Paris Fashion Week, dopo la settimana della moda di Milano, l’epicentro si è ufficialmente spostato a Parigi, con l’ultimo appuntamento internazionale dedicato alle collezioni di prêt-à-porter autunno/inverno 2017-2018.

Dal 28 febbraio al 7 marzo, 82 sfilate hanno scandito le giornate degli addetti ai lavori alla Paris Fashion Week, mostrandoci cosa indosseremo la prossima stagione.

Parigi. Romantica e bellissima. Ogni scorcio è frutto dell’intreccio di storie secolari. Capitale dell’arte e della cultura, è stata per molto tempo dimora di artisti provenienti da ogni parte del mondo. Spiriti inquieti e geniali l’hanno abitata, rivoluzionando la società, e conferito quell’aurea che ancora la pervade.

Una città ruggente, che oggi come allora continua essere il cuore della creatività. E così, durante la Paris Fashion Week, gli stilisti hanno raccontato la magia, e reso la Ville Lumière, ancora una volta, il cuore pulsante della moda internazionale.

Ad aprire i battenti della Paris Fashion Week, la nuova collezione di Paule Ka, presentata dalla direttrice creativa Alithia Spuri-Zampetti, è un omaggio alla storia francese.

Capi strutturati, caratterizzati da onde e frange, realizzati con tessuti pregiati, seguono le linee del corpo. I fasti di Versailles sono qua riproposti in moderni abitini al ginocchio. Il candore del bianco forma una solida base dalla quale si evolvono tweed e sete ricercate. Un walzer di silhouette classiche proiettate verso il futuro.

Gli anni ’80 tornano a splendere sulla passerella di Yves Saint Laurent. Anthony Vaccarello firma questa collezione estremamente romantica e sensuale. Pelle, velluto e chiffon per gli abiti dall’animo rock. Le spalle bombate e le profonde scollature si sposano alla perfezione con gli stivali alti in vernice. Un gioco di see-through dress in cristalli, per donne coraggiose e sofisticate.

Femminile e discreta la collezione di Rochas. Il direttore artistico, Alessandro Dell’Acqua, riapre gli archivi della maison mandando in passerella capi che riprendono le linee essenziali e pulite che l’hanno resa celebre in tutto il mondo. Gli abiti sofisticati e dai tessuti impalpabili, come crêpe de chine e chiffon sono impreziositi da micro rouches. Focus sulle stampe: giardini segreti rivivono su capi e calzature con plateau fermate alla caviglia da un cinturino.

Un salto da una decade all’altra, ma la linea comune è sempre la stessa: eleganza. Una collezione rock per Balmain, che abbraccia gli anni ’90 portando in passerelle donne guerriere forti e coraggiose. Una cura per i dettagli: mosaici in pelle si intrecciano con coccodrillo, piume e serpente. Echi da terre lontane risplendono sui capi fermati in vita da alte cinture che come armature donano grinta ed enfatizzano il punto vita.

Il blu e le sue sfumature diventano protagoniste della nuova collezione ready to wear disegnata da Maria Grazia Chiuri per Dior. La profondità di questo colore e la sua valenza sociale affascinano la stilista che lo utilizza declinato in tutte e sue sfumature. Street sophistication per questi capi, dove le linee classiche della Maison vengono rielaborate su giacche militari, mantelle, cappe e bomber. Il blu non ha nulla da invidiare al nero. Ed è assolutamente vero. La stilista si lascia sedurre da questa nuance e la propone contaminata da una vena sportwear, con una precisa sofisticatezza in tipico stile Dior. Notti stellate si posano su abiti in tulle e velluto, dalle spalline sottili, e le tute in jeans diventano couture. Una sperimentazione audace, ma ancorata alla tradizione.

