Pitti Uomo 97 porta a Firenze la bandiera della sostenibilità. Fino a venerdì 10 gennaio, Fortezza da Basso sarà teatro di tendenze, ma non solo. Inclusività, sperimentazione e abbattimento di confini così la moda torna protagonista in una delle più importanti manifestazioni internazionali.

Linguaggi differenti, verso una nuova modernità

Tra nuovi brand e marchi storici si contano oltre 1200 aziende che fanno di Pitti Immagine Uomo la rassegna delle tendenze più importante, giunta alla sua 97esima edizione. Tessuti in movimento, fili che si intrecciano e collegano Paesi, identità e produttori di un’unica filiera. Linguaggi differenti, verso una nuova modernità. La sostenibilità diventa tema importante e sempre più preponderante perfino tra marchi storici come Daniele Fiesoli. Da vent’anni, questo brand, precursore del lusso sostenibile, festeggia le sue prime due decadi di attività̀ con uno speciale evento: la riedizione dello storico progetto green #upcycledcashmere. Il riutilizzo creativo e di qualità̀ della nobile fibra si trasforma in una collezione green, pensata per l’autunno inverno 2020/21, che scopre e si fonda sulla visione innovativa dell’omonimo imprenditore, che da tempo, valorizza le fibre riciclate.

Daniele Fiesoli
Daniele Fiesoli

In The Box. Manifesto di salvaguardia del pianeta

Le immagini satellitari dei cicloni e la natura incontaminata delle foreste pluviali diventano pattern e rendono omaggio alla bellezza della natura, alla sua potenza e fragilità. Realizzati con la preziosa tecnica jacquard, questi capi totalmente Made in Italy, sono firmati In The Box e costituiscono un vero e proprio manifesto di salvaguardia del Pianeta. L’alta qualità si individua nelle collezioni Autunno Inverno 2020/21, dove accenni vintage di disegni complessi, realizzati con minuziosa precisione artigianale, prendono vita sulle calze, accessorio base della collezione, per evolversi in un gioco di riproduzioni su felpe, cardigan in lana e cashmere, ma anche pull in lana e mohair.  Nulla si esaurisce in un unico ciclo produttivo. Dagli scarti delle calze e dei capi di abbigliamento nascono proposte patchwork pensate per raccontare, in una logica di upcycling, le tendenze contemporanee.

In the box
In the box

Vintage per l’ambiente

Children of the discordance è il brand sostenibile considerato più cool del Giappone. Partendo dalla lavorazione del vintage e prendendo da un archivio personale di multiculturalità e streetwear, i più svariati pattern, dal floreale alla stampa bandana, nasce la collezione presentata a Pitti Uomo 97. The Tweed Project, brand che fa parte del movimento Slow Fashion, e fondato nel 2014 da Triona Lillis, designer e stilista, e Aoibheann McNamara hanno trasformato una mancanza, in termini tessili, in punto di forza, sovvertendo la tradizione. The Tweed Project non fa uso di nessun nuovo tessuto prodotto, ma utilizza solo tweed già in circolazione e capi vintage filtrati da una sartorialità contemporanea e caratterizzati da un design tipicamente Irish. Il progetto, dove tessuto, tempo e artigianato hanno la priorità sulle tendenze e sulla cultura dei consumatori, si basa sulla qualità dei loro prodotti. Tutto il tessuto è selezionato a mano e ogni pezzo è fatto su ordinazione e progettato per durare tutta la vita.

Children of discordance
Children of discordance

Contro il fast fashion: IOWEYOU

IOWEYOU è il brand fondato da Kavita Parmar nel 2010. Personaggio luminoso e coraggioso si è duramente schierata contro il fast fashion imperante. Peculiarità del brand è quella di evidenziare la tracciabilità dei capi attraverso la tecnologia per mostrare la catena produttiva di ciascun capo prodotto dal brand. I consumatori si trovano così in stretto contatto con gli artigiani che realizzano i suoi capi naturali al 100% grazie ad antiche lavorazioni, come quella della “mud silk” del Guangdong.

IOWEYOU
IOWEYOU

Capispalla all’insegna della sostenibilità

Replumé, brand debuttante, dall’anima eco e internazionale si basa sul gioco di parole e anticipa la rivoluzione: piumini con imbottitura PURE, materiale riciclato, certificato e ottenuto da piume recuperate in Italia. Un risultato sorprendente a impatto zero.

Chimborazo, brand tutto italiano ideato da Francesco Rubini, continua a celebrare la bellezza della natura con la sua interpretazione etica della moda. Bomber, gilet, parka, blazer e giacche reversibili prendono forma da un processo di riciclo delle materie plastiche che minacciano la sopravvivenza del patrimonio marino.  Capi dal design accattivante e dettagli che rievocano la tradizione sartoriale si pongono come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente. Grazie all’utilizzo di tecnologie d’avanguardia, i rifiuti che inquinano i mari e gli oceani vengono trasformati in tessuti hi-tech, nylon e poliestere, per poi essere doppiati con una membrana tecnica dalle altissime performance in termini di impermeabilità e antivento. La palette colore varia tra blu, nero, verdone e marrone proposta sia nella variante lucida effetto vinilico oppure nella sofisticata e attualissima versione mat.

Replumé
Chimborazo

Lumberjack in collaborazione con Thermore, azienda italiana leader nello sviluppo di imbottiture sostenibili, debutta con una proposta di capispalla tecnici e performanti, che utilizzano imbottiture composte da strati di fibre 100% ecologiche ricavate da plastiche PET. Etica, versatilità e cruelty free sono i pilastri che fanno di questi capi i portavoce della filosofia green di Lumberjack, da sempre ambassador della vita all’aria aperta e del rispetto per l’ambiente.

Lumberjack
Lumberjack
In copertina: Credits AKAstudio – collective