Qualità e innovazione per vestire una virilità dall’attitudine sportiva, sono queste le linee guida del fenomeno cult di White Mountaineering. Yosuke Aizawa, lo stilista giapponese che si cela dietro. Ci parla del nuovo tempo del menswear e della filosofia del marchio che interpreta il sogno di una vita en plein air.

White Mountaineering

Dopo aver conquistato, con il suo brand White Mountaineering, Stati Uniti e Giappone, sua madre patria, è sbarcato in Europa dal 2012. Per farlo ha scelto il palcoscenico di tutto rispetto come quello del Pitti. Il marchio di Yosuke Aizawa è destinato a un posizionamento di lusso, visto i punti i vendita di Harvey Nichols a Londra, Merci a Parigi, Antonia a Milano, e Jofre in Spagna, boutique dove ad oggi sono reperibili le creazioni di grandi firme Comme de Garcons, Umit Benan, Takahiromiyashita The Soloist, Y/Project, Virgil Abloh nomi noti per la loro attitude sperimentale , e rivolti ad un pubblico capace di apprezzare anche una dimensione concettuale della moda.

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The Ducker: Dall’evento di presentazione del Pitti Discovery 83 in cui è stato ospitato ed ha segnato il debutto del brand sulla scena europea, che cosa è cambiato per il marchio e quale è stato il suo sviluppo?

Yosuke Aizawa: Durante tutti questi anni ci siamo fatti conoscere nel mondo per un linguaggio edgy, partendo da Tokyo, storico bacino di avanguardie e sperimentazioni, intercettando e interpretando il sogno di una vita en plein air. Un voler affrontare il fenomeno dei cambiamenti climatici e il nostro rapporto con la natura e sulle conseguenze socio culturali prodotte da quell’insieme di ragionamenti e sensazioni per vestire una virilità dall’attitudine sportiva per chi non si riconosce nei panni del neo-formale o dal furore dello streetwear.

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The Ducker: Oltre comporre il nome del brand, White Mountaineering, l’alpinismo è un soggetto da cui sembri trarre ispirazione in modo abbastanza costante. Cosa ti attira di questo mondo?

Yosuke Aizawa: Sono venuto a contatto con l’abbigliamento di montagna quando ero bambino, grazie all’influenza di mio padre. Dall’high tech ai grandi classici, ho sperimentato varie voci e sono rimasto come sempre affascinato dalla forza di ognuna di esse. Quindi ho voluto esprimere l’aspetto virile e la grandezza di questo mondo nei miei abiti, pertanto ho deciso di usare la parola Alpinismo nel mio marchio.

The Ducker: Che tipo d’uomo pensi sia quello che sceglie White Mountaineering?

Yosuke Aizawa: La mia immagine è quella di un uomo che prende tutto come una sfida , senza riguardo per l’età o cose simili.

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The Ducker: Il Giappone è sempre stato un punto di riferimento privilegiato nel dialogo tra moda e creatività.

Nelle tue collezioni che cosa possiamo trovare direttamente collegato l’estetica del tuo paese di origine e che cosa hai invece adottato di un modo più occidentale d’intendere la moda?

Yosuke Aizawa: Pur avendo una propensione per l’originalità nei loro vestiti, gli orientali sono in grado di adottare il modo di pensare e vestire occidentali. Negli ultimi anni, si può notare la presenza diretta di giovani stilisti che partecipano attivamente al Pitti97 nella sezione Touch come nel prossimo Pitti dove potete ammirare Fumie Tanaka, Ihnn Meanswhile, Re:Queal, Shoop, Yuki Hashimoto. Nomi selezionati dalla prestigiosa giuria del Fashion Tokyo Fashion Award. Oppure Ed Robert Judson, Kozaburo, Mary al Terna e Midorikawa Ryo , specializzati nella lavorazione artigianale della pelle bianca, tecnica millenaria praticata solo nell’aerea di Himeji. Mescolare la cultura occidentale con idee squisitamente giapponesi, aggiungere e sviluppare cose interessanti, già questo è molto giapponese. Io stesso sono influenzato dall’Occidente e dal vostro Bel Paese. Questo fatto non si limita all’outdoor, ma si estende alla moda più generale, e, mescolando tutti quegli imput a modo mio, arrivo a ri-costruire qualcosa di nuovo. White Mountaineering è esattamente questo. Non desidero presentare un “giapponesismo” a senso unico, ma nemmeno fare qualcosa di simile in chiave occidentale, faccio del mio meglio per fare un mix culturale.

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The Ducker: Nelle varie interviste che ha eseguito è affermato che il motto del suo lavoro è “ Uno, il design. Due utility. Tre Tecnologia”. Può dirci qualcosa di più a riguardo?

Yosuke Aizawa: Le mie più grandi influenze provengono dalla competenza tecnica dell’abbigliamento outdoor. Inizialmente ho pensato fosse estremamente importante perseguire la grandezza della produzione e il suo rapporto tecnico. Ora , oltre i vestiti ho sviluppato capsule o collezioni per lo snowboard. Quello che desidero è fare moda basandomi sull’abbigliamento outdoor. Per esempio abbiamo spesso incollato insieme tessuto di lana grezza e Gore-Tex, ottenendo così tessuti pratici, funzionali e innegabilmente favolosi. Dunque, quello che penso è che si deve essere sempre in grado di sperimentare per fare sempre qualcosa di nuovo

The Ducker: Credo che la moda abbia la responsabilità non solo di accettare, ma anche di promuovere le sfide. Qual ‘è secondo te la sfida più grande che attende i designer del domani?

Yosuke Aizawa: In un mercato odierno non si è mai sicuri se le cose funzioneranno progredendo, devi credere nella direzione che ti sei scelto con l’intento di fare di breccia grazie ad essa, e in questo senso penso che la moda sia una sfida.

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Photo Courtesy Imaxtree.com

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