“La fotografia è essenzialmente una questione personale: la ricerca di una verità interiore”

Inge Morath

 

Casa dei Carraresi di Treviso, accoglie per la prima volta una grande retrospettiva italiana dedicata a Inge Morath, pioniera della fotografia contemporanea.

Inge Morath una vita all’insegna della fotografia. Un viaggio negli anni ’50, tra gli scatti della prima donna che entrò a lavorare per Magnum Photos, la famosa agenzia fotografica fondata da Robert Capa, all’epoca costituita da soli uomini.

Nonostante sia nota sul panorama internazionale, più per essere divenuta la moglie e compagna di vita di Arthur Miller, sostituendo, nel cuore dello scrittore, la mitica Marilyn, è stata in realtà una straordinaria fotografa ed una intellettuale di grande livello.

Il suo rapporto con la fotografia può essere inteso come una crescita incessante: dopo aver lavorato come traduttrice e scrittrice in Austria, inizia a scattare nel 1952, e dall’anno successivo, grazie ad Ernst Haas inizia a lavorare per Magnum Photos nella sede di Parigi.

Le celebri fotografie realizzate durante i suoi viaggi, o gli intensi ritratti sono in grado di catturare le intimità più profonde dei suoi soggetti e si accompagnano ad una grande attività intellettuale, che si alimentava di amicizie con celebri scrittori, artisti, grafici e musicisti.

Inge Morath fotografo contemporaneo
Lama, Times Square, New York City, 1957 © Magnum Photos _ Inge Morath Foundation _ Fotohof Archiv

Una fotografia filtrata dalla sua personale visione

L’artista si fa portavoce della realtà che la circonda, sempre filtrata dalla sua personale visione e sensibilità empatica, ma al contempo contraddistinta da una grande consapevolezza.

Qualunque fosse il soggetto scelto, che si trattasse di raccontare paesaggi e Paesi, persone o situazioni, le sue foto erano in grado di arricchire la percezione del mondo in quello specifico frangente.

Come Inge Morath era solita dire: “Ti fidi dei tuoi occhi e non puoi fare a meno di mettere a nudo la tua anima”. Ogni reportage di viaggio ed ogni incontro veniva da lei preparato con cura e attenzione per il dettaglio.

La sua conoscenza di diverse lingue straniere le permetteva di analizzare in profondità ogni situazione e di entrare in contatto diretto e profondo con la gente esortando l’osservatore a riflettere ed emozionarsi dinnanzi alle immagini impresse sulla pellicola.

Inge Morath la vita e la fotografia

Inge Morath la vita e la fotografia è il titolo di questa grande retrospettiva ospitata a Casa dei Carraresi di Treviso fino al 9 giugno. Attraverso una selezione di oltre 150 fotografie e decine di documenti che ne riassumono la vita e il lavoro di Inge Morath, i curatori, Brigitte Blüml–Kaindl, Kurt Kaindl e Marco Minuz hanno dato vita ad un percorso che analizza tutte le principali fasi del lavoro svolto, ma al contempo ne fa emergere l’umanità dei soggetti scelti per imprimerla nella nostra memoria.

Una sensibilità segnata dell’esperienza tragica della seconda guerra mondiale, spogliata dall’interno e superata con una nuova energia vitale che con gli anni si è rafforzata e diventerà documentazione della resistenza dello spirito umano alle estreme difficoltà e consapevolezza del valore della vita. Un combattimento tra parola e immagine in forma di poesia visiva.

La mostra è un excursus tra i principali reportage realizzati dalla fotografa austriaca: da quello dedicato alla città di Venezia a quello sul fiume Danubio; dalla Spagna alla Russia, dall’Iran alla Cina, alla Romania, agli Stati Uniti d’America passando per la nativa Austria.

Inge Morath fotografo contemporaneo
Inge Morath, Autoscatto, Gerusalemme, 1958. Credits Fotohof archiv/Inge Morath / Magnum Photos

Arte, poesia e cinema

Arte come legame. Il puzzle della vita è qua presente grazie ai celebri ritratti scattati a scrittori, pittori, poeti, tra cui lo stesso Arthur Miller, oltre ad Alberto Giacometti, Pablo Picasso e Alexander Calder. Il bianco e nero diventa emozione pura, mentre il percorso espositivo sfocia nel mondo del cinema. Esposto infatti il celebre scatto di Marylin Monroe sul set di “The Misfits” quando nel 1960 Inge Morath viene inviata dall’agenzia Magnum sul set della pellicola hollywoodiana.

Inge Morath la vita e la fotografia, prima retrospettiva italiana, è prodotta da Suazes con Fotohof di Salisburgo, con la collaborazione di Fondazione Cassamarca, Inge Morath Foundation e Magnum Photos.

Copertina_ Inge Morath, Eveleigh NASH a Buckingham Palace, Londra, 1953 (© Fotohof archiv / Inge Morath Foundation / Magnum Photos)