AltaRoma: la rassegna capitolina apre i battenti sfidando forfait eccellenti e budget

Contaminazione tra tradizione e contemporaneità. L’essenza stessa del Made in Italy. Il tratto distintivo dell’Alta Moda italiana ammirata in tutto il mondo.

Ha inaugurato sotto questa egida l’edizione 2017 di Altaroma.

Certo, che la capitale abbia perso appeal lo raccontano tutti i giorni la politica e l’attualità . Ed è proprio il mondo della moda a mettere il suo sigillo. Dopo le sfilate di Parigi Haute Couture, oggi è la capitale la protagonista con le collezioni per la Primavera Estate 2017. Una parentesi di haute couture tutta italiana che inizia oggi e termina il 29 gennaio e che vedrà alternarsi i nomi storici degli Atelier romani ai talenti emergenti.

Ma la verità, inutile negarlo, è che Altaroma sopravvive in apnea da qualche stagione e ora è in agonia più che mai.

Appaiono lontani i fasti del passato eppure solo a Luglio scorso ha fatto sognare la sorprendente sfilata-evento Fendi sulla passerella in vetro alla Fontana di Trevi firmata Karl Lagerfeld per celebrare il novantesimo anniversario della Maison.
Solo una magica e irripetibile parentesi? Speriamo di no, ma la diaspora dei grandi couturier sta facendo scivolare la rassegna verso il prêt-à-porter. Un delitto, dicono neanche troppo a fil di voce gli addetti ai lavori.
Oltre all’assottigliamento delle grandi firme, a pesare è il budget sempre più esiguo. Dal 2014 i finanziamenti a disposizione della kermesse capitolina sono scesi da 3,2 milioni a 180mila. Un crollo vertiginoso. L’impegnatissima Silvia Venturini Fendi, Presidente della manifestazione, ha recentemente ribadito che un taglio così significativo ai fondi significa compromettere l’esistenza stessa della rassegna.

Augurandoci un pronto rilancio delle sfilate romane e della Città eterna andiamo al clou di Altaroma scoprendo cosa accade in queste quattro intense giornate a due passi dal Tevere.

I nomi più attesi sono senza dubbio la maison Gattinoni e Renato Balestra, il libanese Rani Zakhem e poi Sabrina Persechino e Giada Curti.
Importante segnalare la presenza delle più autorevoli Accademie di Moda oltre al fashion scouting, caratteristica tutta romana, delle promesse creative, capitolo della rassegna seguitissimo con le edizioni di “Who is on next?” in collaborazione con Vogue Italia.
Un aiuto concreto per promuovere la ricerca e lo sviluppo del Made in Italy, un’esperienza irripetibile che permette ai brand emergenti di farsi conoscere. E da cui escono gli enfant prodige di ogni parte del mondo che producono in Italia.
A decretare i vincitori come sempre una prestigiosa giuria internazionale di addetti ai lavori, oltre ai più attendibili players del mercato interno. Il vincitore assoluto della dodicesima edizione nella categoria prêt-à-porter, Nicola Brognano, nel pomeriggio ha sfilato accolto da applausi entusiasti. Sovrapposizioni, plissè, arricciature, volumi over con spalle a sbuffo a partire dal gomito. Cappellini neri come la pece con visiera e retina sul volto. Quasi una maschera che cela una donna vulnerabile ma determinata. Un vedo non vedo tres chic. Tanto viola, argento glitterato e azzurro polvere.

Nuova edizione di Altaroma significa anche nuova location.

Dopo l’Ex Dogana di San Lorenzo, è infatti la struttura del Guido Reni District, a due passi dal Maxxi il nuovo head quarter.
Il post industriale fa tendenza. Il fascino underground fa da cornice e serve come ingrediente urban che condisce di modernità gli show in calendario: sfilate uber alles, ma poi tanti incontri, vernissage, video installazioni, capsule collection, passerelle delle accademie romane, opening (la boutique di Chiara Boni con la sua ‘La Petite Robe’ inaugura in via del Babuino), lectio magistralis, Stages, tributi all’arte contemporanea e alla
Fotografia, incontri, presentazioni di libri (dalla Fondazione Isabella Rossini onlus, ‘Isabella l’eleganza e l’originalità’ a Villa Laetizia).
E ovviamente il glitter, il glamour, quel luccichio obbligatori in una rassegna di moda con party e cocktail.

