Siamo tutti invitati a partecipare a un nuovo ed emozionante viaggio nel mondo dell’arte per andare alla scoperta di un grande maestro della pittura italiana: Antonello da Messina.

Fino al 2 giugno 2019, Palazzo Reale di Milano ospita la mostra dedicata al più illustre ritrattista del Quattrocento, autore e mito indelebile nella storia dell’arte.

Antonello da Messina, maestro perso e ritrovato

Curata da Giovanni Carlo Federico Villa, la mostra dedicata ad Antonello da Messina, ospitata nelle sale di Palazzo Reale, è da considerarsi un evento culturale di grande rilievo all’interno del panorama nazionale e internazionale.

Una occasione unica e speciale per entrare nel segno grafico di un artista eccelso e inconfondibile, le cui tracce, perse dopo soli otto decenni dopo la sua morte, sono poi state ritrovate grazie allo storico dell’arte Giovanni Battista Cavalselle, che nel 1875, investigando sulla vita del pittore e studiando con dedizione i taccuini e le opere, divenne testimone di tutto ciò che era andato perduto.

Palazzo Reale
Antonello da MessinaRitratto d’uomo (Ritratto di ignoto marinaio) (1470 ca) olio su tavola di noce; 30,5 x 26,3 cm
Cefalù (PA), Fondazione Culturale Mandralisca (inv. 49)

Un percorso emozionante nella vita dell’artista

Per la prima volta a Milano, ritroviamo in un’unica esposizione ben diciannove delle trentacinque opere dell’autografia di Antonello da Messina; ma non solo, esposti anche i 7 taccuini e 12 fogli di Giovanni Battista Cavalselle, guida preziosa per lo spettatore, che propone il racconto affascinante dell’artista innovatore dei suoi tempi, il cui carisma è giunto sino a noi.

Tra le diverse opere presenti nella sezione relativa al grande Maestro, troviamo L’Annunciata, autentica icona, sintesi dell’arte di Antonello, con lo sguardo e il gesto della Vergine rivolti alla presenza misteriosa che si è manifestata. Un capolavoro del Quattrocento italiano in grado di sollecitare in ogni spettatore emozioni e sentimenti.

Palazzo Reale
Antonello da MessinaAnnunciata (1475-1476)tempera e olio su tavola; 45 x 34,5 cm _Palermo , Galleria Regionale di Palazzo Abatellis (inv. 47)

L’artista e la sua città natale: un sottile rapporto di reciprocità

Il percorso espositivo, si snoda in seguito in un’altra sezione che ricostruisce le vicende della pala di San Cassiano, testo capitale per la storia dell’arte italiana. Per consacrare il mito del grande pittore, troviamo esposta la tela di Roberto Venturi Giovanni Bellini apprende i segreti della pittura a olio spiando Antonello (1870) proveniente dalla Pinacoteca di Brera: la tela, conservata al tribunale di Milano, è stata restaurata in onore dell’esposizione.

Un focus della mostra è dedicato poi al rapporto dell’artista con la sua città natale e ai pochi referti rimasti sulla sua vita, andati perlopiù distrutti a causa dei numerosi tragici eventi naturali, come i terremoti e alluvioni, che ne hanno causato in gran parte la sparizione e distruzione di tutte le sue tracce.

Una mostra affascinante e unica, dove è possibile osservare da vicino l’introspezione psicologica dei volti degli uomini e delle donne italiani realizzati dal grande artista la cui maestria tecnica fatta di misture e infinite stesure dei colori che Antonello prese dai contemporanei fiamminghi e rielaborò è tangibile.

Palazzo Reale
Giovan Battista Cavalcaselle _Ritratto d’uomo Berlino 1474, da Antonello da Messina
22,3 x 28,5 cm _Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana(inv. Cod. It. IV, 2033 (=12274), fasc. XXII, c. 181v-182r)