Nel 2026 l’occhiale smette di essere un accessorio di contorno per tornare a occupare una posizione centrale nel linguaggio dello stile. Le tendenze emerse nell’ultima edizione di MIDO raccontano un settore che ha superato la fase dell’effetto per ritrovare misura, contenuto e intenzione. L’eyewear diventa uno strumento di autorappresentazione.
Materia, heritage, tempo
Una delle direttrici più evidenti è il recupero dell’occhiale come oggetto di valore, in cui il design si intreccia alla memoria e alla qualità della manifattura. Metalli lavorati, dettagli riconoscibili, riferimenti culturali espliciti restituiscono all’eyewear una dimensione quasi rituale.
In questo contesto si colloca Bvlgari, che continua a tradurre il proprio patrimonio orafo e orologiero in montature dall’estetica solida e simbolica, così come Brunello Cucinelli, dove il titanio, l’acetato e il corno naturale vengono trattati con un approccio essenziale, mai esibito. A completare questo scenario, Persol riafferma un’idea di heritage funzionale, sospesa tra identità storica e uso quotidiano.
Bvlgari
Brunello Cucinelli
Persol
Estetica di semplificazione
Accanto al valore materico, emerge un’idea di stile più sottile. Un’estetica costruita sulla sottrazione.
È il territorio di Oliver Peoples, che attraverso il progetto dedicato a Paul Newman riporta l’attenzione su un modo di indossare l’occhiale come gesto naturale, parte di un’attitudine più che di un’immagine. Nello stesso solco si inserisce tbd eyewear, con un linguaggio che privilegia proporzioni corrette, design senza tempo e una classicità pensata per durare.
Oliver Peoples
tbd eyewear
Archetipi rivisti
Cat-eye, rettangolari, profili netti tornano centrali, privati dell’eccesso nostalgico e restituiti a una contemporaneità più asciutta. Miu Miu lavora su un’estetica che guarda ai primi anni Duemila con lucidità, trasformando l’occhiale in un segno immediato ma controllato. Michael Kors sceglie invece una via più dichiarata, dove il cat-eye si rafforza attraverso angolature nette e dettagli metallici che definiscono una femminilità sicura. Roberto Cavalli e la sua geometria regala potere femminile allo sguardo, valorizzandolo.
Miu Miu
Michael Kors
Roberto Cavalli
Il volto come superficie espressiva
Cresce anche una dimensione più grafica dell’eyewear, in cui l’occhiale diventa un elemento visivo forte, pensato per dialogare direttamente con il linguaggio della moda.
È una direzione che Emporio Armani esplora con modelli visti in passerella: volumi importanti, aste decise, dettagli simbolici. Occhiali che non accompagnano il look, ma lo definiscono.

Emporio Armani
Il lusso dell’invisibile
In netto contrasto con l’espressività più evidente, il 2026 conferma anche una tendenza opposta: quella dell’eyewear che quasi scompare, lasciando spazio all’esperienza. Silhouette incarna questa visione attraverso montature impalpabili, materiali sostenibili e una tecnologia ottica integrata in modo discreto. Un’idea di lusso tangibile.

Silhouette
Viaggio, funzione, durata
Infine, l’eyewear torna a essere oggetto di uso reale, pensato per accompagnare chi lo indossa nel tempo e nello spazio. Qui il racconto si intreccia con il viaggio, la performance e la manifattura. È l’approccio di L.G.R., che unisce immaginario culturale e ricerca ottica, e della collaborazione con Kiton, dove la sartorialità si traduce in funzionalità ed equilibrio formale.



















