Art Basel. L’intervista in esclusiva a Sebastian Errazuriz, artista e designer cileno.

Art Basel Miami 2016 aprirà il sipario il 01 dicembre, dopo la prima tappa ad Hong Kong in marzo e quella a Basilea terminata il 19 giugno scorso. La grande fiera dedicata all’arte contemporanea anche quest’anno rinnova la collaborazione con Audemars Piguet come global Associate Sponsor. Una partnership artistica, fondata su concept super innovativi e di avanguardia. Come la scelta di Sebastian Errazuriz, interprete creativo del patrimonio e delle origini della maison nella Collectors Lounge.

Classe 1977, artista, designer e attivista, vincitore nel 2011 del premio “Il Compasso d’Oro”, Errazuriz è famoso in tutto il mondo per le sue opere originali e provocatorie. Da “Wave to Cabinet” a “A Pause in the City That Never Sleeps” e “12 shoes for 12 lovers”, la sua è una creatività che non conosce limiti.

Per Art Basel l’artista si è ispirato ai codici estetici delle formazioni di ghiaccio e agli inverni innevati di Le Brassus, nella Valle del Giura svizzero. È qui che nel 1875 è nata la Manifattura Audemars Piguet. Una valle che per millenni è stata un ambiente ostile, caratterizzato da una natura aspra e da un clima impietoso, trasformata nel tempo dalla passione e dal lavoro dei maestri orologiai. The Ducker è andato alla scoperta di questo universo e dell’arte di Sebastian Errazuriz, intervistandolo in esclusiva a Basilea.

L’opera d’arte che hai realizzato, in collaborazione con Audemars Piguet, per Art Basel 2016 associa due temi importanti: la Natura ed il Tempo. Quali sono le sensazioni che desideri trasmettere ai visitatori?

Abbiamo voluto mescolare la brutalità della natura più aspra con l’amore, la passione e la delicatezza dei maestri orologiai. Sono stati loro, in oltre un secolo, a trasformare inverni rigidi, fitti boschi e zone rocciose in uno dei più bei patrimoni dell’orologeria mai creata.

Cos’è per te il tempo? Nella tua vita o nella maniera in cui concepisci il lavoro?

Il tempo rappresenta il promemoria di quanto ci resta da vivere. Ed è quindi il memorandum di ciò che è importante e di ciò che non lo è. Per me rappresenta anche una costante pressione. Corro contro il tempo per creare e consegnare al pubblico un’opera d’arte che possa essere un piccolo contributo per gli altri. Dimostrare a me stesso che ne è valsa la pena.

Quest’opera nasconde alcuni ricordi riguardo alla tua fanciullezza. Vuoi raccontare quali ai nostri lettori?

Sono sempre stato molto sensibile alla concezione del tempo fin dalla mia infanzia, soprattutto quando una coppia di parenti è venuta a mancare. E’ stato allora che ho capito che non abbiamo così tanto tempo da perdere e che è davvero importante fare qualcosa di buono durante la nostra vita.

Nelle tue opere dai il massimo sia dal punto di vista tecnico che per quanto riguarda la creatività. Qualità che condividi con Audemars Piguet. C’è un orologio in particolare che ha colpito la tua fantasia?

Audemars Piguet fin dagli esordi ha sempre coniugato la visione creativa alla maestria tecnica e per questo è difficile scegliere un modello in particolare. Forse tra i Royal Oak Concept, il Supersonnerie è tra i miei preferiti. Principalmente a causa della ingegnosità necessaria per trasferire il timbro chiaro e armonico dei tradizionali orologi da tasca in un orologio da polso, che deve essere perfettamente sigillato e impermeabile. Una performance acustica senza precedenti.