Un temperamento unico e una visione presa in prestito dagli artisti della Pop Art. La creatività gli scorre nelle vene, e l’ambizione l’ha portato ad uscire da una piccola fattoria di Kansas City, nel Missouri, per diventare quello che oggi tutti conosciamo: Jeremy Scott. Lo abbiamo ritrovato a New York, per la Fashion Week, più irriverente che mai, con il suo brand omonimo e la collezione Spring Summer 2020.

Da Kansas City alla fama globale. Il viaggio di Jeremy Scott

 La storia di Jeremy Scott fa luccicare gli occhi. Tutto ciò che oggi possiede: fama, notorietà, successo, lo deve al suo talento, perché di questo si tratta. Classe 1975 si è fatto largo nel mondo della moda studiandolo da vicino, con i pochi mezzi a disposizione, sin da bambino. Dopo il liceo, studia moda a New York e, terminati gli studi, si trasferisce a Parigi, dove, dopo aver vissuto per strada per un periodo indefinito, si fa notare per un taglio di capelli eccentrico. Nel 1997 dà vita al proprio brand omonimo. E’ l’inizio di un nuovo percorso. Gli abiti proposti, e realizzati con materiali insoliti, catturano l’attenzione e lo incorniciano come enfant prodige. Finalmente il successo arriva nel 2002, quando disegna per Adidas una capsule collection. Nel 2013, Jeremy Scott prende il posto di Rossella Jardini, stilista di Moschino, portando alla Maison un’incredibile ventata di novità e la stessa identità che si era diluita nel corso del tempo. Il resto è storia.

Jeremy Scott
Jeremy Scott

Colore e vitalità. Le carte vincenti di Jeremy Scott

Jeremy Scott lascia un segno indelebile nella mente di chi guarda le sue collezioni. Il colore e la vitalità di ogni suo capo costituiscono le carte vincenti dell’eclettico designer. Un’identità che lo contraddistingue e che appartiene alla gente che apprezza le sue sfilate. Artista, designer, comunicatore, fan, icona pop. Mille e più aggettivi per descrivere un uomo straordinario, eterno Peter Pan, che racconta con la forza evocativa del colore e l’energia di una sfilata le tendenze del momento non solo in termini di fashion, ma ciò che è più cult al momento.

Jeremy Scott SS2020
Jeremy Scott SS2020

L’eclettismo secondo Jeremy Scott alla New York Fashion Week.

 

A New York lo abbiamo visto venerdì scorso sulla passerella degli Spring’s Studios per presentare la nuova collezione del brand omonimo ispirata a un viaggio intergalattico e lo ritroveremo giovedì 19 settembre, a Milano per Moschino. Gli anni ’80 e la loro stravaganza sono riportati in auge dai look proposti in chiave glam rock. Gli abiti tempestati di paillettes, cristalli Swarovski, presentano maniche a sbuffo voluminose. Le parrucche fluo con frangia sono prese in prestito dalle Jem and the Holograms, la band dei cartoni animati dell’infanzia, così come il trucco audace. Fantascienza kitch e new wave sono rielaborati in abiti con manichine a sbuffo animalier. Colori fluo e vibranti dominano la collezione della prossima estate, mentre blazer e cappotti metallizzati non perdono di vista i dettagli sartoriali. Ai piedi, maxi cuissards in pelle metallizzata giocano con gli abitini dai tagli couture. Un viaggio lontano, interstellare, che la fantasia di un Jeremy Scott eclettico ci fa compiere. Sogni ad occhi aperti, divenuti finalmente realtà, di un giovane ormai adulto.

Jeremy Scott SS2020
Jeremy Scott SS2020