L’Haute Couture sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Con il debutto di Matthieu Blazy chez Chanel e J.W.Anderson da Dior, i designer millennial fanno il loro ingresso ufficiale nel mondo dell’Alta Moda, portando una visione personale e contemporanea di ciò che oggi rappresenta la couture. Esercizio di stile, certo, ma anche valorizzazione delle maestranze, del savoir-faire e dell’artigianalità. A questo si aggiunge un twist moderno, capace di parlare alle nuove generazioni e alla voglia di essere sé stesse attraverso un abito realizzato da sarte, lontano dalla copia seriale.
La voglia di distinguersi è sempre più forte. Oggi l’unicità si manifesta nei dettagli — dagli sticker ai charms sulle borse — ma nella Couture assume una dimensione più profonda. Dal ricamo al dettaglio unico, l’abito diventa una forma di personalizzazione di sé. Non esiste un giusto o sbagliato, ma un’espressione autentica dell’individuo.
Epifania tradotta in Couture
Da Schiaparelli, Daniel Roseberry continua a interpretare e a far rivivere il rêve di Elsa. Il cuore pulsante della collezione nasce da un’esperienza quasi mistica: la visita alla Cappella Sistina a Roma. È da questa epifania che Roseberry costruisce capi ibridi, silhouettes velenose, “infantas terribles” che sfidano gravità e tradizione. Scorpioni, serpenti e chimere diventano archetipi classici contaminati da una nuova intensità poetica.

Schiaparelli Haute Couture SS2026
La celebrazione delle maestranze è totale: pizzi tagliati a mano trasformati in bassorilievi tridimensionali, piume dipinte e resinificate, tulle neon stratificati sotto il pizzo per creare effetti di sfumato. Ogni look ha un nome, una personalità, un’anima. Gli accessori — teste di uccelli scolpite in seta, resina e perle — rendono omaggio alla fascinazione di Elsa per il mondo animale, tra mare e cielo, sogno e surrealismo.

Schiaparelli Haute Couture SS2026
Un racconto in divenire ispirato alla natura
Con Dior, la Haute Couture Printemps-Été 2026 segna il debutto di Jonathan Anderson, che affronta l’alta moda come un laboratorio di idee, urgente e preciso. La sua visione parte da un principio chiave: la natura come sistema in continuo movimento. La collezione prende forma come un cabinet de curiosités, dove meteoriti, fossili, tessuti francesi del XVIII secolo e miniature antiche diventano oggetti catalizzatori.

Dior Haute Couture SS2026
Il dialogo tra passato e presente è costante. I ciclamini donati da John Galliano diventano simbolo di trasmissione creativa, mentre le opere della ceramista Magdalene Odundo influenzano volumi e proporzioni. Le forme ondulano su strutture rigorose, la mano del couturier trasforma il micro in macro: fiori intagliati nella seta, ricami miniaturizzati, organze e mousseline sfrangiate come piume.

Dior Haute Couture SS2026
Accessori, borse e gioielli entrano nei capi come oggetti scultorei, spesso realizzati con materiali rarissimi o frammenti di meteorite. Un progetto che si estende oltre la passerella e trova spazio al Musée Rodin, dove l’Alta Moda dialoga con l’arte per ispirare le nuove generazioni.
Elie Saab e le sue Golden Summer Nights of ’71
Con Elie Saab, la couture Primavera-Estate 2026 diventa un racconto cinematografico. Golden Summer Nights of ’71 è un viaggio sensuale tra Milos e Marrakech, dove l’alta moda incontra un’anima edonistica, ispirata al jet-set anni Settanta e a una femminilità libera e magnetica.

Elie Saab Haute Couture SS2026
La musa di Elie Saab è una nomade radiosa. L’auto-espressione è tutto: la pelle si indossa come un gioiello, le texture intrecciate dialogano con stampe astratte, i motivi etnici esplodono in cascate di cristalli. Argento e oro si mescolano senza gerarchie, mentre gli abiti sorprendono con schiene nude ricamate come fossero ornamenti preziosi.

Elie Saab Haute Couture SS2026
La maestria sartoriale si manifesta in chiffon ombré che muta colore con il movimento, mesh metalliche che riflettono la luce come stelle, stratificazioni audaci — gilet lunghi, cappotti piumati, sovrapposizioni inaspettate. E poi la sposa: uno slip dress beige rosé, ricamato di pietre e pizzo, leggero come aria e prezioso come un gioiello. Una visione eterea che incarna l’essenza della collezione: cinematografica, ma senza sforzo.
Alexis Mabille: la couture come esperienza immersiva
Per Alexis Mabille, la couture nasce dall’incontro tra mente e mano ed è un patrimonio vivo, da riprogrammare costantemente. La collezione si muove in questa direzione, abbracciando l’innovazione tecnologica senza mai perdere di vista l’essenziale. Il processo creativo parte dall’intuizione, dal disegno di una silhouette che prende corpo come in atelier, dove il volume trova equilibrio e la precisione diventa sentimento.

Alexis Mabille Haute Couture SS2026
Questa stagione celebra la diversità e la luminosità delle personalità che hanno scelto Mabille nel corso di vent’anni, trasformando la presentazione in un’esperienza immersiva e quasi narrativa. Tra reale e virtuale, tradizione sartoriale e nuovi strumenti, la sua couture invita a guardare la creazione con occhi diversi, riaffermando il suo ruolo di spazio di libertà e sperimentazione.

Alexis Mabille Haute Couture SS2026
Georges Hobeika: la couture come atto d’amore
Con Georges Hobeika, la couture si fa linguaggio emotivo universale. L’AMOUR, titolo della collezione, è una riflessione intima e profonda sul senso stesso dell’esistenza: amare per comprendere, amare per essere umani. L’amore, racconta Hobeika, è vulnerabilità e forza insieme, è il luogo in cui si scopre una forma autentica di libertà.

Georges Hobeika Haute Couture SS2026
La collezione si sviluppa come un’esperienza quasi sacra, che invita a portare nel mondo ciò che si è compreso: la tenerezza, la presenza, il gesto silenzioso ma necessario. La couture non è qui contemplazione, ma dono. Attraverso abiti che diventano estensione di emozioni profonde, Hobeika riafferma la moda come atto di connessione, capace di unire corpo e spirito, individuo e collettività, in un continuo tendere verso l’altro.

Georges Hobeika Haute Couture SS2026
Valentino: Specula Mundi
Con Valentino, la Haute Couture 2026 diventa una riflessione sul vedere e sul tempo. Specula Mundi si ispira al Kaiserpanorama ottocentesco, antico dispositivo ottico che educava lo sguardo alla lentezza e alla contemplazione, riattivato oggi come strumento critico per interrogare il nostro rapporto con l’immagine.

Valentino Haute Couture SS2026
In un’epoca dominata dalla sovraesposizione visiva, la couture di Valentino propone una temporalità diversa, fatta di attenzione e prossimità. L’abito è fatto per essere osservato, un incontro singolare. Il cinema, inteso come archivio mitologico di icone e gesti, attraversa la collezione trasformando le silhouette in nuove epifanie, sospese tra arcaico e contemporaneo.











