A pochi chilometri dalla Medina, la città antica racchiusa tra le mura di Marrakech, sorge il Jardin Majorelle, uno degli angoli più magici della città.

 I colori primari, le piante esotiche e il cinguettio degli uccellini accolgono il visitatore in un morbido abbraccio sensoriale, capace di suscitare le emozioni più profonde.

Jardin Majorelle - Marrakech - detaglio di una fontanella

Lontano dal caos cittadino, questa oasi naturale ha alle spalle una lunga storia che risale ai primi anni ’20 del Novecento, quando Jacques Majorelle acquistò un terreno e lentamente lo trasformò seguendo il suo gusto personale.

Era il 1931 quando commissionò all’architetto Paul Sinoir la realizzazione di una villa in stile Cubista costruendola accanto alla sua casa. Appassionato di botanica, si cimentò nella realizzazione di un giardino rigoglioso e lussureggiante, conosciuto oggi come il Jardin Majorelle.

Jardin Majorelle - Marrakech - dettaglio di una fontana

Come un pittore dipinge sulla tela, Jacque Majorelle realizzò un concerto armonioso di piante provenienti da tutti e 5 i continenti, un melting pot di colori e profumi che lo resero di una bellezza impressionante.

Durante i suoi viaggi acquistò centinaia di varietà differenti di alberi: da diverse tipologie di cactus, alle palme, bambù, palme da cocco, jasmine, agave, gigli d’acqua, bougainvilleas.

Un’esplosione di colori che organizzò seguendo le regole della pittura disponendo le piante secondo un sottile gioco di luci e ombre, intorno al bacino d’acqua centrale, e facendole crescere sulle pareti del suo studio.

Jardin Majorelle - Marrakech - vista del giardino dal porticato

Un capolavoro senza precedenti che divenne il suo studio dove era solito a dipingere in tranquillità. Come in un quadro impressionista, Majorelle riuscì a far convivere natura e arte islamica.

Jardin Majorelle - Marrakech - vista della facciata principale della villa

Nel 1937, diede un nuovo volto al suo spazio: su consiglio di Sinoir, dipinse in primo luogo il suo studio con i colori primari: giallo limone e blu cobalto, ora noto come bleu Majorelle, una tonalità forte e accesa, accentuata dal verde delle foglie. Passeggiare tra i vialetti all’ombra e piccoli ruscelli costituiva un momento di estremo benessere, di cui ancora oggi è possibile beneficiare.

Jardin Majorelle - Marrakech - dettaglio di una parete esterna di colore blu cobalto

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1962 a Parigi, questo eden primordiale, passò in un secondo momento, nelle mani di Yves Saint Laurent e il suo compagno Pierre Bergé trovando una nuova luce con cui risplendere.

Sedotto da “quest’oasi in cui i colori di Matisse si mescolano a quelli della natura”, lo stilista vede nel giardino la sua seconda dimora.

Rispettando l’antica essenza, che questo luogo possiede, trasformarono lo studio di Jacque in un museo aperto al pubblico dedicato alla cultura Berbera, esponendo la loro collezione personale.

Jardin Majorelle - Marrakech - dettaglio di una fontana

Lo stilista, insieme al compagno, adorava trascorrere le giornate in questo paradiso immerso nel silenzio e baciato dai caldi raggi del sole marocchino.

Jardin Majorelle - Marrakech - rose

Il cuore segreto di Marrakech racchiude oggi, disperse nel roseto, le ceneri dello stilista, il suo spirito artistico continua a vivere in questa terra dai mille profumi e colori.

  • Nel cuore del parco di Amanjena, circondati da filari di palme da datteri e fiorenti uliveti, sorge un Resort esclusivo, un’oasi tranquilla fuori dalla città antica di Marrakech.
    Clicca qui per leggere l’articolo di Alessandro De Bonis.