«Nissuna umana investigazione si può dimandare vera scienzia se essa non passa per le matematiche dimostrazioni»

500 anni fa moriva il grande Leonardo da Vinci. Per celebrare questo importante anniversario, la città di Milano racconta, attraverso una serie di eventi e attività, l’inventore, artista e scienziato, i cui interessi e saperi hanno toccato svariati e numerosi ambiti di conoscenza.

 

Milano e Leonardo da Vinci: un rapporto indissolubile

 Milano e Leonardo: un rapporto forte e indissolubile. La città meneghina non fu né la città d’origine né quella di morte, ma fu quella che lo accolse e che gli diede terreno fertile su cui costruire l’intera carriera. Dal 1482 al 1499 Leonardo trascorse i suoi anni più fecondi alla corte di Ludovico il Moro e, successivamente, dal 1503 al 1508 presso la corte del governatore Charles d’Amboise. 18 anni di studi e geniali realizzazioni lasciate in eredità al capoluogo lombardo e tuttora visitabili. Dal Castello Sforzesco, dove era solito condurre i suoi esperimenti e dedicarsi alla costruzione del cavallo per il monumento equestre dedicato a Francesco Sforza, al Cenacolo Vinciano di Santa Maria delle Grazie: Patrimonio Unesco dal 1980, costituisce uno dei più preziosi contributi donati, che esprime tutto il suo genio. Il giardino di Casa degli Atellani, dove un tempo si trovava una vigna donata a Leonardo da Ludovico il Moro stesso, rappresenta un altro luogo imperdibile intriso di fascino e mistero. Milano è la città in cui il segno e presenza di Leonardo sono ancora vivi e forti, non solo nella monumentalità tramandata, ma anche nella maestria di creazione e trasformazione del volto del capoluogo meneghino.

Studio AzzurroLeonardo, Le macchine da guerra
Studio Azzurro
Leonardo, Le macchine da guerra, Libertà, frame da video, 2019
Da foglio di Leonardo da Vinci: RL 12339r, Windsor Castle, Royal Collection Trust / © Her Majesty Queen Elizabeth II 2019

Leonardo da Vinci. A vision of a genius

Tra le tante celebrazioni che la città sta organizzando per i 500 anni dalla morte del genio toscano, Leonardo da Vinci. A vision of a genius è la mostra open air organizzata, dal 10 al 16 giugno, al Montenapoleone District, lungo Via Montenapoleone. Dieci opere tratte dai Codici di Leonardo sono accompagnate da quelle in chiave pop aerografate dall’artista Mirko Baldini conosciuto anche come Koro Design. Un gioco di contaminazioni, tra le ricerche più rappresentative di Leonardo affiancate al lavoro contemporaneo dell’artista, per evidenziare come alla base dell’eccellenza, la bellezza e la qualità italiana sono il frutto della maestria artigianale millenaria.

 Leonardo. La macchina dell’immaginazione

“Leonardo. La macchina dell’immaginazione” è, invece, l’imponente mostra immersiva promossa dal Comune di Milano e curata da Treccani e Studio Azzurro. Rappresenta un incontro suggestivo nella mente di Leonardo da Vinci, attraverso i suoi appunti e schizzi, consentendoci di conoscere tutta la complessità e l’attualità di pensiero: una grande “macchina dell’immaginazione”. Fino al 14 luglio 2019, ogni visitatore potrà addentrarsi nella capacità immaginifica di creazione di Leonardo. Il percorso espositivo scandito da sette videoinstallazioni, di cui cinque interattive, presentano, attraverso un racconto di immagini e suoni, il lascito che l’artista ci ha tramandato. L’esperienza del visitatore passa dall’osservazione alla partecipazione, muovendosi tra forme che richiamano il rigore geometrico dei solidi platonici di Luca Pacioli e si rimodulano in strumenti utili. Questo mondo di macchine trasformate in dispositivi narrativi, di giganteschi fogli di appunti in attesa di essere risvegliati, accoglie il visitatore in una penombra da cui spiccano i colori del legno, della tela e della carta.

