i maestri artigiani di VENINI portano nell’arte vetraria il fascino del drappeggio scultoreo: in una sequenza di gesti fluidi e circolari, il vetro si cristallizza nell’attimo in cui assume la morbidezza irregolare di un panno. Difficoltà esecutiva che prevede l’accostamento di cannette di vetro colorato, la loro fusione, la soffiatura e poi il sapiente gesto rotatorio del maestro vetraio: un procedimento che rende questi vasi dei capolavori unici.

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VENINI_I PALADINI_Emmanuel Babled
Collezione Fazzoletti, Fulvio Bianconi e Paolo VeniniPhoto Credit VENINI

Tradizione secolare e design moderno

Il colore è alla base dell’intera proposta VENINI: attraverso trasparenze cristalline o campiture piene, le superfici rimandano al morbido e al liquefatto, al vetro prima ancora di diventare tale.

Ogni pezzo è un’opera d’arte unica che nasce, come sempre, dall’abilità degli artigiani della fornace VENINI in grado di tradurre la visione creativa dei designer più acclamati. In ogni singolo pezzo si condensa un patrimonio secolare che si rinnova incontrando un design moderno.

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Collezione Acqua e Contrasto, Michela CattaiPhoto Credit VENINI

Ridifinire la tradizione: la personale di Michela Cattai

Nella personale di Michela Cattai dal titolo “Ridefinire la Tradizione” sono esposte le opere Acqua e Contrasto ispirate alle tradizioni nipponiche e nello specifico alla cerimonia del tè: una serie di pezzi in edizione limitata dalle forme sinuose che suggeriscono l’idea della modellazione attraverso il fuoco. Arricchiscono la superficie, alcuni elementi grafici lavorati a freddo.

Collezione Fuochi Boreali, Giorgio Vigna - Photo Credit VENINI
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Collezione Fuochi Boreali, Giorgio VignaPhoto Credit VENINI

Suggestiva e spettacolare è la serie Fuochi Boreali. In queste quattro opere uniche realizzate da Giorgio Vigna per VENINI, si rintraccia un’esplosione di forme, materia e colore. Il vetro cattura i colori cangianti della natura e il vaso prende forma insieme alla creazione di fiori di fuoco.

Una goccia di vetro raccoglie un bouquet di 25 fiori cristallizzati e resi eterni. Il vetro cattura i colori, blu, giallo, rosso, arancio, verde e violetto con tonalità che si diramano in mille sfumature.