Viviamo in un mondo fantasmico
con il quale entriamo gradatemene in dimestichezza (G. de Chirico, 1918)

Un incontro ravvicinato con la pittura di Giorgio De Chirico, artista illustre, che ha influenzato con la sua arte la cultura visiva del XX secolo, ci aspetta nelle sale di Palazzo Reale a Milano fino al 19 gennaio 2020. Una grande retrospettiva curata da Luca Massimo Barbero ricostruisce l’irripetibile carriera del Pictor Optimus.

 

Un racconto intriso di mistero

Circa un centinaio di capolavori raffiguranti muse, argonauti, archeologi, manichini, filosofi prendono vita in un racconto nuovo, intriso di mistero, e imperscrutabilità. Un labirinto enigmatico permeato da codici e linguaggi criptici, si snoda nelle sale di Palazzo Reale a Milano per raccontare Giorgio De Chirico, Pictor Optimus. Dai lavori radicali e poco noti della giovinezza, all’invenzione di capolavori della Metafisica ed altre invenzioni affascinanti quanto controverse. L’uomo diventa scultura, la pittura veicolo di pensieri aggrovigliati. Il viaggio ha inizio in Grecia, sua terra natale, con il Centauro morente, quadro del 1909. In quest’opera è ancora identificabile l’influenza accademica, che mette in luce i primi passi mossi nella costruzione della propria iconografia.

Giorgio de Chirico
Ariadne, 1913
Giorgio de Chirico
Ariadne, 1913
Olio e grafite su tela, 135,3 x 180,3 cm New York, The Metropolitan Museum of Art
Lascito di Florene M. Schoenborn, 1995 © Giorgio de Chirico by SIAE 2019

La rivoluzione dechirichiana: la Metafisica.

Prima rivoluzione messa a punto da de Chirico, la Metafisica, infonde nei dipinti enigmi complessi, approcciati dall’artista sin dai primi anni trascorsi a Parigi. Elementi apparentemente presenti nei quadri sembrano stridere tra loro: il classico dialoga con elementi contemporanei come ciminiere o locomotive. Oggetti assurdi, decontestualizzati presenti vanno oltre la realtà e descrivono un mondo che trascende quella conoscibile ai sensi. E’ un riferimento alla filosofia di Aristotele e a tutto ciò che si trova al di là del sensibile.

Giorgio de Chirico
Le muse inquietanti, 1925
Giorgio de Chirico
Le muse inquietanti, 1925 (1947/1919)
Olio su tela, 97 x 66 cm
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
© Giorgio de Chirico by SIAE 2019

Le icone della pittura dechirichiana

La mostra omaggia molti dei temi iconici della pittura dechirichiana. Dall’autoritratto, alla natura morta, al mito. L’abilità del pittore di ritrarre sé stesso con una versatilità e irriverenza è riscontrabile in molti dipinti tra cui troviamo Ulisse. Il manichino è un altro tema principe della poetica dell’artista. Da fantoccio metafisico a personaggio mitologico, ma anche essere pensante quando veste i panni dell’archeologo o del filosofo.

Giorgio de Chirico
Il trovatore, 1917
Giorgio de Chirico
Il trovatore, 1917
Olio su tela, 91 x 57 cm
Collezione privata
© Giorgio de Chirico by SIAE 2019

Un pittore controverso

Nel corso della carriera di de Chirico, l’artista riprende la ricchezza della tecnica pittorica dei maestri antichi sviluppandone una personale, le cui qualità investono ogni soggetto e lo proiettano nell’attualità. Con una capacità che trascina l’irruenza barocca e un immaginario fantastico fatto di cavalieri, paesaggi e traboccanti nature morte o vite silenti, come preferiva chiamarle, la pittura di de Chirico si scontra direttamente con la contemporaneità di questo secondo dopoguerra, confermandolo ancora una volta, uno dei maestri degni di nota, di quella metà del ventesimo secolo. Idolatrato quanto criticato, de Chirico, con tutte le sue controversie, senza arrestare la sua carriera, si lascia trasportare da un flusso di inventiva importante, che lo portano a realizzare paesaggi incantati, autoritratti irriverenti o in costume che anticipano i temi odierni della performance. Nuove invenzioni fantastiche come il sole sul cavalletto, i cavalieri d’ombra e i trovatori stanchi si uniscono negli ultimi anni, della sua vitalistica carriera, le stanze metafisiche, i manichini inquietanti e la visione unica di questo viaggiatore del tempo e delle immagini. Una narrazione circolare caratterizzata da immagini mitologiche e sontuosità pittoriche simbolo di un genio del XX secolo che tutti conosciamo.

Giorgio de Chirico Il saluto dell’amico lontano
(Le salut de l’ami lointain), 1916
Giorgio de Chirico Il saluto dell’amico lontano(Le salut de l’ami lointain), 1916 Olio su tela, 48,2 x 36,5 cmVerona, Collezione Carlon,Palazzo Maffei© Giorgio de Chirico by SIAE 2019
In copertina: De Chirico 2019 Ph Lorenzo Palmieri