Ambientato tra la Los Angeles e la New York degli anni Trenta, la nuova pellicola di Woody Allen, Café Society, da poco approdata nelle sale italiane, vuole essere una storia romantica sui sogni che non muoiono mai.

Questa settimana, noi della redazione di The Ducker, vi proponiamo una wishlist che racconta un’epoca: quella dell’America degli anni D’Oro.

Café society fa percepire la spensieratezza della Manhattan anni ’30

Se ci si sofferma ad osservare una delle immagini immortalate da Cecil Beaton e si segue il viaggio di Bobby Dorfman dal Bronx a Hollywood in Café Society, si riesce a toccare con mano lo splendore e la spensieratezza che caratterizzavano Manhattan nei primi anni ’30.
Il grande e celebre fotografo britannico, che trasformò la Grande Mela in terreno fertile sul quale costruì la propria carriera, con grande sapienza e maestria, raccontava lo Zeitgeist di una New York glamour e scintillante.
Attraverso i suoi scatti, iconiche dive e leggende della moda e dell’arte mostravano il proprio il volto più segreto e profondo per raccontare le luci e le ombre di un’epoca che continua ad affascinare.

Un po’ come una fotografia in bianco e nero di Beaton, anche il film Café Society ritrae le atmosfere frivole e mondane che si respiravano tra Los Angeles e New York in quel periodo.

Mentre in Europa l’ombra del Nazismo e della crisi economica era più presente che mai, nel nuovo continente c’era una trasformazione in atto.
New York si stava preparando a diventare una metropoli cosmopolita e moderna, molti palazzi del XIX secolo erano stati demoliti per fare spazio ai nuovi grattacieli dai nomi noti: dall’Empire State Building, al Chrysler Building, al 40 Wall Street, e così dicendo.
Dopo la fine del proibizionismo, che aveva dato i natali ai numerosi Speakeasy sparsi per la città, ogni notte, a New York, la vita notturna faceva da regina: il Greenwich Village era popolato da leggendari ritrovi per celebrità in smoking e abiti da sera.
Il futuro della Big Apple si stava scrivendo a colpi di Thompson e scontri tra Gangster, swing e vita notturna.

Nella wishlist di questa settimana vi vogliamo fare rivivere l’atmosfera che si respirava nella Café Society.

Se in California lo stile degli abiti era più scenografico, tipicamente Hollywoodiano, a New York gli echi dell’Alta Moda francese si facevano sentire tra le signore dell’upper class, le quali si potevano permettere sfavillanti abiti da sera delle più importanti stiliste in voga del momento come Coco Chanel e Schiapparelli.

Anche Nina Ricci si rifà allo stile di Cafè Society

Nina Ricci, oggi come allora, non abbandona lo stile dell’epoca, proponendo lunghi abiti alla caviglia, in seta, crêpe de chine o mussola, riccamente ricamati di paillettes e frange, ereditati dal Charleston, resi seducenti da profondi spacchi e scollature a V.
Ai piedi, l’iconico modello Mary Jane fermata alla caviglia con un cinturino, sono le scarpe ideali per balli sfrenati e per regalare un esprit femminile senza tempo.

Da Blumarine a Jimmy Choo a Gucci accessori con richiami precisi all’epoca di Cafè Society

Bella la versione di Blumarine a punta, in pitone con lacci in camoscio alla caviglia e tacco ricoperto in visone.

Realizzate a mano quelle di Jimmy Choo, un gioiello da calzare, ricoperte di cristalli, ideali per illuminare le notti più buie.

Preziose quelle di Gucci, alte, in camoscio con elaborate perle di vetro e borchie di cristallo.

Come accessorio immancabile per completare il look, un tocco di ricercata sofisticatezza, la stola in pelliccia ecru e ruggine di Dior. Perfetta se annodata sul petto o se fatta scivolare lungo la spalla.