La nuova mostra intitolata “Thomas Struth: Nature & Politics” da poco inaugurata alla Fondazione MAST di Bologna, sarà visitabile fino al 22 aprile 2019.

In esposizione, una selezione di grandi immagini a colori del fotografo tedesco che raccontano il cambiamento sociale per mano della tecnologia. Una finestra sul progresso e sul futuro immortalato a partire dal 2007 nei siti industriali e di ricerca scientifica di tutto il mondo che costituiscono l’avanguardia, la sperimentazione e l’innovazione nelle attività umane.

 L’invisibile diventa visibile attraverso gli scatti di Thomas Struth

Artista tedesco, classe 1954. Thomas Struth è uno dei nomi più noti e affermati della scena internazionale della sua generazione. Attraverso 25 fotografie di grande formato esposte nelle sale del PhotoGallery del MAST, il fotografo ci porta alla scoperta di luoghi solitamente inaccessibili al pubblico, che racchiudono grande fascino e attrazione nei confronti di ciò che è invisibile ai nostri occhi, mostrandoci uno spaccato del mondo sconosciuto che si cela dietro all’innovazione tecnologica. Una dicotomia semantica risiede nei concetti di visibile e invisibile, mistero e ammirazione.

Fascino e mistero intorno a questi luoghi senza luoghi

Laboratori di ricerca spaziale, impianti nucleari, sale operatorie, piattaforme di perforazione sono fotografati con minuziosa attenzione, distaccata curiosità e con la capacità di osservare quelle caratteristiche degli ambienti e delle infrastrutture che i ricercatori non vedono più, perché estranee ai loro interessi. Il visibile diventa invisibile dinnanzi all’abitudine. Soggetti atipici, dove l’architettura resta in bilico su confini del possibile e del reale. Basti pensare all’immagine della cappa chimica dell’Università di Edimburgo che può sembrare, a un primo sguardo, una stanza allestita per una festa di bambini tra scritte sul vetro e palloncini colorati.

La tecnologia è completamente osservabile, ma la funzione effettiva che svolge rimane nascosta. Oggetti trasparenti al quotidiano di molti: così l’artista immortala la realtà, facendo sembrare, questi luoghi lontani e distaccati, oggetti del nostro quotidiano. Un cambiamento di prospettiva che pone agli occhi dell’osservatore un quesito su ciò che stiamo osservando. Poesia recondita o semplici prospettive?

Thomas Struth Chemistry Fume Cabinet
Thomas Struth _Cappa chimica, Università di Edimburgo /Chemistry Fume Cabinet, The University of Edinburgh, 2010 C-print, 120,5 x 166,0 cm© Thomas Struth

Una riflessione precisa e meticolosa sulla ricerca contemporanea

Curata da Urs Stahel, la mostra Nature&Politics offre una riflessione precisa e meticolosa sul mondo della ricerca contemporanea e dell’alta tecnologia. Attraverso la spiccata sensibilità estetica, che contraddistingue Thomas Struth siamo in grado di percepire tutta la complessità dell’innovazione e della sperimentazione contemporanea, senza però comprenderne vero significato complessivo. Macchine come strumenti atti a trasformare la società verso un nuovo futuro. Con stupore, ammirazione e a volte smarrimento, questi ingranaggi ipertecnologici sono parte integrante di un presente complesso figlio di politica e potere.

Macchine e umanità

Nella sezione 0 della Gallery, con il video Read This Like Seeing It for the First Time del 2003, l’artista rappresenta invece il lavoro umano e la capacità propria dell’uomo di operare con la massima precisione manuale e artistica, illustrando la parte più umana della società che abita la realtà odierna.

Thomas Struth Sorghum
Thomas Struth _Sorghum, Danforth Plant Science Center, St Louis 2017 Inkjet print, 159,8 x 221,6 cm© Thomas Struth