La meraviglia degli abiti presentati a Parigi durante la settimana dell’Haute Couture lascia sempre il suo pubblico senza parole. Tra sogno e poesia, hanno sfilato ben 36 marchi, andando a ritagliarsi un posto nella storia di queste Maison.

Lo spirito più creativo ed elevato della moda è stato espresso nel corso dei defilé, dove sono state presentate le collezioni Haute Couture primavera/estate 2018. L’abilità artistica e sartoriale a Parigi non svanisce, anzi si evolve in anima creatrice. L’eccellenza manifatturiera e il savoir faire decennale sono racchiusi in ogni singola cucitura.

Questo è il vero lusso: abiti sartoriali con stampe elaborate, tessuti pregiati, intarsi, ricami, tutto rigorosamente effettuato in laboratori artigianali, dove il contatto tra uomo e materia è vibrante.

Continua il viaggio di Maria Grazia Chiuri nell’universo firmato Dior. La designer ci porta in una dimensione surreale. Linee grafiche e architettoniche assemblate insieme, per abiti da sera in bianco e nero. Il punto di partenza per questa collezione, sono le opere di Leonor Fini, artista surrealista argentina, le cui opere e audacia avevano attirato l’attenzione di Monsieur Dior. L’intramontabilità del patrimonio artistico lo ritroviamo qua. La teatralità e anima più sfrontata dell’artista vivono di luce propria. I Surrealisti, i loro sogni inconsci, e la libertà di associazione di parole, pensieri e immagini rivedono in questa collezione lo stesso spirito di sperimentazione che aveva caratterizzato le loro opere. Le illusioni incontrano l’abito, che come carta bianca, diventa luogo di espressione, trompe-l’-oeil, giochi di parole e specchi. Come pedine di una scacchiera, effimere modelle sfilano e raccontano la storia di un momento sospeso tra sogno e realtà. Motivi geometrici e optical catturano lo sguardo. Misteriose e romantiche le creazioni, che racchiudono  tutto il fascino secolare. Un ballo in maschera dominato da corpi ingabbiati, celebrati e trasformati in creature bellissime, che sta oltre il visibile, in uno spazio al di fuori da ogni preoccupazione estetica o razionale.

Dior Haute Couture SS2018
Dior Haute Couture SS2018
Dior Haute Couture SS2018

L’era del jazz riecheggia nella collezione di Elie Saab. La Parigi anni ’20 rievoca il tempo passato. Di classe e favolosa, la collezione costituita da abiti in piume di struzzo tempestati di cristalli e trasparenze. Iper femminile, grazie alle gambe in vista e le generose scollature. Seducente,la palette di colori, che va dal champagne, al rosa, glicine, pesca, corallo e celeste polvere.

Chanel fa rima con Haute Couture.

Il giardino segreto di Mademoiselle Coco presenta una collezione che è un vero e proprio inno alla natura. I fiori e la loro bellezza, la delicatezza dei petali ritrovano nelle creazioni assonanze di texture e cromie. Le gonne a corolla, le stampe ad acquerello, petali di chiffon e organza. Un delicato equilibrio di simmetrie dai colori tenui e ricami preziosi, laddove il tweed continua a permanere e le forme classiche riviste da quel genio di Karl (Lagerfeld ovviamente).

Elie Saab Haute Couture SS2018
Elie Saab Haute Couture SS2018
Chanel Haute Couture SS2018
Chanel Haute Couture SS2018

Degno di menzione Valentino. Pierpaolo Piccioli omaggia ad una ad una le sarte del suo atelier assegnando a ciascun abito il nome di chi l’ha realizzato. Un gesto di estremo valore in un’era dove l’effimero prevale. “Il futuro della couture è nelle sue origini” afferma lo stilista. Materiali preziosi come taffetas, intarsi, pizzi e seta incontrano l’artigianalità. Ogni capo, unico, proprio come il suo creatore rievoca un intreccio di storie, per un finale bellissimo.

Valentino Haute Couture SS2018
Valentino Haute Couture SS2018