Ospitata nelle sale di Armani Silos di Milano fino al 24 marzo 2019, Fabula è il titolo della nuova mostra del fotografo francese Charles Fréger.

Esposti, 250 scatti di Charles Fréger che documentano e narrano la sua complessa ed articolata ricerca antropologica e ci raccontano i codici di appartenenza stilistica e di abbigliamento degli individui di diverse comunità come atleti, collegiali, forze armate.

Classe 1975, Charles Fréger ha realizzato con Fabula un lavoro intenso e caratteristico, quasi enciclopedico nel suo ambito, capace di analizzare da vicino i codici stilistici di gruppi di generi umani, catturando l’esuberanza dei costumi e delle uniformi come manifestazione di appartenenza del gruppo sociale.

L’ampio corpus fotografico dell’artista testimonia la sua inesorabile ricerca per raggiungere le comunità, considerate come un insieme di individui che sono parte di esse identificati da link, rituali e pratiche che li uniscono. Così Charles Fréger è interessato nel corpo e nell’abbigliamento di ciascuno, che diventa un terreno ambivalente, dove la posa rivela un’identità sognata, mentre l’abito, anche se un’uniforme, vede la sua formalità messa alla prova.

Charles Freger
Boes Sardinia Italy from the WILDER MANN series 2010-2017 – Photo by Charles Fréger

Il colore come forma espressiva nella fotografia di Charles Fréger

Distanziandosi dai ritratti in precedenza prodotti, Charles Fréger è stato, per diversi anni, concentrato sulla silhouette e le sue potenzialità per l’espressione. Volti e corpi gradualmente scompaiono dietro a maschere e make-up, ma anche sotto costumi volumetrici e misteriosi.

Il colore come espediente visivo, ma anche rappresentazione di energia vitale, che uomini e donne di tutte le parti del mondo esprimono, diventa un invito all’osservatore ad abbandonarsi al groviglio di musica, colore e tempo. La Mostra di Fabula è tutto ciò: un percorso che va ad esplorare le tappe fondamentali di questo spostamento teatrale e simbolico nella forma di una retrospettiva che mette insieme gli estratti da alcuni venti serie prodotte tra il 1999 e il 2018, in Europa, America, Asia e Africa.

Stile cristallino e diretto per Charles Fréger sui suoi soggetti

Mantenendo uno sguardo empatico sui soggetti, Charles Fréger esplora i codici vestimentari di gruppi di differenti dimensioni, concentrandosi sugli strati esterni – abiti, maschere, uniformi, trucco.

La ricerca del fotografo è espansiva: parte dal piccolo e dal locale per spostarsi lontano, negli angoli nevralgici del Mondo nel corso degli anni fino a raggiungere una dimensione universale.

Charles Freger
Armani Silos

Appartenenza sociale dialogata

Che si tratti della cuffia bianca del nuotatore, o delle maschere rituali indossate in tutto il mondo – Europa, Giappone, America Centrale e Meridionale – Fréger è interessato al modo in cui gli uomini e le donne affrontano paure profonde ed esprimono il bisogno o la loro volontà di appartenenza. Il suo lavoro costruisce una danza codificatrice progressiva di segni ed evidenzia il potere degli abiti come mezzo di comunicazione non verbale perdendo la propria identità individuale, annullandosi, ma ritrovandosi secondo la volontà dei molti. Uno, nessuno e centomila.

Cos’è la ricerca per Charles Fréger?

La ricerca, per l’artista, non è nient’altro che la messa in scena di emozioni proprie forti, un coinvolgimento profondo con i soggetti fotografati in cui la comunità con il proprio principio guida esprime appartenenza e adesione. Il corpo è il tutto, una parte attiva che diventa protagonista del mascheramento e travestimento, capace di comprendere appieno ciò che sta studiando. Creatore di fragilità e lotta. Tale sforzo umano, si traduce in immagini potenti e oneste che catalogano con accattivante vivacità la ricchezza visiva del genere umano.

Charles Freger
Scot guard UK from the EMPIRE series 2004-2007 – Photo by Charles Fréger
Foto Copertina: From the Asafo series, Togo, 2014 – Photo by Charles Fréger