Ventotene è una terra baciata dal sole da conoscere e amare, meta immancabile per la riscoperta del Mar Tirreno, dei suoi paesaggi incontaminati e delle ricchezze archeologiche che delineano la storia italiana.

L’isola di Ventotene e l’isola di Santo Stefano

La storia di Ventotene: da terra di confino a paradiso turistico.

Componenti naturali e archeologiche fanno di Ventotene, la piccola isola dell’arcipelago pontino a confine tra Lazio e Campania, una meta immancabile per la riscoperta del Mar Tirreno, un mare che ha visto solcare le sue acque da grandi popolazioni del passato, coloro che hanno lasciato la loro impronta in tutte le terre toccate.

Nata a seguito di un’eruzione vulcanica esplosiva, la bella Ventotene conserva, come il corpo di una sirena distesa sul mare, una forma allungata, il cui manto piroclastico si modella tra alture e vallate che arrivano al mare, unendosi geologicamente a Ischia, Procida e Vivara, le isole flegree.

Grotte e cavità naturali ed artificiali plasmano questa terra, tanto che i lussureggianti venti cantano soffiando all’interno di questi anfratti, riproducendo suoni che sembrano sibili di esseri marini tutelari di questi incantati spazi.

Ventotene: scorci dell'isola

A predominare sono i caldi colori che caratterizzano le abitazioni isolane ventotenesi, che virano dal giallo al rosso, spezzati da cornici di color bianco. Tutto diventa intimo e avvolgente, staccando nettamente dall’intense note del blu cobalto che riempiono i cieli e le acque del mare.

È questa una terra ritenuta sin dall’antica Roma importante meta di villeggiatura, divenuta poi anche luogo di esilio di importante donne della nobiltà romana, come Giulia Maggiore figlia prediletta di Augusto scoperta, secondo le accuse riportate, a tramare contro il padre, Agrippina Maggiore, figlia della stessa Giulia che sull’isola trovò la morte ed Ottavia, ripudiata come consorte da Nerone.

Sono di queste donne importanti resti dell’antichità classica, tra cui la principale villa, detta “Villa di Giulia”, che sorge a Punta Eolo, verso l’estremità nord-occidentale dell’isola. Una struttura archeologica di rilevante interesse storico-culturale, in cui queste donne avrebbero soggiornato durante il loro allontanamento dall’Impero.

A partire dal Medioevo, l’isola ha seguito le sorti del suo comune principale di nome Ventotene, ospitando una grande comunità cistercense legata a Ponza, venendo poi affidata alla famiglia Farnese durante il XVI secolo.

Divenne in seguito un possedimento borbonico, coloro che si impegnarono concretamente per il ripopolamento dell’isola. È di questa fase la ricostruzione dell’attuale borgo cittadino del comune di Ventotene, della Chiesa di Santa Candida, del porto e del nuovo forte locale.

Dal 1795 fu iniziata la costruzione del carcere su Santo Stefano, l’isolotto affiancato a Ventotene in cui furono spedite illustri personalità politiche sgradite al regime fascista.

Solo tra il 1941 e 1943 ha ospitato Sandro Pertini, Pietro Secchia, Eugenio Colorini, oltre ad Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi che qui redissero il documento noto alla storia come “Manifesto di Ventotene”, in cui già si parlava di Europa Unita.

Il Castello di Ventotene, sede del Municipio e del Museo archeologico

L’isola di Ventotene è dunque un vero crogiuolo in cui la componente storica stringe in un forte abbraccio la grande ricchezza offerta dalla natura e dalla locale cultura immateriale, una terra che ancora oggi continua a stupire con i suoi importanti rinvenimenti.

Di eccezionale valore rimane il suo Museo Archeologico, in cui sono conservate parti delle meravigliose ricchezze recuperate dagli scavi archeologici e dal mare: statue, anfore, porzioni di navi, arredi architettonici e stucchi colorati sanno ben raccontare dell’antichità di questa straordinaria terra, mostrando solo una parte di quello che fu il suo glorioso passato.

Soggiornare a Ventotene è un’esperienza indimenticabile, in cui il calore degli isolani e la buona cucina legata al mare sanno donare qualcosa di prezioso e raro.

Questa terra  sa riempire gli occhi e il cuore di chi sa osservarla e ascoltarla, portando l’animo a sussultare ad ogni alba e tramonto sul suo mare, ad ogni sguardo proiettato verso l’orizzonte incontrastato, ad ogni canto lanciato ad invocazione del suo colorato nome.

Ventotene è una terra da conoscere ed amare, ricca di eventi e manifestazioni estive, che porta con se i lineamenti principali della storia italiana.

Ventotene: scorcio dell'isola al tramonto