A Corso Como, 10 è già Natale. Le luci che illuminano le facciate del cortile interno, rendono l’atmosfera magica e scintillante. Al primo piano della galleria Carla Sozzani, il giapponese Nobuyoshi Araki ci porta in un viaggio fatto di emozioni forti e immagini crude.

Araki Amore è l’emblematico titolo della mostra che racchiude una selezione di più di 80 opere, in gran parte inedite.

Il fotografo giapponese Nobuyoshi Araki è un artista generoso. Instancabile esploratore delle passioni umane e grande ritrattista. È capace di entrare in profonda empatia con i soggetti, stabilendo con essi relazioni intime e riuscendo a vivere in primis sulla sua pelle le loro gioie e dolori, trasferendoli poi sulla pellicola.

Questo artista contemporaneo ha trasformato la macchina fotografica in un’estensione del corpo, un organo vitale con il quale entrare in contatto con il mondo.

Nobuyoshi Araki, il supremo poeta della bellezza multiforme.

La carrellata di immagini esposte colpisce lo sguardo e arriva dritta al cuore suscitando emozioni contrastanti. I temi classici della sua fotografia, come i nudi, l’eros, il ritratto, le composizioni floreali, Tokyo e le sue notti, sono qui riproposti, e cancellano ogni sospetto di ipocrisia. La verità così forte e tangibile di questi scatti trasporta l’osservatore in un mondo occulto e ai più sconosciuto.

Corpi di donna usati come feticci, materia viva da plasmare e usare come oggetto da immortalare, accostati a bambole e pupazzi di plastica, che da sempre popolano il mondo onirico del fotografo Nobuyoshi Araki.

Dinosauri e mostri mitici giapponesi che attaccano la città di Tokyo e hanno contribuito al cambiamento culturale nipponico degli anni ’60. Ricordi e appunti di un diario sentimentale che hanno influenzato il suo sguardo e costellato la sua vita.

Tuttavia, continua a essere l’universo femminile, così controverso e articolato, il fulcro degli studi di Araki, che non si stanca mai di esplorare.

“Attraverso l’obiettivo cerco di arrivare all’essenza delle cose e, nel caso delle donne, di ciò che sono, il loro vivere quotidiano oppure la loro sessualità. Tutte però sono diverse l’una dall’altra, per questo continuo a scattare”.

Il bene e male hanno confini labili, è un incontro-scontro di opposti: piacere e dolore, fragilità e forza, vita e morte. Lo stretto rapporto tra essi è visibile nei suoi scatti, sia in quelli dove è l’eros a dominare, come nella serie Bondages, sia in quelli più delicati del ciclo Flowers.
L’eterna battaglia tra Eros e Thanatos continua a permeare la vita quotidiana. Fiori bellissimi, come orchidee e dalie sono colti poco prima di appassire, quando la sfioritura sembra essere lontana e la bellezza dominare.

Ma il ciclo della vita è inarrestabile, dolore e sofferenza sono l’altra faccia della stessa medaglia, non esiste amore e piacere senza il loro opposto, e Nobuyoshi Araki lo sa bene.

La prematura perdita della moglie e la morte del suo amato padre hanno segnato la sua vita privata e influito sulla sua arte.

Araki Amore, la mostra, a cura di Filippo Maggia, sarà aperta fino al 12 febbraio 2017.