Mario Schifano. Qualcos’altro è il titolo della mostra che la galleria Giò Marconi di Milano dedica a un artista tormentato, ma talentuoso al contempo. Un ritorno agli anni Sessanta quando Schifano, quasi trentenne, realizza smalti su carta intelata, schermi contornati pronti a ricevere qualcosa. Queste opere, monocromi, in bianco e nero, saranno esposti dal 22 gennaio fino al 20 marzo 2020.

Un nuovo punto di vista per la pittura

Mario Schifano, classe 1934, comincia la sua carriera a partire dal 1959, dopo un breve periodo di sperimentazione. Pittore italiano tormentato, ma considerato uno dei più talentuosi del dopoguerra, realizza opere monocromo su carta intelata presentandole per la prima volta con una collettiva insieme a Giuseppe Uncini, Tano Festa, Francesco Lo Savio e Franco Angeli nel 1960 a Roma, alla galleria La Salita. In anticipo, rispetto ad altri protagonisti della scena romana, Schifano intende con i suoi monocromi non solo azzerare la superficie del quadro, anche come risposta all’informale, ma attribuirle un altro punto di vista, “inquadrarla”, e proporre un nuovo punto di vista di fare pittura.

_ Mario Schifano nel suo studio davanti all’opera “Qualcos’altro”, Roma 1962 Courtesy © Archivio Mario Schifano
Mario Schifano nel suo studio davanti all’opera “Qualcos’altro”, Roma 1962 Courtesy © Archivio Mario Schifano

Il monocromo. Consapevolezza di Mario Schifano

Il primo a capire che la superficie dei monocromi è semplicemente uno schermo sarà Maurizio Calvesi. Il monocromo non è una novità tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta e Schifano ne è perfettamente consapevole. Tra gli altri artisti che lo impiegano nella loro arte troviamo: Lucio Fontana, Enrico Castellani, ma anche Piero Manzoni e Yves Klein. Se i primi quadri non volevano dire nulla di più, ma essere semplici immagini vuote, prive di ulteriori significati, nel corso del tempo c’è stata un’importante evoluzione artistica.

Mario Schifano _Qualcos’altro, 1962
Enamel on paper mounted on canvas
200 x 230 cm
Private collection, courtesy Fondazione Marconi, Milan Photo: Fabio Mantegna
Mario Schifano _Qualcos’altro, 1962
Enamel on paper mounted on canvas
200 x 230 cm
Private collection, courtesy Fondazione Marconi, Milan Photo: Fabio Mantegna

Punto. Zero. Incipit

Punto. Zero. Incipit. Una pittura nuova, azzerata nel gesto e senso. Un incipit a qualcosa di diverso. La grammatica dei monocromi di Schifano è molto semplice: smalti industriali dall’effetto lucido e coprente; colore “grondante” steso in maniera libera e non uniforme sulla ruvida superficie della carta da pacchi. L’intento è dare l’idea di una pittura da cartellone pubblicitario. La superficie dei quadri, dai colori accesi e privi di sfumature, alla stregua di una lastra fotografica, prelude all’impressione di nuove immagini: è un nuovo spazio da indagare, un campo di germinazione che si dispone a produrre qualcos’altro.

Mario Schifano_Tempo moderno, 1962
Enamel on paper mounted on canvas
180 x 160 cm
Private collection, courtesy Fondazione Marconi, Milan Photo: Fabio Mantegna
Mario Schifano_Tempo moderno, 1962
Enamel on paper mounted on canvas
180 x 160 cm
Private collection, courtesy Fondazione Marconi, Milan Photo: Fabio Mantegna

Qualcos’altro

Andare oltre. Non sempre riusciamo ad andare oltre a ciò che c’è sulla superficie delle cose, relazioni, immagini. Scavare a fondo per scoprire l’intriso universo di significati nascosti che il mondo cela. Qualcos’altro è il titolo della mostra e fa riferimento a un’opera di Schifano del 1960, appena ventiseienne, e a un polittico del 1962 presente lungo il percorso espositivo.

Un messaggio breve, chiaro, sintetico, che riprende il linguaggio dei pubblicitari. Qualcos’altro, titolo della mostra curata da Alberto Salvadori, ha un duplice significato: da una parte indica che ciò che l’artista intendesse dipingere, essere diverso da quanto si vedesse in giro; dall’altro è una tabula rasa volta a trasformarsi in altro. Luogo di proiezione, campo fotografico dove si metteranno a fuoco dettagli, particolari e frazioni di immagini. Un sapore quasi profetico i cui “schermi” si riempiranno di nuovi segni e significati moderni.

Un percorso espositivo volto ad evidenziare i monocromi, a sessant’anni dalla loro nascita, intesi come tappa cruciale del cammino creativo di Mario Schifano e genesi della sua invenzione pittorica. Ma anche lavori su carta degli stessi anni.

In copertina:
Mario Schifano _Congeniale, 1960
Enamel on paper mounted on canvas
100 x 151 cm
Private collection, courtesy Fondazione Marconi, Milan Photo: Fabio Mantegna