The truth is never far behind
You kept it hidden well
If I live to tell
The secret I knew then
Will I ever have the chance again   (Live to tell, Madonna, 1986)

 

Correva l’anno 1986, un’artista lanciava il suo nuovo album “True Blue”, inconsapevole, forse, che sarebbe a breve diventata la figura femminile più importante della musica pop. “Live to tell”, vivere per raccontare, era il titolo di una canzone nell’album che arrivò in Italia portando il sapore degli Stati Uniti e mille nuove melodie. Lei era Madonna. Nella foto dell’album la cantante era ritratta con grande naturalezza, in bilico tra l’esaltazione del corpo e il viso illuminato. A cogliere quell’armonia il grande Herb Ritts, che come la cantante per tutta la vita espresse il suo personale “Live to Tell”, ma attraverso l’uso della macchina fotografica. La sua non fu solo Arte, ma un percorso di vita, grazie al quale oggi possiamo dire che Herb Ritts costruì l’immaginario collettivo mondiale degli ultimi decenni. La sua prima grande retrospettiva italiana è ora di scena a Milano, fino al 5 giugno 2016, ospitata al Museo della Ragione Fotografia, in collaborazione con la Herb Ritts Foundation di Los Angeles.

Le immagini in mostra vivono di quell’equilibrio perfetto che da il titolo all’antologica, curata da Alessandra Mauro e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, Civita, Contrasto e GAmm Giunti. Oltre 100 scatti originali dove emerge un attento dosaggio degli elementi naturali, come i volti e i corpi in movimento, ritratti insieme alla forza e all’energia della luce. La misura perfetta tra studio e spontaneità, pose glamour e sofisticate unite all’immediatezza.

Scatti che hanno contribuito a rendere mitiche alcune delle figure più importanti dello star system internazionale. Dal mondo musicale come Madonna appunto, Michael Jackson, Tina Turner e David Bowie, fino alle celebrities del cinema, come Elizabeth Taylor, Brad Pitt e Richard Gere, catturato dall’obbiettivo di Herb Ritts ancor prima dei suoi esordi sul grande schermo. Ma il fotografo lavorò moltissimo anche sulla raffigurazione dei corpi, potremmo dire affascinato da quella “ponderatio” che arrivava dall’antica Grecia. Davanti ai bellissimi nudi in bianco e nero la mente vola all’ellenica classica, al ricordo delle sculture dei giovanetti, i kouroi, studiate al liceo classico. Volumi e luce ritornano anche nella sezione dedicata al continente africano. Lande a perdita d’occhio, cieli senza fine e la libertà di una natura che tutto accoglie trasmettono il fascino fortissimo della terra del continente nero, così come della sua amata California. La fotografia di Herb Ritts è la codificazione moderna di una bellezza antica, quasi sublimata, catturata da un occhio talentuoso e geniale che ha reso quanto mai visibile e naturale la grande anima degli anni 80 e 90.


In evidenza:
Herb Ritts, Madonna (Profilo True Blue), Hollywood 1986 © Herb Ritts Foundation
Herb Ritts, Tatjana Veiled Head (Tight View), Joshua Tree 1988 © Herb Ritts Foundation