Particolare e texture ispirate a G. Klimt, L’alberodella vita, dal Fregio per Palazzo Stocleta Bruxelles
Particolare e texture ispirate a G. Klimt, L’alberodella vita, dal Fregio per Palazzo Stocleta Bruxelles

Klimt Experience è il titolo della mostra dedicata al padre fondatore della Secessione Viennese, Gustav Klimt, che fino al 7 gennaio sarà aperta al pubblico nelle sale del Mudec di Milano. Un excursus multisensoriale, che racconta attraverso immagini, suoni, musiche, evocazioni, l’universo pittorico e culturale in cui l’artista austriaco visse.

G. Klimt, Giuditta I, olio su tela, 1901, Oesterreichische Galerie im Belvedere, Vienna
G. Klimt, Giuditta I, olio su tela, 1901, Oesterreichische Galerie im Belvedere, Vienna

Una figura poliedrica, quella di Gustav Klimt, artista viennese, che coltivò insieme ad altri suoi contemporanei il mito dell’opera d’arte totale, un’aspirazione che passava attraverso pittura e architettura fino alle arti applicate.

Vienna tra la fine Ottocento e Novecento era un brulicare di idee innovative, un contesto di grande fermento in tutti i settori: è in questa cornice che si inscrive l’opera artistica di Klimt.

Il percorso espositivo di Klimt Experience pone l’accento sulla volontà di entusiasmare, affascinare, emozionare e meravigliare il pubblico, attraverso una nuova lettura artistica.

In un’unica experience-room, il visitatore potrà vivere un’esperienza immersiva a 360°. Un nuovo modo di concepire l’arte, dove grazie alle melodie di Strauss, Mozart, Wagner, Lehár, Beethoven, Bach, Orff e Webern, potrà danzare insieme ai quadri che hanno scritto un importante capitolo della storia dell’arte.

Come un eterno divenire, le famose tele emergono dal pavimento per poi stagliarsi sulle pareti, divenendo un fluire di sogno, forme fluide, e smaterializzandosi in motivi evocativi dell’arte di Klimt. 700 le immagini selezionate, che daranno una visione completa del pittore e della sua poetica artistica.

C’è la famosa scena del Bacio, ma anche la Giuditta con il suo sguardo provocatorio, e tutte le altre figure femminili che sono entrate a far parte della vita dell’artista, considerato come uno dei più grandi pittori erotici del XIX e XX secolo.

G. Klimt, Il bacio, olio su tela, 1907-1908, Oesterreichische Galerie im Belvedere, Vienna
G. Klimt, Il bacio, olio su tela, 1907-1908, Oesterreichische Galerie im Belvedere, Vienna

Anticipatore del tema sviluppato in un secondo momento da Egon Schiele, pone l’accento sulla femminilità e tutti gli aspetti ad essa correlata: la giovinezza, la gravidanza, la vecchiaia e la perdita della bellezza. Le figure femminili sono circondate da una cornice simbolica costituita da ornamenti concentrano lo sguardo dell’osservatore solamente sul viso e mani.

Ogni giorno, Klimt inframezzava alla pittura il disegno.

La mano si muoveva sapiente su fogli di carta disseminati per il suo studio. Linee e forme lentamente davano vita a nuove creature bellissime. Corpi armoniosi testimoniano l’amore dell’artista per la donna e il suo universo.

In ciascuna tela, ogni ritratto raffigurato evoca un fascino nascosto, la superiorità erotica della donna, che costituisce per il pittore il soggetto prediletto di rappresentazione, mentre gli uomini rimangono rari nel suo repertorio iconografico e perlopiù come figure di sfondo.

G. Klimt,Ritratto di Emilie Flöge, olio su tela, 1902, Historisches Museum der Stadt Wien, Vienna
G. Klimt,Ritratto di Emilie Flöge, olio su tela, 1902, Historisches Museum der Stadt Wien, Vienna

Accanto all’arte di Klimt sarà possibile ammirare anche le fotografie d’epoca sulla vita dell’artista, i suoi disegni e le ricostruzioni 3D della Vienna dei primi del ‘900, con i suoi luoghi simbolo, i costumi, la moda di una capitale europea in assoluto fermento.

Un mondo simbolico, enigmatico assolutamente imperdibile, riprodotto con eccezione e curato da Sergio Risaliti.