Da quando il Pop si è imposto come movimento artistico – culturale nell’arte negli anni ’60, la moda ha avuto una lenta, ma significativa influenza diretta.

Colori forti, fumetti e loghi di dimensioni over hanno fatto la loro comparsa sugli outfit anticonformisti e ribelli.

A come Andy, Warhol ovviamente, A come artista, A come America.

America degli anni ’60, The Place To Be, siamo nel pieno del boom economico, il consumismo si fa spazio sul mercato e l’arte manifesto di una società in transito verso un’era nuova.

Dopo la confusione creata dalle guerre mondiali, a partire dagli anni ’50 la società entrò in un’era caratterizzata dai consumi di massa. Le innovazioni tecnologiche, l’introduzione di fibre sintetiche, come nylon e poliestere, le esplorazioni spaziali, portarono a una rivisitazione dei codici che avevano caratterizzato, da sempre, le basi della moda. Se fino ad allora, la haute couture era stata riconosciuta da tutti come guida nella definizione di stili e tendenze, non sembrava più essere in grado di proporre capi da indossare nel quotidiano.

In breve, si venne a delineare una nuova corrente parallela: il prêt-à-porter, che ben presto si diffonde tra la gente. I primi grandi nomi che fecero del prêt-à-porter la loro filosofia, furono l’eclettico Pierre Cardin (clicca qui per leggere l’articolo sul visionario stilista), Sonia Rykiel, ma anche Kenzo e Yves Saint Laurent, il quale si ispirò al look degli esistenzialisti di Parigi. Il mondo dello streetwear e delle passerelle si stava fondendo in look cosmopoliti e totalmente nuovi, che abbracciavano un nuovo modo di concepire il mondo della moda.

Dimostrando di essere al passo con i tempi, Saint Laurent creò due abiti, il Mondrian Look nel 1965 e il Pop Art Look nel 1966, dove il legame tra moda e arte era sempre più evidente.

Opere d’arte che diventano accessori di tendenza e abiti che diventano creazioni artistiche senza precedenti. Ancora oggi, la Pop Art continua a cavalcare le passerelle di tutto il mondo diventando, anno dopo anno, uno dei movimenti artistici più ripreso dal mondo della moda.

Quattro corolle disposte in uno spazio quadrato occupato da fili d’erba e sfondi scuri, senza una vera e propria collocazione spazio-temporale.  Questi i famosi Flowers, fiori disegnati in serie da Warhol che trovano collocazione nelle nuove collezioni primavera/estate 2017 di Balenciaga. Abiti dolcevita e pantaloni – stivale fascianti diventano prati fiori. Allo stesso modo, anche Ports 1961 si lascia ispirare dalle stampe floreali riproponendole come pannelli su t-shirt dress, ampie bluse dalle mezze maniche e gonne della stessa fantasia. Un’esplosione di colori vividi e antinaturalistici.

Il viaggio che Alessandro Michele per Gucci ci porta a fare è un giro intorno al mondo, che rivisita epoche differenti. L’immediato rimando a quel genio di Andy è inevitabile Caschetto biondo platino, occhiale tondo, e completo pantalone e gilet ricordano il grande maestro. Allo stesso modo, i codici di richiamo tipici della Pop Art sono riproposti su pellicce e T-shirt, dove maxi scritte e loghi fanno capolino.

Un pantheon di star, un firmamento di volti mitici compone l’enciclopedia iconografica di Jeremy Scott per Moschino. Oggi come allora la moda gioca e si inventa. Gli abiti trompe l’oeil inevitabilmente richiamano Marilyn Monroe e le star Hollywoodiane degli anni ’60. Guanti lunghi, abiti da sera disegnati e gioielli di carta. Ma d’altronde non è la prima volta che lo stilista riprende la cultura massificata americana e la trasforma in couture, in tipico stile Warhol.

Allo stesso modo Versace e la sua collezione sportwear di lusso celebra la libertà e il futuro. I materiali scelti sono gli stessi che hanno attirato gli stilisti negli anni ’60: nylon e fibre tecniche sintetiche. La scelta delle stampe ricorda le opere di Roy Lichtenstein, dove il linguaggio semplice, la tecnica dei puntini riprendono le immagini dei fumetti.

Bottega Veneta propone una serie coloratissima di combinazione di spalmati. Gonne lunghe al ginocchio, abiti trench fermati in vita e una carrellata di abiti caratterizzati da elementi essenziali di un lusso intrisi di know-how storico e generazionale, che riportano il focus sulle forme della femminilità.

Ancora oggi, la Pop Art diventa uno stile di vita che trasforma la moda in look stravaganti interpretati dal gusto moderno e la passione per i materiali plastici.

Una libera appropriazione di ideologie e linguaggi provenienti dal mondo dell’advertising, trasformate in fantasiose creazioni.

In copertina: Richard Pettibone and Andy Warhol
Credits immagini fashion: Balenciaga e Camera della Moda