La prima scaligera, a testimonianza dell’intramontabile forza teatrale dell’opera di Giordano; convince l’equilibrata concertazione di Riccardo Chailly.

Andrea Chènier - Inaugurazione 7 Dicembre 2017
Andrea Chènier - Inaugurazione 7 Dicembre 2017

Il 7 dicembre Andrea Chénier è tornato nella sala del Piermarini con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Mario Martone le grandi voci di Yusif Eyazov, Anna Netrebko e Luca Salsi, e uno dei più grandi compositori del Verismo italiano: Umberto Giordano.

Riccardo Chailly
Riccardo Chailly

Una prima che ha sottolineato il legame tra la Scala e questo capolavoro inserendosi nel processo di costruzione di una consapevolezza storica e musicale sulle opere di Giordano che costituisce una delle linee culturali portanti della programmazione scaligera.

Sul fronte dell’accoglienza, ad ogni modo, La Scala ha fatto centro: dieci minuti di applausi ed entusiasmo. Non solo, quel numeroso partito di amanti della messinscena che più tradizionale non si può, del tutto aliena da quelle che usa comunque definire “trovate”- intelligenti o meno che siano le idee del teatro di regia- ha trovato pane per i suoi denti nello spettacolo realizzato da Mario Martone con l’ausilio della scenografa Margherita Palli e della brava costumista Ursula Patzak.

Andrea Chénier Yusif-Eyvazov e Anna-Netrebko
Andrea Chénier Yusif-Eyvazov e Anna-Netrebko

Una buona sorpresa è inoltre provenuta dal podio orchestrale, dove milanese Riccardo Chailly ha esibito il doveroso riscatto delle pagine più belle del verismo operistico.

Nello Chénier , infatti, Chailly ha ricercato e ottenuto il giusto peso orchestrale senza d’altra parte mortificare i cantanti, ma quantomeno limando quei tratti d’enfasi retorica che nell’opera di Giordano non negano esservi nemmeno i più strenui apostoli del foggiano.

Essere eleganti senza depauperare il fuoco drammatico di una partitura d’opera non è affatto facile, come ben sa chi abbia assistito a tante letture pretenziose del repertorio melodrammatico, ma si può affermare senza tema di smentita che in questo caso Chailly ne è stato più che capace, grazie anche ad una disciplina che l’orchestra  ha esibito, in pari misura a quella del coro istruito Bruno Casoni.

Mario Martone
Mario Martone

Chi scrive ha ascoltato la trionfale prima: Anna Netrebko ha funzionato alla meraviglia per la sua espressività, fraseggio naturalmente elegante.

Yusif Eyazov ha tratteggiato  uno Chènier in perfetto equilibrio tra eroismo e affettuosità, esibendo un fraseggio di assoluta correttezza, nonché un timbro morbido, e pastoso; ben scolpita, inoltre, Luca Salsi la parte drammaticamente convincente , in quanto contradditoria, di Gérard. Decisamente sopra quello che si usa considerare “ di onesta routine” è stato infine il contributo dei numerosi comprimari, a cominciare dalla brillante Bersi di Annalisa Stroppa e dalla commovente Madelon Judit Kutasi.

Andrea Chénier – foto di scena