È piuttosto vero che nelle tendenze della moda si verifichi il ritorno del bel vestire. Anche se con differenze di forma e di significato non di poco conto.

Il Bel Vestire courtesy by imaxtre
Courtesy by Imaxtree

“Lo stile è avere coraggio delle proprie scelte, e anche il coraggio di dire di no. È gusto e cultura”. Giorgio Armani

La distanza temporale del Bel Vestire

Negli Anni Cinquanta e Sessanta il bel vestire, come corrente di pensiero sociale e anche nella moda, voleva dire calzoni lunghi con la piega impeccabile e camicia a tinta unita o a righe col colletto perfettamente stirato senza dimenticare il cappello.

Il bel vestire attuale, quello che con un’improvvisa apparizione si è già fatto notare nelle collezioni maschili dell’autunno-inverno 2019-2020, sembra voglia significare piuttosto rieducazione e recupero. La distanza temporale tra i due significati di bel vestire, quello concettuale dell’age d’or e quello attuale, abbraccia poco più di due decenni e stato tutto nell’aggettivo che definisce il primo.

E’ cioè, se nei Novanta la tendenza è arrivata a ripulire gli eccessi, le stravaganze, il sovraccarico e il troppo del Barocco Glam degli anni Ottanta, quella di oggi reagisce a una certa rilassamento che nei modi dell’abbigliamento ha portato a una malintesa abitudine ad adottare l’outdoor o sportswear in ogni modo, maniera e occasione.

Il Bel Vestire: Brunello Cucinelli
Brunello Cucinelli

L’arte del Bel Vestire

Sartoriale è l’uomo di Brunello Cucinelli con i pantaloni stretti, che toccano e non toccano la scarpa, la giacca comoda in alto per consentire la massima libertà dei movimenti ma stretta in basso per evidenziare contemporaneamente i glutei e il torace.

Il Bel Vestire: Emporio Armani
Emporio Armani

L’autenticità del Bel Vestire

L’autenticità di Giorgio Armani per Emporio Armani che allinea i pesi e le leggerezze dei tessuti come il parka in montone che sembra leggero come una piuma, le giacche aggiustate al busto e maglioni sovrapposti su pantaloni morbidi che si stringono talvolta con una coulisse in vita.

I cappotti imbottiti o in lana punto pelliccia (i classici mongolia), i maglioni più lunghi oltre i fianchi, giubbotti in lana di pelo arricciato, i classici tagli di abiti in velluto stampato.

Il Bel Vestire: Pal Zileri
Pal Zileri

Le regole moderne del Bel Vestire

Le regole del tailoring che non sono ortodossia servono a decretare una moda orientata a costruire un ragionamento che spiega non solo la creatività ma anche il significato che s’impregna nei vestiti. Un concetto riportato da Rocco Iannone per Pal Zileri presentando una collezione dove il colloquio del bel vestire del passato si unisce all’attualità senza scadere nella nostalgia.

I tessuti della sartoria maschile e quelli in prestito dalla Couture femminile (seta e velluto) sono utilizzati nelle giacche dal taglio preciso in tessuto gessato, nei pantaloni in velluto a coste grosse bianco che illuminano il cappotto in lana cammello o a quadretti. È l’istinto del classico e armonico che si riflette in quella grande arte manuale italiana, che funziona come ancora di salvezza dall’omologazione.

Il Bel Vestire: Prada
Prada

La sensibilità maschile del Bel Vestire

Che è una trappola a cui Miuccia Prada oppone l’abbattimento dei cliché borghesi per parlarci di una moda maschile che esalta la sensibilità maschile del bel vestire. Da una parte ci sono i severi tagli sartoriali delle giacche e cappotti a doppio petto stretti alla vita e al busto, dall’altra le camicie bianche e azzurre e i pantaloni che si fermano sopra la caviglia per evidenziare le scarpe stringate con tomaia a contrasto.

Va comunque tenuto presente che questa seconda ondata del bel vestire ravvicinata è appena agli albori e quindi merita ancora un po’ distacco prospettico per poter essere meglio decodificata.

Il Bel Vestire: Lardini
Lardini

Il Bel Vestire urbano

Al netto di questo limite, però, si può dire che il bel vestire odierno non ha una base ideologica come il suo predecessore, arrivato quando il consumatore finale, diventato più consapevole e libero dall’obbligo sociale o della griffe di riferimento gridata, matura finalmente una vera ribellione nei confronti dell’ostentazione fine a se stessa che evidenzia una pochezza se non l’assenza totale, dei contenuti o della scelta.

Il Bel Vestire: Tagliatore
Tagliatore

L’inconfondibile stile del Bel Vestire

Questo fa in modo che la fase prima del Bel Vestire abbia prodotto un’infinita di apporti positivi. Dall’immissione a pieno titolo dell’outdoor e sportswear in un concetto di moda che non arriva dallo sport o dal tempo libero ma era concepita nel segreto degli uffici stile delle varie Maison.

Il che non è poco. Si acquisiscono fogge, tessuti, funzioni, logiche d’indossato prima guardate dall’alto in basso. Le menti più illuminate invece ne fanno tesoro e generano il nuovo guardaroba del bel vestire, che si sa, piace a tutti, per scelta di eleganza e qualità.

Il Bel Vestire: Sartoria La Torre
Sartoria La Torre

Ma poi c’è anche il rovescio della medaglia che non manca mai.
E in questo caso è una deriva iconoclasta che produce confusione, commistioni dubbie, e deviazioni anche pesanti dal dovere del buongusto.

Insomma, genera un bel po’ di problemi: il troppo diventa troppo poco, tutto insieme e, molto peggio.

Questa seconda fase attuale, invece, sembra far tesoro di ciò che ha maturato nel frattempo.

Un certo ritorno all’eleganza, dove la sbornia radical chic, il piacere del vestire bene ma semplice, il cosiddetto normcore, si aggiunge all’apprezzatissimo ritorno del buon taglio e della buona forma che ridiventa normale e ha quella valenza di una certa semplificazione.

Il Bel Vestire: Paoloni
Paoloni

La camicia bianca un must-have del Bel Vestire

La camicia bianca? Ben venga, ma non disperatamente attraversata stampe e ricami, semmai totalmente bianca portata con una giacca che cade come si deve.

Il tutto nero o blu-notte per la sera? Nessuno lo disprezza. Purché non sia la copia di una tunica ecclesiastica, modello Santa Sede.  Il gioco damier bianco e nero tra completo e camicia è un senza tempo.

Il Bel Vestire: Kiton
Kiton

C’è l’uomo formale e l’uomo che vuole osare. Ma non sempre sono due uomini diversi. Si può essere solo uno o solo l’altro, ma si può essere l’uno e l’altro. Si può amare solo gli abiti di sartoria o solo quelli che esprimono la moda liberata dai canoni antichi, ma anche cercare punti di contatto in una sartoria che si unisce alla tecnologia.

Si può sembrare usciti dell’armadio del nonno o volere rappresentare il tempo in cui si vive. La moda maschile offre mille possibilità. Basta scegliere, se si ha l’educazione alla scelta.

Il Bel Vestire courtesy by imaxtre
Courtesy by Imaxtree