Un grande progetto espositivo in concomitanza con la novantesima edizione di Pitti Immagine Uomo. “Tra Arte e Moda”, organizzato dalla Fondazione e dal Museo Salvatore Ferragamo, rappresenta in questo 2016 la collaborazione di rinomate istituzioni culturali come la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, le Gallerie degli Uffizi (Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti), il Museo Marino Marini e, a Prato, il Museo del Tessuto. Cinque esposizioni tutte rivolte alla scoperta di un unico universo, quello dove l’arte e la moda  si sono rincorse nel tempo, dialogando attraverso le mille espressioni della creatività.

Salvatore Ferragamo con Lee Sea- hyun, Foulard, 2015, twill di seta in tre varianti di colore. Firenze, Museo Salvatore Ferragamo
Salvatore Ferragamo con Lee Sea- hyun, Foulard, 2015, twill di seta in tre varianti di colore. Firenze, Museo Salvatore Ferragamo c

La mostra, che resterà aperta al pubblico fino al 7 aprile 2017, è una vera e propria immersione nella storia culturale italiana. A partire dalla figura di un  eccezionale stilista, Salvatore Ferragamo, che era solito con orgoglio rivendicare il ruolo dell’artigiano-artista, caro alla tradizione del nostro paese.

Yves Saint-Laurent, Abito da cocktail. Omaggio a Piet Mondrian, collezione autunno:inverno 1965- 1966, jersey di lana lavorato a intarsio. Parigi, Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent.
Germana Marucelli, Archivio Germana Marucelli. Foto Arrigo Coppitz

L’esposizione, che inizia proprio dal Museo della griffe fiorentina, indaga le tante sperimentazioni che Ferragamo intraprese, ispirato dalle avanguardie artistiche del Novecento, con un focus speciale sulle calzature della maison. Verrebbe da chiedersi: accessori alla moda o opere d’arte? Senza dubbio manufatti di intenso valore artistico, nati dal connubio tra maestria tecnica e  creatività concettuale. Come nel caso della décolleté Tirassegno del 1958,   con le sue linee ancora attualissime e super contemporanee e l’ opera di uno dei più quotati artisti americani della seconda metà del Novecento, Kenneth Noland, da cui Ferragamo prese ispirazione.

Salvatore Ferragamo, “Tirassegno” décolleté,1958, camoscio con applicazioni in capretto a motivo di tirassegno. Firenze, Museo Salvatore Ferragamo. Foto Arrigo Coppitz.
Salvatore Ferragamo, Gala, 1938, décolleté in camoscio Firenze, Museo Salvatore Ferragamo. Foto Arrigo Coppiz

Nel lungo e prezioso excursus che si dipana nei cinque musei prendono forma innumerevoli percorsi di riflessione, da un lato le collaborazioni e le influenze tra artisti e stilisti come Elsa Schiaparelli con Salvador Dalí e Yves Saint Laurent con Piet Mondrian, dall’altro le contaminazioni con la fotografia e l’avvento della comunicazione. Ecco che allora sono i lavori di Andy Warhol a raccontare l’eccentrica scena culturale di New York dove appare un concentrato di moda, arte e logica industriale, le prime celebrities, che ora chiameremo influencer, e una infinità di nuovi input estetici, talvolta persino dissacranti.

Campbell Soup Company, The Souper Dress, 1968, tessuto non tessuto in carta, cellulosa e cotone stampato con l’immagine della lattina di Campbell Soup. Kyoto, Collezione The Kyoto Costume Institute.
Christopher Makos, Altered Image, 1981, stampe digitali. Collezione privata.

Forse sarà difficile trovare una risposta esaustiva ed assoluta alla domanda “La moda è arte?” , forse non giungeremo mai ad ottenere una definizione chiara ed univoca, ma di una cosa siamo certi. Tra contaminazioni, sovrapposizioni, giochi di linee e colori e un po’ di stravaganza, questa mostra vi regalerà molto più di emozione.

Nick Cave, Soundsuit, 2010, Parma, Collezione Emanuela Barilla A
64 Nick Cave, Soundsuit, 2010, struttura decorata a scacchi sul davanti e paillettes blu sul retro, perline e paillettes vintage, leggings in maglia. Verona, Galleria Studio la Città
Nick Cave, Soundsuit, 2010, Parma, Collezione Emanuela Barilla B
Kenneth Noland, Blue Extent, 1962, acrilico su tela. Collezione privata. © 2016 Foto Scala Firenze.