Ma entriamo nel vivo della giornata numero uno di Alta Moda dando un sguardo alle prime catwalk.

Oggi è il giorno di Giada Curti e Gattinoni con un fil rouge che li accomuna: il sogno.
Entrambi privilegiano una visione onirica, tratto distintivo delle nuove collezioni. Una concezione di donna divisa tra la purezza e il peccato, una teen-ager senza pudori. Una ragazza che ama indossare linee severe, ampie e morbide. Abiti fluttuanti e tessuti ricercati lavorati sapientemente. E’ questa in sostanza l’immagine femminile con l’alta moda firmata dal venezuelano Guillermo Mariotto alle redini della maison Gattinoni dal 1994. Una sfilata-performance a Villa di San Pio V, sede del Link Campus University. Il direttore artistico disegna una donna ispirata al “Sogno di una notte di mezza estate”: “un po’ angelo un po’ demone, che popola boschi irreali, sogni e incubi”, racconta. Quattromilaottocento punti smock imbastiscono i colli giganti di abiti a tratti surreali, fantastici. E poi vestaglie da camera che diventano magicamente vestiti da grand soirèe azzurri da moderna Cenerentola, irraggiati da pietre e swarovsky. “The Dream” appunto.

“Secret Garden” è il nome della sfarzosa collezione di haute couture interamente realizzata in Italia con materiali pregiati firmata dall’imprenditrice Giada Curti al St.Regis Hotel.
Atmosfere rarefatte e anche in questo caso sognanti. L’ispirazione è l’arte e l’ecletticità dell’artista Lawrence Alma Tadem. Un giardino botanico con qualche incursione grafica. Righe che spezzano l’unico vero leitmotiv di questa proposta per la prossima estate. Il trionfo della natura: fiori, arbusti, foglie che si intrecciano su sfondi dai bagliori metallici. Lunghi e ampi abiti estremamente femminili. E un mix sapiente dei tessuti: voile stampati, paillettes iridescenti e molta seta.
Una donna romantica con un accenno contemporaneo. Ma neanche troppo.

Una collezione molto attesa di questa Altaroma è quella della stilista-architetto romana Sabrina Persechino.

Traendo ispirazione dalla sua cultura architettonica disegna abiti ispirati alle opere dei colleghi con decolletè e schiene sensuali e tagli accattivanti. Traducendo la linearità delle costruzioni in artigianalità.
Stretto riserbo sulla proposta di un nome storico, Renato Balestra. Sabato sera il designer triestino di estrazione mitteleuropea tanto amato da Principesse e First Ladies farà calcare la passerella dalle sue modelle e dalla sua rinomata tradizione sartoriale tra le architetture postindustriali, immergendo così nel contesto urban del Guido Reni District le creazioni couture di un lusso rassicurante e affascinante per la prossima stagione.
Nato a Beirut, cresciuto in Kenya e formatosi a New York, è a Roma che Rani Zakhem ha idealmente messo radici da qualche anno. Qui ogni stagione sceglie di mostrare le sue creazioni : “Non sono io che ho scelto Roma, è Roma che ha scelto me” ripete spesso. Un amore professionale e non solo che lega lo stilista libanese alla capitale.
Sempre raffinate, esclusive ed elegantissime la sue proposte di alta moda, in questa collezione ha deciso di omaggiare gli anni ’70 e la cantante attrice franco-italiana Dalida, icona di stile, scomparsa trent’anni fa. Abiti con scollo all’americana con volumi ampi dal busto in giù, dettagli ricercati e magistralmente ricamati, jumpsuit cozy e avvolgenti.

Credits Foto: AltaRoma