Leonardo da Vinci _Testa di fanciulla detta 'La scapigliata'
Leonardo da Vinci _Testa di fanciulla detta ‘La scapigliata’, 1490 ca. Parma, Galleria Nazionale. © 2019. Foto Scala, Firenze

L’occhio umano sull’ambiente circostante

Appunti scritti, osservazioni visive e simboli autentici studiati e condivisi da una stretta cerchia di intellettuali. Un lavoro inesausto, che trasforma le idee in forme di pensiero concrete. Così il visitatore viene accolto nelle sale di Palazzo Reale attraverso il passaggio che volge dalla visione naturale alla restituzione nel disegno, fino alla rappresentazione ideale della geometria nascosta delle cose. Superando ciascuna sezione, si viene in contatto con i progetti che Leonardo aveva per la città. La sua attitudine urbanistica emerge con preponderanza mostrando la capacità di immaginazione nella definizione di un contesto urbano funzionale e connesso tra le classi sociali. Attento osservatore, trascorreva ore a educare lo sguardo per dare una migliore percezione dello stesso nelle tele pittoriche.

Le macchine di Leonardo

Guerra o pace. Macchinari utili disegnati e ideati da lui stesso, ma anche studi di equilibri e bilanciamento. Alcune di queste rappresentano la bozza di desideri umani, come le ali di aliante per volare e osservare il mondo dall’alto. Altri invece non sono che perfezionamenti di macchine esistenti o studi per migliorie. Le istruzioni per dipingere scene di battaglia nel Libro di pittura sono efficaci testimonianze che raccontano il modo in cui gli uomini erano impegnati a uccidersi tra loro manifestando il giudizio di Leonardo sull’assoluto abbruttimento a cui essa conduce.

Studio AzzurroLeonardo, La città, Artifizio
Studio Azzurro
Leonardo, La città, Artifizio
Frame da video, 2019
Da foglio di Leonardo da Vinci: Codice sul volo degli uccelli, f. 19 r, Torino, Biblioteca Reale, su concessione del Ministero per i beni e le attività culturali – Torino, Musei Reali – Biblioteca Reale;
Allegoria della fedeltà della lucertola, recto, 1496. New York, Metropolitan Museum of Art.
© 2019. The Metropolitan Museum of Art/Art Resource/Scala, Firenze

La «notomia» ai tempi di Leonardo

L’analisi geometrica, figlia diretta dell’uomo vitruviano, non gli basta, così sprofonda il suo sguardo nelle viscere del corpo umano, come fosse il dispositivo più affascinante che si potesse studiare. Lo studio dell’anatomia umana e, nel dettaglio, dei movimenti, il cranio, ma anche il funzionamento del cervello, degli occhi e del sistema nervoso lo portano ad elaborare disegni e illustrazioni di quanto osservato ed immaginato, sempre sulla soglia di una conoscenza esatta.

La Pittura

Nel suo Libro di pittura, più di 900 paragrafi di varie lunghezze sono dedicati alla teoria e pratica e nel tradizionale “paragone delle arti”. L’attenzione riposta in questo mezzo di espressione rappresenta il modo più analitico per restituire i valori percettivi delle cose mostrando contorni sfumati e profondità di piani nello spazio, ma senza quasi distinzione dei limiti dei soggetti… come se il mondo fosse immerso in un liquido amniotico.

«Il buon pittore ha da dipingere due cose principali: l’uomo e il concetto della mente sua. Il primo è facile, il secondo difficile, perché si ha a figurare con gesti e movimenti delle membra: e questo è da essere imparato dai muti, che meglio li fanno che alcun’altra sorte di uomini».

Leonardo da Vinci _La Gioconda
Leonardo da Vinci _La Gioconda _Parigi, Musée du Louvre © RMN- Grand Palais (musée du Louvre)/Michel Urtado
 

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