Al centro dell’opera di Gvasalia per Balenciaga c’è il corpo e le sue forme. Una processione di abiti da ballo segnano il ritorno del brand nella storia dell’haute couture. Una selezione di forme e volumi reinterpretate in chiave moderna con l’aggiunta di pratiche tasche. Lunghi stivali colorati catturano l’attenzione. Le forme over di capispalla cocoon e maglioni seguono le collezioni precedenti.

Un incontro di opposti per creare il nuovo. Pierpaolo Piccioli per Valentino ha una sua idea di moda. L’arte rinascimentale si fonde a quella dei mobili Memphis degli anni ’80. Sulla carta, questi stili non hanno nulla in comune, ma il risultato è stato eccezionale. Le linee lunghe degli abiti, i colli alti, austeri, firma del brand, si sposano con stampe, numeri, simboli, mani colorate. Un incontro tra rigore e classicismo e abiti pop per celebrare il futuro che verrà.

Phoebe Philo per Céline racconta un’eleganza versatile, enfatizzata dal set realizzato in collaborazione con l’artista Philippe Parreno. Un carosello di modelle si muove coreograficamente, per creare una confusione artistica. Una moda sofisticata, timeless che parla alle donne. Camicie a righe, giacche da smoking lunghe, in pieno stile Céline, e molte varianti di trench hanno trasformato la passerella in uno spaccato di vita quotidiana. Grandi tote-bags in nylon si portano a spalla. Minimal, ma molto capiente. Una collezione pragmatica, perfetta in ogni situazione. Il focus? Come nuovi accessori, le stole in lana sono poggiate sul braccio.

Nella collezione di Giambattista Valli si respira l’allure romantica e melanconica della città. Come una lettera d’amore, racconta Parigi e le parigine. Il ritmo è scandito da balze e rouches, che vivono su abiti ultra femminili. La sensualità enfatizzata dalle trasparenze, e dalla scelta del rosso scarlatto è in contrapposizione ai leggings rubati al mondo dello sportswear e portati con camicie in taffetà. Un mix vincente e moderno.

La collezione di Hermès, una delle più attese della settimana, rilegge l’outdoor in chiave couture riprendendo l’heritage della Maison. Cappe salmone, profilate in pelle color lampone si accostano a maxi-coat in lana. Giacche in suede e maglioncini tricot nelle tonalità del cammello, beige, ambra e bianco latte, costituiscono il vocabolario del marchio francese.

I misteriosi poteri della natura hanno influenzato molto il lavoro di Sarah Burton. La Cornovaglia, gli antichi riti e il Medioevo intrinseco di riti pagani costituiscono il tema della collezione disegnata per McQueen. Cappotti in pelle, abiti in pizzo lavorato, simboli celesti risplendono sui lunghi abiti. Una collezione che rilegge il passato della Gran Bretagna e l’energia ancestrale.

Il count- down è cominciato per Maison Chanel, che ha trasformato il Grand Palais nell’Agence Spatiale di Gabrielle Chanel, ed è pronta per lanciarsi in una nuova missione interstellare. Gli iconici tailleur in tweed diventano futuristici. L’equipaggio della navicella spaziale indossa stivali che risplendono di bagliori metallici. I bermuda, i completi in pelle argentata e le mantelline matelassé coesistono con gli abiti da sera in chiffon bianchi e neri, decorati da galassie di perle e borse satellite alla mano. E sulle note di Rocket Man di Elton John, il razzo si solleva da terra emozionando il pubblico che si prepara a salutare il capitano, l’unico e inimitabile Karl Lagerfeld.

Una location di tutto rispetto per Louis Vuitton, che chiude la Paris Fahion Week al Louvre.

Uno dei più celebri musei del mondo spalanca le porte alla Maison, e Nicolas Ghesquière continua a costruire il guardaroba del marchio. Una carrellata di minidress in seta fioriti e colori metallici sono accompagnati da stole e giacche in jeans azzurro e shearling. Mosaici di pelliccia presenti in molti look sfilano tra le sculture neoclassiche e ci danno l’arrivederci alla prossima stagione.