Agosto 1967 – agosto 2017: 50 anni dalla nascita della Dyane. La vettura che Citroën pensò come evoluzione della famosa, popolare e diffusissima 2CV, che debuttò sul mercato nel lontano 1948.

Dyane Citroen

La Dyane fu studiata per essere più pratica e moderna rispetto alla 2CV, vero “monumento nazionale” dell’automobile francese, della quale conservò le migliori doti, ossia la facilità di guida, l’affidabilità, la praticità e l’economia d’esercizio.

In Italia la vettura ebbe grande successo, anche grazie alla campagna pubblicitaria della B-Communications, l’agenzia che seguiva l’immagine di Citroën in Italia, la quale inventò uno slogan tanto semplice quanto efficace: “Dyane: l’auto in jeans”.

Come i jeans, popolari pantaloni da lavoro, che andavano bene sia per lavorare in cantiere sia per andare a cena con gli amici, così, la Dyane, era l’auto giusta sia per muoversi agilmente nel traffico cittadino sia per affrontare le strade di campagna.

Dyane Citroen

Per l’epoca, la Dyane era un’auto veloce, comoda, spaziosa, dotata di un praticissimo portellone posteriore e di un’ampia capote in tela dal sistema d’apertura semplificato rispetto alla 2CV, azionabile anche dall’interno.

Le linee della carrozzeria, tese e squadrate, furono disegnare dallo stilista Louis Bionier.

L’abitacolo interno era in grado di offrire quattro comodi posti, anche grazie a sedili molto confortevoli e sospensioni morbide, tanto spazio per le gambe e una buona visibilità.

La sua peculiarità era la notevole altezza da terra, che ne consentiva un ottimo utilizzo su strade dissestate e scoscese, come quelle francesi, che si affrontavano per raggiungere i bellissimi villaggi della Provenza, arroccati su impervi speroni di roccia, borghi di antiche vestigia medievali, caratterizzati da tante piccole stradine pittoresche e da un superbo panorama tutto intorno.

Sulle strade asfaltate, Dyane si comportava altrettanto bene, filando via liscia e sicura, anche grazie alla sofistica sospensione interconnessa, morbida e precisa; si coricava in curva, ma senza mai staccare le ruote da terra e, grazie a un’aerodinamica piuttosto curata, garantiva ottime medie anche in termini di velocità.

Dyane Citroen

La meccanica, derivata da quella della 2CV, prevedeva un motore boxer bicilindrico di 425 cc, raffreddato ad aria, con accensione comandata direttamente dall’albero a camme; l’alimentazione avveniva tramite un carburatore, che sfruttava la ventola di raffreddamento per aumentare il volume d’aria immesso nei cilindri. La trazione era anteriore. Come sulla 2CV, in caso d’emergenza era possibile avviare il motore con una manovella esterna, da inserire nell’apposito foro sulla mascherina anteriore.

Il vero successo della Dyane arrivò quando gli ingegneri decisero di montare un motore più performante, che presero in prestito dalla berlina Ami6.

Si trattava di un bicilindrico di 602 cc, da 28 CV, e poi, dal 1969, da 35 CV, che spingeva la vettura fino ai 120 km/h. L’inconfondibile rumore del suo bicilindrico ne anticipava l’arrivo a centinaia di metri di distanza.

Fu un trionfo.

Dyane Citroen

I colori più popolari sul mercato italiano furono l’azzurro e il beige, ma buone richieste arrivarono anche per il Rouge Mandarin, per l’Orange Teneré e per il vivissimo Giallo Calabria.

La carriera della Dyane terminò nel 1983, con la vendita di un esemplare di colore beige, proprio nel nostro Paese.

Dyane Citroen