Amatissimo dalle star e top model, ci lascia all’età di 77 lo stilista algerino Azzedine Alaïa, colui che trasformò la scultura in moda, dando un approccio nuovo alle sue creazioni. Il fashion system perde un’altra icona, che va ad aggiungersi al firmamento di chi ha dato un volto nuovo al mondo.

“Every morning, I ask myself: what will I learn today?
I don’t make plans. I live by the day. I’m in good shape or I’m not” 

 

Nato a Tunisi nel 1940, Azzedine Alaïa, dopo aver completato gli studi presso l’Accademia di belle arti della capitale, mostrando una spiccata attitudine all’arte, si trasferisce a Parigi, la patria delle arti.

Attratto dalla moda e dai corpi femminili, alterna la lettura di Vogue ad altre di natura scientifica per studiare da vicino il corpo e le sue proporzioni. Dalla sua passione per la scultura deriva il desiderio di trasformare gli abiti in creazioni tridimensionali, divenendo un architetto dei tessuti. Giovanissimo, inizia la sua carriera come assistente presso l’atelier di Guy Laroche, e nel 1961 in quello di Christian Dior. Questi anni, estremamente formativi, lo fanno avvicinare a muse d’eleganza e donne di estrema bellezza come Greta Garbo. Nel 1979 realizza la sua prima linea prêt-à-porter, che presenterà ufficialmente al pubblico nel 1981 nel suo appartamento di Rue de Bellechasse. Ma il successo è destinato ad arrivare nel settembre dell’anno successivo, quando la sfilata presentata nei magazzini di Bergdorf Goodman a New York lo consacrerà come stilista internazionale di grande fama.

“…Gli abiti, come l’arte e l’architettura, sono il riflesso di un’epoca

Abito di Azzedine Alaïa esposto nel 2015 a Villa Borghese
Abito di Azzedine Alaïa esposto nel 2015 a Villa Borghese

Talento unico, i suoi abiti scultura esaltavano corpi statuari dalla femminilità forte e determinata. Le sue creazioni segnarono lo stile degli anni ’80 e si fecero portavoce della rivoluzione, che in quella decade stava imperversando dentro e fuori dal sistema moda.

Come Jean Paul Gaultier o Thierry Mugler, anche Azzedine Alaïa era capace di coniugare passato e futuro in capi futuribili impiegando materiali classici come la maglia e la pelle o innovativi come lo spandex e l’elastan. I tagli, le linee e le forme rivoluzionarie vanno a segnare le curve del corpo di cui era tanto innamorato.

Moda scultorea, abbracci di arte sartoriale, trame e orditi lavorati come una seconda pelle dotata di vita propria. Tra le donne di Alaïa, Naomi Campbell fu come una figlia per lo stilista, che fece debuttare per la prima volta sulle passerelle con la sua collezione ispirata alle mummie d’Egitto: il futuro come modella era appena cominciato.
A partire dagli anni ’90, Alaïa decise di ritirarsi dal sistema moda, per dedicarsi a una clientela di nicchia, più in linea con i suoi ritmi creativi.

Azzedine Alaïa con Elle McPherson
Azzedine Alaïa con Elle McPherson

L’ultima collezione Haute Couture, presentata a Parigi nel luglio di quest’anno, ha raccolto intorno allo stilista Azzedine Alaïa un entourage di attrici, giornalisti e amici.

Lo show si è aperto con la statuaria Naomi, fiera e bellissima, dando vita, ancora a una volta alla magia dei ricordi.

L’eccellenza dello stile, che aveva contrassegnato gli anni ’80, è qua presente: la maglia abbinata al plissé, i volumi le stampe animalier, il lusso trionfale e la sofisticatezza, che solo un genio come Azzedine Alaïa ha potuto mettere in piedi, salutando per l’ultima volta il suo pubblico.

Azzedine Alaïa - sfilata Haute Couture F/W 2017-2018
Haute Couture F/W 2017-2018