Un viaggio introspettivo nell’articolato mondo di Gabrielle Chanel raccontato attraverso volumi, quadri e creazioni di alta moda.

(Credits: Chanel)

È difficile raccontare un mito. Lo si può ammirare, sognare, venerare, ma quando si tratta di spiegare cosa significhi veramente, le parole si spengono e lasciano il posto alle immagini.

Gabrielle Chanel, detta Coco, continua a ispirare ed essere presa d’esempio rimanendo uno dei miti più grandi che il Mondo abbia mai conosciuto.

Donna forte, di carattere, indipendente e curiosa. In un’epoca in cui essere la moglie fedele era la più grande ambizione, lei desiderava fare la differenza: lavorare per guadagnarsi l’autonomia, la sua vittoria più grande.

Venezia, città delle arti, la celebra attraverso la mostra “Culture Chanel- La donna che legge” aperta al pubblico fino all’8 gennaio 2017 presso Cà Pesaro, Galleria Internazionale di Arte Moderna di Venezia.

Fin dal suo primo episodio nel 2007, Culture Chanel si definisce come “una collezione di mostre”, in quanto ogni singolo evento fa parte di un progetto unico, ideato ed elaborato da Jean-Louis Froment, che ne cura la direzione artistica. Mediante la scelta di un tema di volta in volta diverso, Culture Chanel affronta la storia singolare di Gabrielle Chanel e della Maison.

Sviluppata attorno a quattro sequenze: La vita che conduciamo, Le confidenze dell’invisibile, Thoughts that make you think e Gli aspetti del tempo, la mostra permette di scoprire circa 350 pezzi, capaci di restituirci il ritratto di una creatrice che ha saputo fare della propria vita una leggenda.

Attraverso l’esposizione della sua personale biblioteca costituita da opere che vanno dai classici greci ai poeti moderni, il visitatore viene portato all’interno della sfera più intima e riservata della stilista, in un viaggio che mette in luce l’animo più sensibile e sognatore, nutrito dal suo bisogno di una ricerca mistica dell’invisibile e che l’ha portata a trovare un vocabolario, quello della moda, unico e originale.

Fin dalla sua più tenera età, Gabrielle Chanel ha fatto dei libri i suoi compagni, come confiderà all’amico Paul Morand: “I libri sono stati i miei migliori amici”. È proprio nella silenziosità della lettura di quei preziosi manoscritti, che all’interno di Coco si apriva un universo parallelo nel quale trovare rifugio e sognare il suo destino.

La donna che legge si apre su un appunto scritto di proprio pugno da Gabrielle Chanel:

“La vita che conduciamo non è mai granché, la vita che sogniamo è invece la grande esistenza perché la continueremo oltre la morte”.

Alla stregua dei poeti e degli scrittori che ammira, Gabrielle Chanel riuscirà, infatti, a imporre uno stile, facendo della propria vita un romanzo.