Al Musée Yves Saint Laurent Paris, fino al 19 gennaio 2020, sarà possibile ammirare una selezione inedita di abiti Haute Couture del famoso stilista francese omonimo. Le celebri tele di Mondrian della collezione autunno/inverno 1965, divenute abito per mano di Yves, sono esposte accanto agli abiti realizzati in collaborazione con l’artista Claude Lalanne nel 1969, in uno stretto dialogo tra moda e arte.

Cover © Yves Saint Laurent, photo Thierry Ollivier
Cover © Yves Saint Laurent, photo Thierry Ollivier

La rivoluzione Mondrian

Rivoluzionaria. Così fu definita la collezione autunno inverno di Yves Saint Laurent presentata il 6 agosto 1965 il cui stile moderno e avanguardista segnava lo spirito del tempo. Gli abiti tela, ventisei in tutto, sono ispirati ai quadri del pittore russo Serge Poliakoff, ma soprattutto a quelli di Piet Mondrian. Un’estetica epurata dall’eccesso, che privilegia la semplicità di tagli e linee geometriche, tipiche di smanicati scampanati anni ’60 in jersey di lana, dal famoso pattern. La collezione, che segnò un legame importante tra la moda e l’arte, fu capace di dar vita alle opere viste fino ad allora solo nei libri. Il successo di questi capi fu tale, non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti, da entrare nella cultura popolare divenendo l’oggetto di grande reinterpretazione da parte di artisti contemporanei alcuni dei quali presenti in mostra.

Poliakoff, la collezione inedita.

Il Musée Yves Saint Laurent Paris presenta, per la prima volta, la collezione di abiti che omaggiano il grande pittore russo Serge Poliakoff. L’avanguardismo di Saint Laurent fu in grado di catturare lo spirito dell’epoca, realizzando abiti dalle linee morbide, moderne dove il colore è onnipresente, pensati per consentire alle donne libertà di movimento ed essere graziose. Tra i capi esposti, sicuramente di grande impatto, l’abito da sposa tricot in lana, interamente fatto a mano, con punti in rilievo ispirato alle matrioske russe.

Cover © Yves Saint Laurent, photo Thierry Ollivier
Cover © Yves Saint Laurent, photo Thierry Ollivier

Il Musée Yves Saint Laurent Paris : in dialogo con l’arte

Tra arte e moda esiste un dialogo importante. Non solo la prima è lo specchio fedele di un’epoca, ma è anche la più diretta espressione della cultura umana. Gli abiti Mondrian di Yves segnarono l’inizio del dialogo con l’arte, proseguito poi con Pablo Picasso, Vincent van Gogh, Georges Braque, Henri Matisse, Fernand Léger ou Pierre Bonnard, ma fu soprattutto con gli scultori Francois Xavier e Claude Lalanne, che il couturier collaborò direttamente. Era la fine degli anni ’50 quando Yves incontrò il duo per la prima volta. Se all’epoca queste opere erano sconosciute ai più, le sculture caratterizzate da un immaginario vegetale e un bestiario dagli accenti surrealisti affascinarono il designer tanto da realizzare con Claude Lalanne due abiti memorabili in occasione della presentazione della collezione autunno inverno 1969. Una collaborazione proseguita fino al 1970 con la creazione di bijoux scultura, che accompagnarono le collezioni successive. Piccoli capolavori ispirati alla natura, realizzati fino agli anni ’80, in bilico tra sculture nuove e ornamenti di parure uniche nel suo genere.

Cover © Yves Saint Laurent, photo Thierry Ollivier
Cover © Yves Saint Laurent, photo Thierry Ollivier

Grandi temi in mostra

A completare la mostra, gli abiti che riassumono i codici stilistici più emblematici, quint’essenza dello stile di Yves: lo smoking, la sahariana, la tuta, il trench. Inoltre, per la prima volta un’intera sezione è consacrata alla fotografia delle sfilate attraverso il lavoro del fotografo Claus Ohm, che collaborò con la maison di couture dal 1976 al 1997. Un percorso unico, che vede arte e poesia, ma anche savoir faire e mistero intrecciati tra loro grazie alle abilità artistiche di maestri eccelsi.

Cover © Yves Saint Laurent, photo Thierry Ollivier
Cover © Yves Saint Laurent, photo Thierry Ollivier