Fino all’8 settembre 2019, in prima mondiale, il Musée des beaux-arts di Montréal ospita la mostra di Thierry Mugler intitolata Couturissime.

I molteplici universi del couturier visionario, che ha rivoluzionato la moda e l’Haute Couture, sono qui messi in scena in un intreccio prezioso dove vocazione e abilità sartoriale sono fuse insieme.

150 abiti, per la maggior parte, restaurati, realizzati tra il 1977 e il 2014, ma anche accessori, costumi di scena, video e immagini sono esposti per la prima volta nelle sale del Musée des beaux-arts di Montréal della mostra Couturissime, curata da Thierry-Maxime Loriot sotto la direzione di Nathalie Bondil.

A fare da supporto al percorso espositivo: una galleria di immagini interamente consacrata alla collaborazione tra il couturier e il fotografo Helmut Newton. Inoltre, a dare il benvenuto al visitatore, vi è la sezione dedicata ai costumi di scena di Macbeth & Lady M.

Thierry Mugler
Inez and Vinoodh, Kym; BLVD, 1994. Outfit: Thierry Mugler, Longchamps collection, prêt-à-porter spring/summer 1994. Photo: © Inez & Vinoodh.

Thierry Mugler e la Tragedia di Macbeth

Era il 6 luglio 1985 quando nella serata di apertura del Festival d’Avignone, la compagnia della Comédie-Français ha messo in scena una versione rivisitata di Macbeth, celebre opera teatrale di William Shakespeare. Per l’occasione, il couturier realizzò 70 costumi e accessori magistrali, studiati nei minimi dettagli e confezionati interamente negli atelier parigini. Per la prima volta è possibile ammirare in maniera quasi inedita, alcuni di questi abiti sublimi.

La rivoluzione di Mugler

Thierry Mugler non ha solamente marcato la sua epoca, ha soprattutto rivoluzionato la moda attraverso le sue creazioni morfologiche e sculturali talvolta futuristiche ed eleganti. Grazie al genio indiscusso, che o contraddistingue, ha messo in scena spettacolari sfilate dando all’Haute Couture una nuova vita utilizzando anche materiali innovativi e rivoluzionari come: il metallo, il latex e la pelliccia sintetica. Il suo stile distintivo, trascende le mode e le influenze e per questo motivo, ancora oggi è in grado di influenzare la nuova generazione di stilisti.

L’abito, essenziale costruzione

Come ballerino professionista, Mugler ha da sempre considerato l’abito come essenza in grado di sublimare un’individualità per mettere in scena il quotidiano, abbellendolo. La moda è stata strumento, voce che gli ha concesso di raccontare la sua personale visione del mondo. Le sfilate sono state il culmine del racconto unendo l’estrosità degli abiti e il ritmo eclettico delle musiche scelte. Nel corso della sua carriera, ha scoperto che la celebrità viene con le star. Lancia infatti la tendenza delle guest star invitando cantanti e attrici hollywoodiane alle sfilate. Le sue creature sono indossate da grandi nomi come David Bowie, James Brown, Céline Dion, Diane Dufresne, Madonna, Lady Gaga et Beyoncé.

Thierry Mugler
Patrice Stable, Linda Evanglista on the shooting of the video for George Michael’s song “Too Funky,” Paris, 1992, directed by George Michael and Thierry Mugler. Photo: © Patrice Stable.

Glamazone. La nuova donna

Nel pieno della rivoluzione hippie, Mugler definisce le tendenze degli anni ’70 inventando la glamazone: una donna moderna, chic, urbana e fantasiosa. Creazioni anatomiche, silhouettes architettoniche caratterizzate da materiali innovativi. Le spalle sono extra large e gli stivali cuissard altissimi. L’eleganza diventa una nuova forma di coraggio, attraverso l’abilità di abitare il corpo. La donna Mugler è una grande concorrente che tiene le redini del look e della vita nelle sue mani.

Thierry Mugler
Ellen von Unwerth, Eva Herzigová, behind the scenes at the Thierry Mugler fashion show, Paris, 1992. Outfit: Thierry Mugler, Les Cow-boys collection, prêt-à-porter spring/summer 1992. Photo : © Ellen von Unwerth.

Métamorphoses. Il bestiario fantastico

Gli esseri umani quali animali fantastici! Questa considerazione di Mugler, che segue il ritmo e l’istinto, manda in scena creature fantastiche e sublimi. Una competizione sessuale, dove l’estetica dell’abito attinge a piene mani dal mondo zoologico. Ninfe acquatiche, che popolano i fondali marini, sono presenti nella collezione Les Atlantes, mentre le sue Méduses stravaganti sono figlie di una tecnica inedita che vede l’impiego dell’organza plissé, cucita a mano attraverso l’inserimento di tentacoli. Il bestiario di Mugler si ispira a rettili, insetti, uccelli e farfalle. Innovazione pura. Il couturier non utilizza pelliccia, ma materiali sintetici. Rifiuta pellami preziosi o piumaggi rari, ma imita i rivestimenti materiali attraverso trompe-l’oeil. Giochi di combinazione di colore per uno spettacolo eccezionale alla vista.

Thierry Mugler
Patrice Stable. Outfit: Thierry Mugler, Les Insectes collection, haute couture spring/summer 1997. Photo: © Patrice Stable.

Cultura futurista

Thierry Mugler futurista contemporaneo ha fatto della donna una creatura aliena, forte e aerodinamica. La supereroina dei fumetti, protagonista delle science-fiction è diventata realtà ed emblema della società contemporanea. Armature medievali, ma anche uniformi, design industriale e automobilistico. I corpi ginoidi, dorati o tempestati di cristalli sono immortalati e raccontati dai più grandi fotografi di moda: da Helmut Newton a Herb Ritts per una rivoluzione transumana.

Copertina  Pierre et Gilles, Le Papillon noir (Polly Fey), 1995, painted photograph. Photo: © Pierre et Gilles, Courtesy Noirmontartproduction