I bauli sono oggetti profondamente legati a un modo di vivere contemporaneo, in cui la mobilità è un dato di fatto. E Au Départ e Dimorestudio si sono messi al lavoro per raccontare una storia.

Au Départ Champagne
Au Départ Champagne

Non è indifferente il modo con cui si racconta una storia, perché il percorso che si sceglie indica già il punto di arrivo. Se poi la storia da raccontare è quella di Au Dèpart, un marchio fondato nel 1834 che già alla nascita era sinonimo di lusso, di ricercatezza, di eleganza, ma anche di modernità e tecnologia, allora la modalità diventa sostanza.

Impossibile dire se andava aggiunto o tolto qualcosa, perché in realtà quello che abbiamo inserito è il frutto della selezione del nostro punto di vista. Non è una operazione nostalgica ma un esperimento di grande forza creativa” affermano Emiliano Salci e Britt Moran, i fondatori di Dimorestudio, mentre pensavano ad un allestimento in un’architettura razionalista e dimenticata per un’installazione -evento per il Salone del Mobile per rilanciare a livello mondiale Au Dèpart. E proseguire con una collaborazione articolata che prevede la realizzazione dell’atelier dell’azienda e del nuovo showroom/boutique, entrambi a Parigi.

Installazione Dimorestudio
Installazione Dimorestudio

L’esposizione al Salone, quindi, era un racconto, una narrazione su tre livelli che si trasformava in un tributo alle origini di questo marchio francese, ma rappresentava anche un risarcimento alla chiusura dell’azienda nel 1976.

Eppure, sottolineano Dimorestudio “Au Départ ha seguito uomini e donne di grandissima parte dell’800 e inizio dell’900 in una dimensione che è stata da subito inclusiva e apprezzata, per questo abbiamo scelto cinque bauli d’epoca e tradurli in un linguaggio nuovo, dove i piani di lettura si moltiplicano e si intrecciano in un gioco di rimandi colto e sorprendente.

Installazione Dimorestudio
Installazione Dimorestudio

In origine Au Départ era un produttore di valigerie e di articoli da viaggio: il nome venne scelto per la collocazione del primo negozio davanti alla Gare du Nord di Parigi, che era stata inaugurata nel 1833. Nel 1871 l’azienda venne rilevata dai fratelli Ernest e Paul Bertin, che appena tre anni dopo, nel 1874, aprono un secondo punto vendita in Avenue de l’Opéra, il luogo che divenne l’epicentro della Parigi elegante, con caffè, grandi magazzini destinati a diventare leggenda. E al centro di tutto l’edificio monumentale dell’Opéra Garnier, che verrà inaugurato trionfalmente l’anno successivo.

E qui che parte il loro racconto con la nascita di una serie di invenzioni e di brevetti per la costruzione di bauli e per la perfetta impermeabilizzazione delle pelli che instaurano un dialogo tra stile e lusso per approdare ad una realizzazione di un’immagine che colpisce per la sua modernità.

Così come la creazione del logo attuale della Maison che è ispirato proprio a quello disegnato da Yan Bernard Dyl, realizzato negli anni Venti del 20esimo secolo.

Au Départ_game box
Au Départ Game Box

Una premessa, questa, per capire l’importanza del racconto Au Dèpart, e della sua storia che analizza quello che i designer Dimorestudio chiamano il periodo seminale della storia degli accessori da viaggio.

Infatti l’allestimento parte proprio con una parete di valigie e bauli, tutti pezzi d’epoca. Per poi accedere al primo piano a cinque postazioni video immerse in un ambiente totalmente nero, dove immagini in rapida successione lanciano una miriade di indizi visivi, come misteriosi messaggi subliminali. Non a caso che il nucleo del progetto si raggiunge al piano successivo dove su cinque plinti sono esposti altrettanti bauli antichi, originali e con stile diverso tra di loro.

Au Dèpart è il punto di vista privilegiato di una narrazione della cultura del viaggio che si allontana dagli stereotipi e dai vecchi contenitori e affronta un modo di vivere contemporaneo, in cui la mobilità è uno stato di fatto.

Au Départ dettagli
Salone del Mobile 2019

Così abbiamo da una parte la tradizione con i suoi rinnovamenti interni e dall’altra l’innovazione con le sue costanti implicite; da un lato il classicismo dall’altro il modernismo. Bisogna credere che la società contemporanea abbia bisogno di questo duello, poiché essa si ingegna, almeno da quando è nata la moda, ad allargarlo a tutti i campi dell’arte, e sotto una infinita varietà di forme; e se esso esplode oggi nella moda o nel design, con una nitidezza eccezionale, è perché la moda è anch’essa un’arte, allo stesso titolo della letteratura, della pittura e della musica.

Au Départ_whisky trunk
Au Départ Wisky

Di più, il match Au Dèpart e Dimorestudio ci insegna o ci conferma questo: oggi, grazie al formidabile sviluppo dei mezzi di diffusione, la moda non è soltanto ciò che la gente compra o indossa; è anche ciò che la gente guardano e leggono: le invenzioni dei nostri sarti, designers o comunicatori piacciono o irritano esattamente come un romanzo, un film, una musica.

Proiettiamo sui bauli di Au Dèpart e sui progetti di Dimorestudio tutto il fenomeno credenze, pregiudizi, sentimenti e resistenze, in breve tutta quella storia di sé stessi che si chiama, con una parola forse un po’ troppo semplice – il gusto della raffinatezza.

Au Dèpart
Installazione Dimorestudio