Fino al 6 gennaio 2016 il Solomon R. Guggenheim Museum di New York presenta una grande retrospettiva dedicata ad Alberto Burri (1915– 1995), la prima in oltre trentacinque anni e la più completa mai allestita negli Stati Uniti. Raggruppando oltre 100 opere, molte delle quali mai esposte al di fuori dei confini italiani, l’esposizione elegge l’artista a protagonista della scena del secondo dopoguerra, rivedendo la tradizionale letteratura sugli scambi culturali tra Stati Uniti e Europa negli anni ’50 e ‘60.

Nato a Città di Castello (Perugia) nel 1915 Burri prese le distanze dalle superfici pittoriche e dallo stile gestuale propri sia dell’Espressionismo astratto americano sia dell’Arte informale europea. Rimaneggiando pigmenti singolari, materiali umili ed elementi prefabbricati, l’artista preferì la lavorazione della superficie per mezzo di cuciture, combustioni e lacerazioni. Ricorrendo a sacchi di juta strappati e rammendati, tele con gobbe in rilievo e plastiche industriali fuse, le opere di Burri alludono spesso a corpi umani, membrane e ferite, ma lo fanno attraverso un linguaggio totalmente astratto.

L’esposizione si svela al pubblico lungo le rampe del Guggenheim presentando i celebri Sacchi, Catrami, Muffe, Bianchi (monocromi), Legni (combustioni di legni), le emozionanti Combustioni Plastiche (fogli di plastica fusa), Cretti (effetto craquelure) e Cellotex (truciolato intagliato e decorticato). Nel corso degli ultimi anni l’artista è asceso all’olimpo dei più quotati nel mercato dell’arte moderna e contemporanea. Ne sono stata una conferma il 15 e 16 ottobre scorso le affollatissime aste di Sotheby’s e Christie’s le cui sessioni serali abbinavano le Italian Sales alle aste dedicate a Post War and Contemporary Art. L’Italia ha vinto come non accadeva da anni.

Raggiungendo un nuovo record mondiale con un totale venduto di 58.533.774 euro, Christie’s ha celebrato sul podio dei top lot, insieme a Lucio Fontana, un altro grande dell’arte italiana, proprio Alberto Burri con «Rosso Plastica M1», 1961, aggiudicato a 4,67 milioni di euro. Un’altra grande conferma di quanto l’arte italiana sia apprezzata all’estero.

In evidenza:
Alberto Burri
 Grande cretto nero(Large Black Cretto)1977
 Acrylic and PVA on Celotex 149.5 x 249.5 cm
 Centre Pompidou, Paris, Musée national d’art moderne/Centre de création industrielle, Gift of the artist, 1978
© Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri,Città di Castello/2015 Artists Rights Society (ARS), New York/SIAE, Rome 
Photo: © CNAC/MNAM/Dist. RMN-Grand Palais/Art Resource, New York

Alberto Burri: The Trauma of Painting
Solomon R. Guggenheim Museum, 1071 Fifth Avenue, New York
guggenheim.org