Tra tradizioni, storia, cultura e sapori, il 30 settembre è andata in scena a Grottaglie, in Puglia, l’ottava edizione di Passerella Mediterranea – Donne non Pupe.
Un weekend di ottobre che profuma d’estate.; nel cuore della Puglia, dove la macchia mediterranea incontra il mare e tutto sa di buono. Qui è andata in scena la kermesse Passerella Mediterranea – Donne non Pupe: non solo un appuntamento con la moda, che da otto anni si ripete e si rinnova, ma soprattutto sinonimo di empowerment femminile. Dal 30 al 2 ottobre, la manifestazione ha riconfermato, e valorizzato la ricchezza di un territorio attraversato da arti, cultura e artigianato. La Puglia, contesto emozionante e autentico, ha saputo dare voce alle sue eccellenze nei diversi campi che da sempre sono apprezzate sia in Italia che all’estero. Tre giorni durante i quali è stato possibile vivere da protagonisti le masserie, luoghi storici, oggi divenute strutture di ricezione alberghiera rinomate, e scoprire uno dei più antichi riti che gli sposi erano soliti fare: la vendemmia e la pigiatura dell’uva a ritmo della Taranta. Un connubio che ha unito l’amore e la tradizione portata avanti nel corso del tempo. La pizzica e il suo ritmo hanno poi scandito i momenti del weekend, ricordandoci come la danza sia ancora un gioco di seduzione nel quale perdersi.

Credits Balena
Cinque sensi per un’unica experience
Un viaggio sensoriale a 360° tra le bellezze del territorio e in tutto ciò che lo caratterizza. Dai profumi e i sapori delle eccellenze enogastronomiche locali che hanno soddisfatto il gusto e l’olfatto; al ritmo della taranta e le musiche della Filarmonica dell’Accademia Athemis che hanno abbracciato l’udito. Il tatto, invece, è stato sollecitato dalle ceramiche della tradizione pugliese e dai magnifici tessuti e ricami fatti a mano degli abiti da sposa. In ultimo la vista, con paesaggi mozzafiato, luci e colori di un territorio da amare capace di toccare anche le corde dell’animo.

Credits Dametti
Carmela Comes e i suoi abiti da sposa da sogno
Cuore della kermesse, la sfilata degli abiti da sposa della designer Carmela Comes. Rania, il titolo della collezione 2024, è un omaggio alla Regina di Giordania, testimone di bellezza mediterranea e impegnata nella lotta a favore dei diritti umani e contro la violenza sulle donne. A fare da sfondo, il Chiostro del Carmine, luogo aperto solo in occasione delle giornate del FAI che per l’occasione è stato allestito da 12.000 fiori e Pupe in ceramica, simbolo della città e realizzate dalla Bottega artistica Marcello Fasano, che simboleggiano la forza femminile. I 25 abiti protagonisti del défilé, sono stati tutti realizzati a mano e rigorosamente Made in Italy. Tessuti pregiati, cristalli e giochi di trasparenze. Un susseguirsi di silhouette da quelle a sirena a scollature che esaltano la femminilità, passando poi alle gonne di tulle, taffetà, organza e pizzi per abbracciare una poesia tattile inaudita. A chiudere il defilé, l’abito in tripla organza sul quale sono stati stampati gli affreschi sacri del 1700 che adornano le volte del Chiostro del Carmine.

Un evento che ha evidenziato il legame a doppio filo con il territorio, le donne e l’importanza di tutelare le più fragili. Una vera e propria riflessione sull’imprenditoria femminile che ha evidenziato la necessità di sostenerla senza mai dimenticare la sua forza.











