La Maison di Montebello Vicentino ha avuto il piacere di presentare The Hand of the Artisan, esclusivo evento che si è svolto ieri sera presso la Chiswick House di Londra, dove gli ospiti sono stati condotti in un viaggio interattivo nella tradizione artigianale e nelle origini della maison.

Bottega Veneta: Interno allestiti di chiswick house di west london - credits david churcill
Interno allestiti di chiswick house di west london - credits david churcill

Una cosa è certa: Bottega Veneta sa sempre stupire.

Con le sue collezioni ha contribuito in modo rilevante a ridisegnare la scena della moda contemporanea con un approccio ricercato e mai banale, che affonda le radici – è proprio il caso di ricorrere al termine – in una formidabile passione e in un’altrettanta straordinaria conoscenza della pelle.

Ora, dopo 51 anni dalla fondazione e 16 anni di direzione creativa di Tomas Maier, la lista delle collezioni di successo si allunga grazie anche ad una serie di eventi dedicati al legame con Andrea Palladio.

D’altronde prima, o poi doveva accadere, i valori guida dell’azienda di Montebello Vicentino che condivide Villa La Rotonda e il Teatro Olimpico, e la conoscenza approfondita dell’arte e dell’architettura di Tomas Mayer sono troppo simili perché tra loro non scoccasse la scintilla: l’amore per le linee discrete ma significative, l’occhio per le soluzioni che hanno contenuto narrativo, l’attenzione del particolare, al ben fatto, al lascito della tradizione, sono tra le affinità innegabili e molto forti. “Palladio è una fonte inesauribile d’ispirazione”, ha dichiarato Maier. “Dopo gli inizi da artigiano, s’immerse negli studi delle forme classiche e poi applicò quella conoscenza alla creazione di uno stile innovativo e duraturo.”

Bottega Venteta: Chiswick House di West London - credits David Churchill
Chiswick House di West London - credits David Churchill

Proprio per questo l’Atelier del marchio ha ricreato all’interno delle Chiswick House di West London, una villa neopalladiana influenzata dall’opera dell’architetto veneto, gli elementi distintivi del motto “When Your Own Initials Are Enough”, coniato negli anni 70, in un evento dal titolo evocativo “The Hand of The Artisan”, dove il design incontra la funzionalità, in modo perfetto e senza tempo.

Pur trovandosi a più di 1.000 chilometri da Vicenza, anche Londra ha un legame con Palladio. I principi alla base delle sue opere, tutte realizzate nel Cinquecento, hanno esercitato una notevole influenza in tutto il mondo. Chiswick House è una villa settecentesca circondata da un giardino in stile classico a West London. La dimora, che costituisce uno degli esempi più antichi e più belli di architettura neopalladiana nel Regno Unito, è stata progettata dal 1727 al 1729 da Richard Boyle, 3° Conte di Burlington e 4° Conte di Cork, e dal suo socio, il pittore, paesaggista e architetto William Kent. Alla morte del Conte di Burlington, la residenza e i giardini sono passati attraverso l’asse ereditario della figlia alla famiglia dei Cavendish, duchi del Devonshire. Dopo la morte dell’8° Duca, la tenuta è stata venduta nel 1929 al Middlesex County Council. La villa è stata poi donata nel 1956 al Ministero dei lavori pubblici britannico, per essere restaurata per la nazione. Nell’aprile 2017, la dimora e il parco sono stati riuniti sotto un’unica gestione per la prima volta in quasi 70 anni.

In quest’occasione si è potuto esplorare attraverso le stanze della Chiswick House l’eleganza del segno del marchio e scoprire parte dell’archivio privato, raramente accessibile al pubblico.

Bottega Veneta: Knot Room - credits David Churchill
Knot Room - credits David Churchill

Nella Knot Room, si ripercorso la storia di un motivo emblematico della maison, iniziato come vero e proprio nodo di pelle e trasformato nel tempo in prezioso elemento in metallo che ha dato vita a un’intera collezione di borse, tra cui la Knot.

Nella Cabat Room, si sono visti artigiani al lavoro per realizzare l’esclusiva Cabat — leggendaria tote bag senza cuciture, splendida sia all’interno che all’esterno, che richiede il lavoro di due artigiani per due giorni. È il primo esempio del fondamentale dialogo tra Maier e gli artigiani di Bottega Veneta.

Jewerly Room - credits David Churchill

Nella Jewelry Room, si è osservato l’arte dell’incastonatura delle pietre sui nostri zirconi, sfaccettati e smaltati attraverso un metodo esclusivo che dona una brillantezza impareggiabile. È il motivo per cui i gioielli sembrano cimeli di famiglia tramandati di generazione in generazione.

Parco Palladiano Room - credits David Churchill

La Parco Palladiano Room ci ha immersi in un viaggio poetico attraverso i sentori regalati nei diversi momenti della giornata da un giardino palladiano, ispirazione della nostra linea di profumi.

When Your Initials Are Enough Room - credits David Churchill
When Your Initials Are Enough Room - credits David Churchill

Nella When Your Own Initials Are Enough Room, ci si è potuto cimentare in prima persona nella realizzazione dell’intrecciato, e vedere il motto prendere vita attraverso le mani degli artigiani che personalizzano portachiavi con le iniziali.

Grande attenzione è stata alcuni prodotti della nuova collezione Cruise 2018.

La piena sensualità della linea maschile Galaxy, realizzata con una stampa serigrafata sulla pelle intrecciata che ricorda una galassia. A differenza della donna, si sono potuti ammirare abiti, scarpe e borse con una delicata stampa botanica — ispirati al pittore tedesco del Quattrocento Albrecht Durer — creati utilizzando una complessa palette di oltre 30 colori.

Poppy Della Vigne, Arizona Muse, Sabina Getty

L’arte di vivere italiana è essenziale anche per la cultura del bere e del cibo di matrice veneta chi qui trasposta in perlage di calici di prosecco di Conegliano di Valdobbiadene e nel menù preparato dallo chef stellato londinese Giorgio Locatelli.

Con questo evento, Bottega Veneta ha il piacere di sostenere il Chiswick House & Gardens Trust che si occupa della conservazione dei giardini, della villa e delle collezioni contenute al suo interno.

Maestri Artigiani al lavoro - credits David Churchill