Alla Fondation Louis Vuitton di Parigi è in corso una delle più grandi mostre dell’anno: Icone dell’arte moderna. La collezione Shchukin, on air fino al 20 febbraio 2017, in occasione dell’anno franco-russo del turismo culturale.

Fondation Louis Vuitton, il palazzo visto dall'esterno

Alla Fondation Louis Vuitton il visionario russo Sergei Shchukin, un percorso da mercante e collezionista.

Sergei Shchukin non è stato soltanto un grande mercante russo di stoffe e mecenate di inizio XX secolo. Sergei Shchukin è stato un autentico visionario dell’arte moderna francese, che attraverso la sua forte passione, riuscì a dare voce alle opere dei maggiori artisti moderni in un’epoca dove le stesse erano considerate troppo all’avanguardia.

C’è stato un tempo in cui Sergei, nella pace del salotto dell’imponente palazzo Trubeckoj, sua lussuosa dimora situata nel centro di Mosca, sedeva con fare compiaciuto ammirando la bellezza e la preziosità delle opere appese ai muri, dalle quali, un giorno, si sarebbe dovuto allontanare per sempre.

Fondation Louis Vuitton ospita le opere di Sergei Shchukin volto di questo ritratto

Credits ritratto Sergei Shchukin: Wikimedia Commons

Alla Fondation Louis Vuitton di Parigi, la collezione di Shchukin ci parla di opere del calibro di Monet, Cézanne, Van Gogh, Degas, Gauguin.

Gallery - photo ©Fondation Louis Vuitton

  • Claude Monet, Le Déjeuner sur l’herbe, 1866, olio su tela – ©Fondation Louis Vuitton/ Martin Argyroglo;
  • Paul Gauguin, Aha oé feii ? (Eh quoi, tu es jalouse ?),1892, olio su tela – ©Fondation Louis Vuitton/ Martin Argyroglo;
  • Paul Gauguin, Vaïraumati téi oa (Vaïraumati elle se nommait), 1892, olio su tela ©Fondation Louis Vuitton/ Martin Argyroglo;
  • Paul Cézanne, L’Homme à la pipe (Le Fumeur), 1890-1893, olio su tela, ©Moscou, Musée d’État des Beaux-Arts Pouchkine;
  • Pablo Picasso, Trois femmes. Esquisse du tableau, 1908, olio su tela, © Succession Picasso 2016 Photo ©Moscou, Musée d’État des Beaux-Arts Pouchkine
  • Georges Braque, Le Château de la Roche-Guyon, 1909, olio su tela, ©ADAGP, Paris 2016 Photo ©Moscou, Musée d’État des Beaux-Arts Pouchkine;
  • Gustave Courbet, Le Chalet dans la montagne,1874, olio su tela, ©Fondation Louis Vuitton / Martin Argyroglo;
  • Vista interna sala 8, successione di quadri di Henri Matisse. ©Fondation Louis Vuitton / Martin Argyroglo;

Alla Fondation Louis Vuitton di Parigi, la collezione di Shchukin ci parla di opere del calibro di Monet, Cézanne, Van Gogh, Degas, Gauguin.

Mosso dall’amore per l’arte, quando ancora era agli albori della sua carriera, iniziò a collezionare paesaggi inglesi e quadri preraffaelliti. La primavera del 1897 fu per Sergei un anno di svolta. Dopo essere entrato in contatto per la prima volta con un quadro di Monet, nella Parigi bohemienne di fine XIX, il suo gusto per l’arte mutò.

Affascinato dalla vita dei pittori rifiutati dal mondo accademico, iniziò ad acquistare le loro opere quasi compulsivamente: Monet, Cézanne, Van Gogh, Degas, Gauguin. Una dopo l’altra, queste preziose reliquie dell’Impressionismo andarono ad adornare la sua villa. Purtroppo la storia non fu dalla sua parte, e ben presto la sua preziosa collezione finì negli scantinati dell’Ermitage di San Pietroburgo e il Museo Puškin di Mosca.

A causa della Rivoluzione Russa e alcune spiacevoli vicende personali fu costretto ad abbandonare la sua patria per recarsi nella Ville Lumière, che divenne prigione e dimora al tempo stesso, fino alla fine dei suoi ultimi anni di vita.

Gallery - photo ©Fondation Louis Vuitton

  • Paul Gauguin, Ruperupe (La Cueillette des fruits),1899, olio su tela, ©Fondation Louis Vuitton/ Martin Argyroglo;
  • Edgar Degas, La Danseuse dans l’atelier du photographe, 1875, olio su tela, ©Moscou, Musée d’État des Beaux-Arts Pouchkine;
  • Paul Cézanne, Mardi gras (Pierrot et Arlequin), 1888-1890, olio su tela, ©Moscou, Musée d’État des Beaux-Arts Pouchkine;

Oggi, grazie a Suzanne Pagé, una delle donne più influenti del mondo dell’arte e curatrice della Fondazione Louis Vuitton dal 2014, il sogno di Shchukin è stato finalmente coronato.

Una messa in scena oltre ogni immaginazione. Il grande vascello della cultura, progettato dall’architetto canadese Frank Gehry, è pronto a spiegare le sue vele, colorate per l’occasione da pannelli trasparenti, e rievocare la magnificenza di Palazzo Troubetzkoy.

Fondation Louis Vuitton - palazzo Troubetzkoy

Credits Image: Wikimedia Commons

Per la prima volta dalla separazione, 130 opere della collezione sono tornate a parlarsi in un caleidoscopio fitto di pensieri ed emozioni alla Fondation Louis Vuitton.

Sulle pareti color crema, spiccano come preziosi gioielli. I più grandi talenti dell’impressionismo, postimpressionismo, dadaismo e cubismo sono finalmente riuniti sotto un unico tetto. Le tele, che occupano interamente i 2400 metri quadri dell’edificio disposto su quattro livelli, racchiudono l’essenza che Shchukin ha cercato di catturare e trasmettere ai suoi ospiti.

Tredici grandi sequenze seguono il personalissimo gusto del collezionista russo che “scoprì” l’arte moderna. A partire dalle prime tele del periodo romantico e simbolista alle impressionanti opere di Matisse e soprattutto di Picasso. Un lungo e intricato fil rouge le lega in modo indissolubile, consentendo al visitatore di ripercorrere la vita del mecenate facendoci entrare nel cuore delle sue stanze private.

Un lavoro eccezionale, tangibile con tutti i cinque sensi, che costituisce un’esemplare lezione di pittura da rivivere con la stessa passione di Shchukin alla Fondation Louis Vuitton.