Nanda Vigo. Light Project è il progetto espositivo protagonista a Palazzo Reale, che racconta il percorso creativo dell’artista – architetto milanese, dagli anni Sessanta ad oggi. La mostra antologica curata da Marco Meneguzzo, ci porta a percorrere le tappe fondamentali, che hanno caratterizzato l’attività dell’artista. Uno sguardo sul contemporaneo che spalanca le porte ai nuovi linguaggi sperimentali.

Nanda Vigo. Esplorazione di linguaggi artistici

Nanda Vigo e la città di Milano. Un sodalizio forte, che l’ha portata dal secondo dopoguerra a oggi, a influenzare con il suo operato la scena artistica italiana e straniera degli ultimi cinquant’anni. Avanguardista, ricercatrice e sperimentatrice di un nuovo impiego della luce. La radicale semplicità del linguaggio utilizzato, dai confini incerti, è uno dei pilastri portanti della sua arte e persona. Libera, anarchica, gioiosa: dagli anni Sessanta inizia a realizzare i suoi Cronotopi in sintonia con Zero, il gruppo di artisti internazionali al quale prese parte.

Nanda Vigo
Nanda Vigo, Palazzo Reale, Milano, 2019
opere Neverended light e Galactica sky
Photo Credit Marco Poma
Courtesy Archivio Nanda Vigo

Light Project. La prima retrospettiva dedicata a Nanda Vigo

Nelle sale di Palazzo Reale, fino al 29 settembre, il progetto Light Project dedicato a Nanda Vigo costituisce un viaggio antologico dedicato a questa donna straordinaria. I Cronotopi illuminano gli ambienti, catturano il visitatore all’interno delle loro cornici metalliche illuminati da neon bianchi o blu. L’algidità del neon, e delle luci radianti diffuse e le forme semplici, ma dinamiche seducono e attraggono l’osservatore. Metafore della condizione umana: immaterialità, trasparenza, ma anche mutazione e leggerezza. L’arte è semplificata, ma allo stesso tempo racchiude l’articolato pensiero umano traslato in queste figure di luce. Gli specchi inclinati e tagliati riflettono una realtà impensata e costituiscono un capovolgimento con tutto ciò che è noto. Think outside the box.

Nanda Vigo
Nanda Vigo, Palazzo Reale, Milano, 2019 opere Galactica 2 e Trigger of the space
Photo Credit Marco Poma
Courtesy Archivio Nanda Vigo

Cronotopi. Stimolatori di spazio

Le 80 opere esposte abbracciano l’intero arco di produzione dell’artista. Dopo aver percorso le prime sale, in cui i cronotopi danno il benvenuto al visitatore portandolo a esplorare un mondo parallelo e profondo, si giunge al fulcro del percorso: un affascinante ambiente cronotopico, che occupa l’intera stanza. Trapezi, piramidi di specchio, “Stimolatori di spazio” riflettono porzioni architettoniche inusuali. Finestre spiazzanti rompono la continuità aspettata e prevedibile. Le opere, dall’azione liberatoria, proliferano e si relazionano con l’occhio umano e lo spazio circostante. La quintessenza del modo di intendere l’arte di Nanda Vigo si esprime attraverso queste figure: per vivere una situazione esistenziale che consente di sperimentare la trascendenza e andare oltre la materialità del quotidiano, e riuscire a percepire fisicamente – per quanto possibile – una realtà più alta, una sintonia universale attraverso la contemplazione e comunione con il “tutto”.

Deep space, evocazioni sentimentali nei quali perdere la propria mente, viaggiare e approdare su universi paralleli che si lasciano plasmare dalla fantasia.

 

 

 

Nanda Vigo
Nanda Vigo, “Global Chronotopic Experience”, Spazio San Celso, Milano,
foto Marco Poma