Si respira innovazione e creatività nei capi firmati Elsa Schiaparelli, stilista degli anni ’20, che si conquistò un posto nelle pagine della storia della moda, grazie alla sua genialità e avanguardismo.

Italiana di nascita e parigina di adozione, oggi come allora, la sua Maison continua a portare colore nel mondo.

Elsa Schiaparelli by George Hoyningen-Huene © Condé Nast Archive/Corbis
Elsa Schiaparelli by George Hoyningen-Huene © Condé Nast Archive/Corbis

Era il 10 settembre del 1890 quando Elsa Schiaparelli nasceva a Roma.

Dopo una turbolenta giovinezza, un matrimonio finito male e una figlia soprannominata Gogo, si trasferì a Parigi nel 1922, la culla di artisti e avanguardie che in quegli anni stavano prendendo piede, divenne la sua casa per il resto della vita.

L’avvicinamento al mondo della moda accadde per caso, grazie al fortuito incontro con Paul Poiret, uno dei più grandi couturier dell’epoca. Da quel momento tutto cambiò, l’artista lasciò che la creatività fiorisse e divenne una designer freelance fondando la sua Maison omonima nel 1927.

La sua genialità la portò a realizzare un pullover tricot con nodo trompe-l’oeil, conquistandosi un posto da Vogue, che la consacrò come una star, facendola conoscere in tutto il mondo.

Elsa Schiaparelli by George Hoyningen-Huene © Condé Nast Archive/Corbis
Elsa Schiaparelli by George Hoyningen-Huene © Condé Nast Archive/Corbis

Working with artists like Bebe Bérard, Jean Cocteau, Salvador Dali, Vertès, Van Dongen;
and with photographers like Hoeningen-Huene, Horst, Cecil Beaton, and Man Ray
gave one a sense of exhilaration.

Il Surrealismo, il Dadaismo e le arti africane, furono i motivi di ispirazione per le sue creazioni ricche e innovative.

Da donna indipendente e forte quale era, non poteva che disegnare collezioni per donne come lei: Marlene Dietrich, Katharine Hepburn, Lauren Bacall, si innamorarono dei suoi capi.

In un periodo storico difficile, dove la guerra e i regimi imperavano, il mondo a colori di Elsa Schiaparelli prendeva piede: cerniere e bottoni fantasiosi, ma anche cappelli con pon pon, gonna pantalone, e temi inusuali come il circo e i teschi, la portarono ad aprire in Place Vendôme lo Schiap Shop.

immagine di una piazza parigina
Paris

Pioniera della sfilata, era il momento in cui presentava al pubblico le sue nuove collezioni, che realizzava anno dopo anno, ispirate a un unico tema. Colore, musica e arte si mescolavano in un appuntamento nuovo per l’epoca. Cappelli a forma di scarpa, cappotti con cassetti, l’arte risplendeva nei suoi modelli Haute Couture.

Il periodo Rosa Shoking della designer terminò però nel 1954 quando dovette chiudere la Maison a seguito di un cambiamento delle esigenze del pubblico: il New Look di Christian Dior aveva preso il sopravvento.

Dopo un periodo di silenzio, Maison Schiaparelli rivive ancora oggi, all’Hotel de Fontpertuis, 21 di Place Vendôme, nelle sale dove la stessa couturier si muoveva.

Oggi, Betrand Guyon, direttore creativo delle collezioni Haute Couture e Prêt-à-Couture, mantiene vivo il marchio che ha gettato le basi alla moda contemporanea.

Nella nuova collezione  Haute Couture 2017-2018, lo stilista, rivisita il look Schiaparelli mantenendo il classico accenno surrealista, depurandolo dagli eccessi.  Gli abiti drappeggiati e fluttuanti in chiffon sono intrisi di modernità. Immancabile il rosa shoking nella palette di colori scelta: il marchio di Elsa è ancora qua presente.

Maison Schiapparelli - immagini di sfilata Haute Couture F/W 2017-2018
Haute Couture F/W 2017-2018