Arte, natura e società tessute insieme in un’unica monografica dell’artista visionario Tomás Saraceno. Un invito a prendere parte a una mostra immersiva, volta a connetterci con dimensioni poco esplorate. Con Aria, polvere, ragni e piante diventano i protagonisti delle installazioni metaforiche realizzate dall’artista contemporaneo, figlie di una percezione nuova del cosmo.

Rinascimento e contemporaneità. Originale dialogo

La mostra Tomás Saraceno. Aria, ospitata a Palazzo Strozzi a Firenze fino al 1 novembre, costituisce un inedito ed originale dialogo tra Rinascimento e contemporaneità, che ambisce a un cambiamento di veduta: dall’uomo al centro del mondo, all’uomo come parte integrante dell’universo, per andare a ricercare un nuovo equilibrio armonico tra tutti i suoi componenti. Una nuova riflessione intorno a tematiche di grandi rilievo come l’ambiente e la sostenibilità volte a sensibilizzare il pubblico a rispettare il pianeta e la sua atmosfera.

Tomás Saraceno (Argentina, 1973), Web of at‐tent(s)ion, 2020 (dettaglio) © Photography by Photography by Studio Tomás Saraceno
Tomás Saraceno (Argentina, 1973), Web of attent(s)ion, 2020 (dettaglio) © Photography by Photography by Studio Tomás Saraceno

Il ragno. Metafora della mostra

Metafora della mostra e oracolo del nostro passato, presente e futuro, è il ragno il quale attraverso la tela comunica e si orienta nel mondo. Ragnatele come opere d’arte, cosmo come geometrie, vibrazioni e suoni. La mostra Tomás Saraceno. Aria, curata da Arturo Galansino, ci porta ad esplorare un mondo circostante inaspettato, che va oltre i nostri sensi, e mette in discussione ogni preconcetto acquisito.

Una Costellazione ci dà il benvenuto

A dare il benvenuto al visitatore, l’installazione Thermodynamic Constellation (Costellazione termodinamica) ospitata nel cortile di Palazzo Strozzi: tre grandi sfere specchianti sospese, simbolo dell’interesse dell’artista per i temi ambientali. Un mondo interconnesso, libero dall’utilizzo di combustibili fossili e sempre più green. Così l’artista immagina un futuro sempre più solidale tra uomo e ambiente. Un nuovo modo per ripensare in maniera poetica e collettiva al domani. L’esposizione si snoda poi intorno alla serie delle Arachnomancy Cards (Carte da Aracnomanzia), trentatré carte per portare i visitatori a riflettere sulla figura del ragno e della sua tela.

Tomás Saraceno (Argentina, 1973), Flying Gardens, 2020
_Photography -® Ela Bialkowska, OKNO Studio, OKNOstudio
Tomás Saraceno (Argentina, 1973), Flying Gardens, 2020
_Photography -® Ela Bialkowska, OKNO Studio, OKNOstudio

Palazzo Strozzi. Tela interconnessa

Palazzo Strozzi, in occasione della mostra Aria si è trasformato in una gigantesca tela in grado di collegare i nove diversi ambienti della mostra, ciascuno correlato a una carta diversa. Una sorta di araldo che apre connessioni inaspettate. Un ulteriore ambiente è dedicato alla serie completa delle trentatré carte. Saraceno ha creato a Palazzo Strozzi uno spazio di immaginazione e partecipazione, per andare oltre un’ideologia antropocentrica volta ad esaltare, invece, i valori di diversità, cooperazione e interconnessione. Le grandi installazione evocative consentono al visitatore di immergersi completamente nell’arte di Saraceno. Tra le sculture poliedriche presenti, ne troviamo una che richiama anche gigantesche bolle di sapone: sovrapposizione di mondi e interconnessioni strutturali inaspettate.

Tomás Saraceno (Argentina, 1973) Connectome, 2020 (dettaglio)
 © Photography by Studio Tomás Saraceno
Tomás Saraceno (Argentina, 1973) Connectome, 2020 (dettaglio)
 © Photography by Studio Tomás Saraceno
Cover_Tomás Saraceno (Argentina, 1973)
 © Photography by Ela Bialkowska, OKNO Studio