A Villa Nazionale Pisani a Stra, fino al 3 Novembre, in mostra gli scatti di Cameraphoto che raccontano il genio di Christian Dior e il grande “Bal Oriental” a Palazzo Labia. Una mostra di grande importanza, che mette in evidenza l’inestimabile patrimonio dell’archivio fotografico di Cameraphoto.

Venezia 1951: The place to be

1951. Un anno magico per Venezia. Gli scorci più intriganti della città sono protagonisti degli scatti delle campagne internazionali che hanno messo in evidenza la collezione di quello che è il sarto più popolare del momento: Christian Dior. Un dialogo serrato tra i palazzi e i canali veneziani e le modelle vestite Dior. Un duetto sincrono ed emozionante tra le grandi creazioni del sarto francese e le bellezze più famose della città.

Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto credits Vittorio Pavan
Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto_ credits Vittorio Pavan

Il 3 settembre dello stesso anno si celebrò a Palazzo Labia il “Ballo del Secolo”. Un momento importante per i più grandi stilisti dell’epoca: dallo stesso Dior, Dalì, il giovanissimo Cardin, Nina Ricci furono tutti chiamati per creare e ideare i costumi per gli illustri ospiti e per i loro levrieri.

Il ballo in maschera Bal Oriental voluto da Don Carlos de Beistegui y de Yturbe, definito popolarmente il Conte di Montecristo richiamò dai 5 continenti un migliaio di protagonisti del jet set. Ad accoglierli, in mezzo a nuvole di ballerine e Arlecchini, il padrone di casa che, camminando su piattaforme alte 40 centimetri, dominava abbigliato da Re Sole. Erede di una immensa fortuna creata in Messico, viveva tra Parigi, dove possedeva una casa disegnata da Le Courbusier e decorata da Salvador Dalì, e un castello di campagna. Aveva acquistato e restaurato Palazzo Labia ed ora lo offriva ai suoi amici.

Un evento unico ed eccezionale, che riverberò nel mondo i fasti del Settecento Veneziano.

Contessa Ludovica Doria di Milano e Conte Paolo Labia di Roma Archivio Cameraphoto credits Vittorio Pavan
Contessa Ludovica Doria di Milano e Conte Paolo Labia di Roma_Archivio Cameraphoto_ credits Vittorio Pavan

Silenziosi testimoni, i fotografi di Cameraphoto, l’agenzia fotografica veneziana fondata nel ’46 da Dino Jarach, che in quegli anni documentava con grande attenzione e minuzia tutto ciò che accadeva in città e non solo.
Così oggi, grazie alla volontà di Vittorio Pavan, attuale conservatore dell’imponente Archivio di Cameraphoto e di Daniele Ferrara, Direttore del Polo Museale Veneto, le immagini di quei due storici avvenimenti sono esposte al pubblico in una location straordinaria, Villa Nazionale Pisani a Stra, la “Regina” delle Ville Venete. In ogni scatto, c’è una nuova storia raccontata.

Grazie ai preziosi e meravigliosi affreschi di Giambattista Tiepolo le 40 immagini scelte ed esposte vengono valorizzate e l’abilità sartoriale di Christian Dior è nuovamente celebrata.

Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto credits Vittorio Pavan
Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto_ credits Vittorio Pavan

Ma chi è stato Christian Dior?

Pochi gli stilisti che nel primo dopoguerrano furono in grado di tutelare la moda. Il suo nome era sulla bocca di tutti, le sue collezioni erano fortemente attese e contese nel mondo. Si valuta che solo per vedere (e acquistare) le sue proposte sorvolassero l’Oceano, ogni anno, 25 mila persone. Ogni suo cambiamento di linea (e ogni stagione ne imponeva uno) veniva accolto con entusiasmo e con critiche feroci, a seconda se si appartenesse al suo “clan” o ad intessi contrapposti.
In ogni caso, nessuna donna che volesse essere alla moda poteva ignorare i dettami del couturier parigino di Avenue Montaigne, una Maison che, nata da appena 5 anni, impegnava già oltre un migliaio di collaboratori. Il suo New look si evolveva stagione dopo stagione. Nel 1950 aveva imposto la Linea Verticale, nel ’51 – come documentano le immagini esposte in Villa Pisani – la donna non poteva che vestire in Ovale: spalle arrotondate e maniche a raglan, tessuti modellati sino a diventare una seconda pelle. Complemento indispensabile, il cappellino, per cui Dior si ispirò, quell’anno, ai copricapi dei coolies, alla cinese quindi.
Per l’autunno, creò invece la linea “Princesse” in cui la vita dava l’illusione di estendersi sino a sotto il seno.
Nelle immagini di Cameraphoto le bellissime modelle vestite da Dior duettano con Venezia. Canali, chiese, palazzi non sono mai un puro sfondo ma protagonisti alla pari delle creazioni del grande sarto.

Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto credits Vittorio Pavan
Dior a Venezia nel 1951, Archivio Cameraphoto_ credits Vittorio Pavan